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Perché il cappotto “della discordia” di Dior da 200 mila euro è al centro della polemica

All’ultima sfilata Dior ha presentato un cappotto da 200 mila euro realizzato con una difficile tecnica artigianale. Il capo è oggetto di polemica ma non per il prezzo.
A cura di Giusy Dente
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Dior Homme Primavera/Estate 2026
Dior Homme Primavera/Estate 2026

Risale solo a pochi giorni fa il caso dell'appropriazione indebita da parte di Prada dei sandali indiani di Kolhapur. La Maison italiana è stata accusata di non reso giustizia a una tradizione secolare tipicamente indiana, riproponendo l'iconica calzatura fatta a mano nella regione del Maharashtra, che è un vero e proprio simbolo dell'artigianato locale. Ma non è il solo ciclone ad aver investito la moda italiana. Anche un altro brand di fama mondiale è al centro della polemica per qualcosa di simile. Questa volta si tratta di Dior.

Che cos'è la tecnica mukaish

Il 27 giugno 2025 Jonathan Anderson, da poco nominato unico Direttore creativo delle linee donna e uomo di Dior dopo Maria Grazia Chiuri, ha presentato a Parigi la sua prima collezione per il marchio di lusso. Lo show è stato un evento di grande risonanza, visto che si trattava di un debutto molto atteso e oggetto di grande curiosità: erano presenti tra gli ospiti Robert Pattinson, Rihanna, Daniel Craig e molte altre celebritieas. Lo stilista per la linea Dior Homme Primavera/Estate 2026 ha portato in passerella un uomo capace di condensare eleganza e libertà insieme, tradizione sì ma anche con qualche guizzo più coraggioso, rappresentato da elementi come fiocchi, sgargianti colori fluo, silhouette decisamente over, etichette in vista col logo. Si è distinto, in particolare, un capo, che è immediatamente diventato virale. Si tratta di un cappotto lungo finemente lavorato, color oro e avorio con motivo pied de poule, realizzato utilizzando la tecnica mukaish, un tipo di ricamo in cui si utilizzano fili metallici da intrecciare. È una tecnica tipica di Lucknow, una città indiana. È una procedura complessa, tramandata di generazione in generazione, che richiede competenza, pazienza, precisione: è un alto esempio di artigianato locale, che permette di ottenere un risultato di grande impatto e magnetico, delicato e scintillante al tempo stesso. In India la tecnica mukaish viene utilizzata soprattutto per decorare abiti tradizionali come sari e lehenga, spesso abbinata alla tecnica chikankari e richiede tempi lunghi di lavorazione, che contribuiscono a far lievitare i costi dei prodotti. E a proposito di costi: pare che il cappotto di Dior costi ben 200 mila dollari (170 mila euro), come ipotizza il noto content creator esperto di moda Hanan Besnovic (più di 500 mila follower su Instagram) nel suo approfondimento sul caso.

Dior Homme Primavera/Estate 2026
Dior Homme Primavera/Estate 2026

Perché Dior è sotto accusa

La polemica su Dior non riguarda il prezzo del cappotto. La questione è un'altra ed è simile alla critica mossa a Prada. Come in quel caso, anche stavolta agli artigiani indiani non è stato riconosciuto alcun merito dalla Maison. È stato un processo lungo, arrivare al fatidico cappotto: 34 giorni di lavorazione che hanno coinvolto 12 ricamatrici, ma Dior non ha chiamato direttamente in causa l'artigianato indiano. Nessun riferimento nelle note ufficiali della sfilata alle reali origini di quel procedimento, alla fonte di ispirazione, all'India o al mukaish.Di fatto non è stato riconosciuto il giusto valore dell'artigianato locale, di una tecnica unica e preziosa propria di un determinato posto, arrivata fino alla prestigiosa passerella parigina, tra le più glamour del settore. Ma quella visibilità, è sfumata. Quello che avrebbe potuto e dovuto essere un momento di celebrazione dell'artigianato locale e di un'arte secolare che rischia di scomparire, si è trasformato nell'ennesimo caso di cancellazione culturale nell'industria del lusso.

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