Wildflowering, il nuovo trend nel mondo degli appuntamenti: le relazioni devono nascere spontaneamente senza pressioni

La parola d'ordine in fatto di appuntamenti è wildflowering: mettere da parte le regole e "vedere come va". Detta così, sembrerebbe terrificante: potrebbe sembrare l'ennesimo modo per innescare conoscenze superficiali, leggere, senza alcun impegno. In realtà, non è così. Wildflowering è la fioritura spontanea: vuole suggerire un approccio alle relazioni più spontaneo e naturale, senza la pressione della data di scadenza e delle etichette. A volte, voler a tutti i costi dare un nome a ciò che si sta vivendo, diventa un limite, una costrizione: questo impedisce di essere se stessi davvero, di mettersi in gioco.
Vale soprattutto oggi, in una società in cui la ricerca del partner si è fatta davvero difficoltosa. Le stesse app di incontri, dopo il loro boom, si sono tramutate in gabbie vere e proprie, che hanno ulteriormente isolato le persone, incapaci di scegliere con convinzione, tutte schiave del "catalogo" e del match. Ecco perché, quando si incontra qualcuno, il rischio è quello di affrettare i tempi, di voler a tutti i costi dare una definizione, per scongiurare il pericolo della temuta singletudine. Il concetto del wildflowering, invece, va in senso opposto: vuole essere proprio uno stop alla forzatura, alla ricerca ossessiva. Vuole che si riscopra il piacere di una conoscenza, ma senza schemi predefiniti: è una liberazione, un ritorno a ritmi naturali e spontanei.
Questo approccio, potrebbe tornare utile proprio a quelle persone che vanno al primo appuntamento già proiettate al matrimonio, come se quell'incontro dovesse essere quasi un colloquio finalizzato a un'assunzione (quella per il ruolo di moglie/marito). Sono molti, coloro che tendono a fare progetti in grande già al secondo appuntamento, caricando la frequentazione di aspettative. Proprio lì sarebbe il caso di fare un passo indietro, verso un comportamento più rilassato, per il bene di tutti. Uscire con qualcuno non dovrebbe essere una corsa verso un traguardo: c'è un intero percorso, nel mezzo, da godersi. Questa bellezza si è persa, non solo perché si pensa già all'arrivo, ma anche perché ci si fa distrarre nel percorso stesso: è il caso di chi si lascia andare a più conoscenze insieme, inevitabilmente senza approfondirne davvero neppure una.
Scegliere di "fiorire spontaneamente", invece, significa lasciare che le cose vadano come devono andare senza forzarle, senza premere l'acceleratore, cercando davvero una connessione umana che possa essere stimolante. Il "vediamo come va" non è quindi un segnale di superficialità, ma un modo di approfondire senza voler a tutti i costi giungere a un finale prestabilito, predeterminato socialmente. Le persone che si buttano a capofitto nelle relazioni potrebbero trarre beneficio da questo approccio più lento. D'altro canto, invece, chi frequenta più persone contemporaneamente potrebbe effettivamente fraintendere e continuare a non strutturare nessuna delle relazioni, in modo più o meno consapevole. Evitare l'impegno è una forma di anarchia relazionale che genera incomprensioni e sofferenze, soprattutto in chi la subisce. Invece godersi il tempo con la persona chi si ha accanto, senza sovrastrutture, è liberatorio e soddisfacente; consente di sviluppare una connessione profonda, valutare accuratamente chi si ha accanto, cosa si vuole.
Ecco perché è importante avere le idee chiare, possibilmente trovando un equilibrio tra il romanticismo sfrenato e la freddezza di un calcolatore che rende tutto artefatto.