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Goblintimacy è un invito a essere se stessi agli appuntamenti: meno maschere e più verità quando si frequenta qualcuno

Goblintimacy è un trend che ribalta le regole. Via le maschere agli appuntamenti: meglio mostrarsi per ciò che si è, senza dover recitare per fare colpo.
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Quando ci si prepara per un appuntamento, tendenzialmente lo si fa con uno scopo ben preciso: si vuole fare colpo, si vuole impressionare l'altra persona, fare bella figura. C'è tutta una preparazione psicologica, che va di pari passo con quella meramente esteriore: ma l'obiettivo, resta quello di farsi vedere in tutto il proprio splendore. Nessuno vorrebbe mostrarsi insicuro, vorrebbe farsi vedere in disordine; nessuno parlerebbe di argomenti sgradevoli o metterebbe in piazza i propri difetti. Sarebbe un vero e proprio invito a scappare. O forse no? È questa l'idea alla base della goblintimacy, un approccio agli appuntamenti un po' controcorrente in cui si ha un approccio improntato alla verità nuda e cruda.

Ci si mostra nella versione più onesta e autentica di sé, senza abbellimenti, senza filtri, senza quelle maschere che si indossano per ricevere approvazione, per piacere al potenziale partner. Ci è stato insegnato a renderci attraenti agli occhi altrui, ad assecondare lo sguardo di chi si ha di fronte, anche a costo di snaturarsi un po': ma è per una giusta causa, è per ricevere un "sì". L'approccio contemporaneo, in tutta risposta a queste vecchie forzature, va in direzione opposta ed estremizza a sua volta l'aspetto della veridicità, dell'autenticità a ogni costo (compreso quello di non piacere).

Questo comportamento ha di base dei presupposti positivi: limitare le finzioni, togliere le maschere, essere se stessi. È anche un modo per sentirsi a proprio agio: mantenere una maschera e fingere di essere chi non si è, alla lunga è stancante. Questo fa sì che a sua volta anche la controparte possa decidere realmente se continuare a frequentare o meno una persona, perché si è certi di chi si ha di fronte. A tutti è capitato di frequentare qualcuno, per poi ritrovarsi a chiedersi: ma chi è davvero? Perché col tempo i nodi vengono al pettine, difetti compresi, aspetti negativi compresi. Quello che è stato taciuto, nascosto e omesso, poi viene a galla in tutta la sua potenza e non è detto che dall'altra parte ci sia una persona pronta o intenzionata a sopportarne il peso. Quindi perché non far venire tutto fuori subito, senza perdere tempo? La goblintimacy si muove in questo senso.

Ma anche qui ci sono zone d'ombra. La sincerità può anche essere apprezzata, ma non andando a riversare frustrazioni e negatività sull'altro sin dal primo incontro, perché questo instaurerebbe una dinamica malsana. C'è una linea sottile tra essere onesti e condividere tutto il bagaglio emotivo fin da subito. Certe cose, è giusto che emergano quando si è instaurata una solida base di fiducia: quindi va bene essere onesti su chi si è, sul proprio passato, ma senza entrare nello specifico delle emozioni di quel vissuto, che sono qualcosa di intimo e personale, che va custodito e non sbandierato.

Nell'epoca che ci vuole tutti super performanti, che propone modelli di perfezione inarrivabili, la goblintimacy offre una prospettiva diversa: è un invito a riscoprire la propria vulnerabilità, ad accettare i propri difetti affinché anche qualcun altro possa a sua volta amarli. Quindi questo trend non va inteso come un elogio al disordine e alla trascuratezza, quanto piuttosto il darsi la possibilità di smettere finalmente di recitare una parte.

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