La busta di plastica da 1500 euro di Balenciaga di cui tutti parlano non esiste (stavolta)

Da giorni sui social sono virali le parodie di influencer e fashion addicted, che ironizzano sull'ultima creazione di Balenciaga, o presunta tale. Si tratta una borsa gialla trasparente, di fatto un sacchetto di plastica, che costerebbe 1790 dollari (quindi circa 1550 euro). L'associazione tra il famoso brand e questo oggetto appare assolutamente credibile: il marchio è noto per le sue provocazioni, soprattutto sotto la direzione creativa di Demna Gvasalia, che ha proposto spesso capi di abbigliamento e accessori anticonvenzionali. La sua era un'idea di moda moderna, straniante, sovversiva, avanguardistica, controversa: con la sua genialità è entrato di diritto nella storia del costume contemporaneo, segnando un'epoca.
Le cose sono cambiate da quando ha detto addio alla Maison e al suo posto è arrivato Pierpaolo Piccioli. Con lui si è aperto un nuovo capitolo per la Casa di moda, con un ritorno a un'estetica più glam, couture. In questo immaginario sembra strano che ci sia posto per una borsa concepita come un sacchetto di plastica gialla, suona strano: e infatti quel posto, non c'è. Quella borsa di cui tutti parlano in realtà non esiste e non è mai esistita, anche se qualcosa di simile in passato c'è stato che ha reso il tutto credibile. La viralità tipica dei social e il passaparola hanno fatto il resto.
Come è nata la notizia virale falsa
L'attenzione e la curiosità sono nate quando l'attrice cinese Zhang Jingyi è stata fotografata sul tappeto rosso del Festival Internazionale del Cinema di Pechino con una borsa di plastica gialla, un sacchetto che immediatamente ha attirato l'attenzione di tutti. Sembrava proprio uno dei sacchetti che si usano comunemente per la spazzatura, inserito però in un look da serata di gala. Le foto hanno fatto il giro del mondo e tanti sui social hanno iniziato a sostenere che la borsa fosse un modello del marchio di lusso Balenciaga, da migliaia di dollari. Plausibile, effettivamente, ma comunque falso. La borsa era davvero una normale busta di plastica, che l'attrice ha portato con sé come riferimento al film "The One". Qui interpreta Yu Yan, figlia di due genitori sordi usa una borsa giallo affinché i due possano riconoscerla da lontano, dato che non possono sentirla.

In realtà la borsa gialla non è mai stata disegnata da Balenciaga, non compare nel catalogo del brand tra le collezioni attuali, non è in vendita sul sito ufficiale né su quelli di second hand. Il malinteso nasce probabilmente dalla reputazione della Maison, che è solita trasformare oggetti di uso quotidiano in prodotti di lusso, ma nasce soprattutto dalla sua Trash Puch. Qualche anno fa, infatti, il brand si è davvero ispirato al sacco della spazzatura per realizzare una borsa, ma in pelle nera non in plastica. Costava 1800 euro ed è stato un oggetto molto discusso e criticato, presentato dall'allora Direttore creativo Demna Gvasalia come "il sacchetto della spazzatura più costoso del mondo". L'intento di scandalizzare e dividere era chiaro dal principio, insomma. E non era certo la prima volta. Sono tanti gli esempi nel mondo degli accessori, non solo borse: tra gli ultimi le scarpe malridotte (per non dire completamente distrutte) del 2022 da 1000 euro, gli abiti mangiati dalle tarme.
I sacchetti per la spesa diventano borse di lusso
Le borse anti-Couture sono sempre state la passione di Demna Gvasalia, il suo focus, un must have delle collezioni, caratterizzate da accessori "distrutti" nella loro essenza. Erano la sua ossessione, un marchio di riconoscimento. Con Gvasalia la borsa di lusso "normale" si è tramutata in pochette a forma di confezione di patatine, clutch a forma di bicchiere da caffè, maxi bag a mo' di porta abiti, valigetta: designer ironici, giocosi, inusuali se si pensa alla classica borsa di lusso tradizionalmente intesa. Gvasalia, invece, ha ironizzato sul contrasto tra oggetti di uso comune e luxury, contaminandoli e mixandoli, creando qualcosa di straniante a primo impatto. Nel 2017 ha trasformato l'iconica busta in plastica azzurra di Ikea in una borsa da quasi 2.000 dollari, rendendo un simbolo della "working class" in un oggetto del desiderio, un accessorio griffato che tutti volevano possedere nel guardaroba. Nel 2022 invece si è ispirato ai sacchetti per la spesa dei supermercati Tesco.

La tendenza Supermarket Core
Negli ultimi anni il trend è esploso con forza imponendosi in passerella e coinvolgendo altre Case di moda: ne è nata la tendenza Supermarkert Core, con i sacchetti della spesa assoluti protagonisti, ma trasformati in borse di lusso da migliaia di euro. Pensiamo a Bottega Veneta: la sua Tote Supermercato del 2025 costava 2900 euro, realizzata in nappa colorata. L'ha riproposta nella collezione Autunno/Inverno 2026-27, in versione trasparente verde. Nel 2022 se l'era inventata di carta, in tutto e per tutto simile ai sacchetti in uso nei supermarket americani per fare la spesa.