Perché Margot Robbie ha indossato un abito fatto di capelli, il significato del look da fata gotica

C'è grande attesa per l'arrivo sul grande schermo di Cime Tempestose, di Emerald Fennell. I trailer promettono passione e tormento, ma presentati in una chiave estetica e narrativa diversa dal romanzo originale, un immaginario molto pop e crudo, tipico della regista. Margot Robbie e Jacob Elordi vestono i panni dei due protagonisti indimenticabili del libro: Eathcliff e Catherine. L'attrice nel press tour mondiale sta indossando abiti disegnati appositamente per lei, per richiamare le atmosfere del film e anche i costumi del suo personaggio. Sono look che raccontano una storia, parallela a quella del libro di Emily Bronte. L'ultimo outfit sfoggiato sul red carpet ha riscosso particolare successo per la sua originalità. È stato curato dallo stylist Andrew Mukamal.
Cosa ha indossato Margot Robbie
Margot Robbie alla première londinese ha stupito tutti con un abito corsetto personalizzato realizzato quasi interamente con capelli! Messi da parte i look gotici precedenti, all'insegna del pizzo e del velluto, questo è apparso decisamente più audace e sperimentale. Si tratta di una creazione della stilista Dilara Findikoglu. L'abito corsetto bianco sporco con stecche a vista si apre in una gonna trasparente con strascico, il tutto circondato tutt'intorno da lacci e trecce verde oliva, fatti di capelli veri che vanno ad avvolgere il corpo, dal collo fino agli incroci sulle ginocchia e anche lungo la schiena.

Anche le decorazioni floreali sui fianchi e sulle spalline sono realizzate con capelli. Ha aggiunto anche un paio di orecchini realizzati su misura da Jessica McCormac e delle spille d'archivio Boucheron risalenti ai primi del 1900. Sono due spille che evocano l'atmosfera romantica e gotica del romanzo e relativo film: sono le spille Valkyrie (1900) e Assyrian Lion (1920). La prima è in oro giallo, granato rosso e diamanti: raffigura due teste di Valchirie, le messaggere degli dèi nella mitologia nordica che guidano gli eroi in battaglia prima di accompagnarli nell’aldilà. Simboleggiano la connessione tra vita e morte. La seconda in oro giallo, rubino e diamanti si ispira all'animale simbolo della Mesopotamia antica: il leone assiro rappresenta la sovranità.

Il significato del look
Il look si ispira nel complesso a un braccialetto da lutto vittoriano appartenuto a Charlotte Brontë, che le sorelle Emily e Anne avevano realizzato per lei intrecciando i loro capelli. Stesso braccialetto la cui replica l'attrice stessa aveva al polso. Questi gioielli erano comparsi in Inghilterra tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, ma divennero una tradizione della vedovanza quando la regina Vittoria perse prematuramente il marito e padre dei suoi 9 figli, il principe Alberto. La regina li commissionava al gioielliere Garrard e grazie a lei divennero popolari.

Erano spille, ciondoli, bracciali e tutti avevano una caratteristica in comune: contenevano ciocche di capelli della persona cara oppure erano gioielli realizzati proprio intrecciando i capelli della persona scomparsa. Erano un collegamento fisico e materiale tra il mondo terreno e ultraterreno, tra i vivi e i morti: simbolo di un legame indissolubile. La scelta di questo materiale, per quanto strana e un po' inquietante, riesce quindi non solo a richiamare l'originale, ma anche a condensare alla perfezione il messaggio del film, quel sentimento di ossessione e tormento che lo attraversa da inizio a fine, quel legame indissolubile tra i protagonisti. "Non posso adattare il libro così com'è, ma posso avvicinarmi alle sensazioni che mi ha suscitato" ha spiegato la regista al Guardian.