La regola del 2-2-2 che fa durare la coppia, lo psicologo Merigo spiega come pianificare il romanticismo

L'ultima novità in ambito sentimentale è lo schema 2-2-2. Il segreto per far funzionare (e durare) una relazione si troverebbe tutto in questa ripetizione numerica (e no non è la successione di Fibonacci): ogni due settimane una serata insieme, ogni due mesi un weekend fuori porta, ogni due anni una vacanza da soli. Sicuramente, dopo aver letto quest'articolo e migliaia di post online che commentano questa formula magica, le separazioni e i divorzi si azzereranno, le coppie troveranno la loro felicità e non ci sarà più bisogno di terapisti e/o avvocati matrimonialisti. "Confesso una mia debolezza professionale – dice a Fanpage.it lo psicoterapeuta e sessuologo Matteo Merigo – ogni volta che esce una nuova formula numerica per salvare le coppie, io spero che funzioni. Ma come spero sempre funzioni qualsiasi tecnica per trovare la felicità in poche mosse o la serenità full time. O la ricchezza immediata! Sarebbe meraviglioso, ma purtroppo non è mai andata così, e non andrà neanche con il 2-2-2″.
Lo schema 2-2-2 per salvare la coppia
Mettiamo da parte per un attimo lo scetticismo che ogni formuletta del genere – giustamente – ci procura. Non è che questo schema però potrebbe in qualche modo rivelarsi utile in particolare per quelle coppie che sono ingarbugliate in un loop fatto di giornate che si infilano uguali una dietro l'altra? "Battute a parte, il principio dietro la formula è più solido di quanto sembri: in una relazione di lunga durata serve intenzionalità, perché la quotidianità da sola tende ad assorbire tutto. La routine non è il nemico, è semplicemente molto brava nel suo lavoro, che è riempire ogni spazio disponibile. Se non si decide consapevolmente che certi spazi sono per la coppia, ogni momento viene occupato dal lavoro, dai figli, dalla lavastoviglie". E dopo qualche anno la coppia si chiede dove siano finiti i perché, le ragioni dello stare insieme. "La risposta è proprio lì: nella lavastoviglie".
Se Google Calendar può salvare una relazione
Calendari condivisi, planning appesi sul frigorifero, avvisi via mail: pianificare serve. Non solo sul lavoro ma anche nella coppia. I gesti spontanei sono bellissimi ma sapere di avere un appuntamento romantico tra un impegno di lavoro e un incontro scuola famiglia, può dare un senso diverso alle giornate. "Pianificare serve. Ma non perché l'amore si misura in agenda, ma perché senza un minimo di struttura la coppia diventa l'ultima voce di una lista di priorità che non finisce mai". La spontaneità resta comunque un valore. "L'improvvisata ha senso eccome. La cena decisa due ore prima, il messaggio "passo a prenderti", il weekend prenotato di nascosto: sono momenti che alle coppie servono, e che fanno bene. Nessuno sta dicendo di abolire la romanticheria, anzi! – continua Merigo – Il punto è un altro: la spontaneità da sola, in una coppia di lunga durata, non basta". L'idea che le coppie sane vivano solo di slanci improvvisi è romantica e statisticamente falsa. "Le coppie che durano sono quasi tutte costruite su una buona dose di ritualità intenzionale, anche se nessuno lo racconta perché fa meno presa di un fine settimana sorpresa a Parigi".
Un appuntamento ogni due settimane
Una coppia che si vede solo quando arriva l'ispirazione, dopo qualche anno tra figli, lavoro e stanchezza, scopre che l'ispirazione arriva sempre meno. "La cena ogni due settimane non uccide la spontaneità: le costruisce il pavimento su cui appoggiarsi. Funziona insieme alle improvvisate, non al posto loro. Una coppia che ha anche le sue cornici fisse continua ad avere voglia di romperle ogni tanto con una sorpresa. Ed è lì che la romanticheria torna a funzionare davvero: non come unico carburante, ma come eccezione dentro una continuità". E se il giorno dell'appuntamento c'è stato un litigio? Che si fa? si aspettano altre due settimane? "Se ci si vede solo quando si ha voglia, dopo qualche anno di vita insieme la voglia piano piano diminuisce. Andare a cena anche dopo un litigio è uno degli atti più riparativi che esistono: comunica all'altro che la relazione non viene smontata da un'incomprensione, che il legame regge anche quando la giornata storta proverebbe il contrario. Naturalmente vale per il litigio ordinario, non per situazioni in cui la cena rischia di trasformarsi in un'imboscata o in un processo. Lì serve un'altra cosa, possibilmente con un professionista in mezzo. Ma in generale, vedersi quando non si ha voglia è uno degli esercizi di coppia più sottovalutati che conosca".
A ogni coppia il suo schema
Per una volta quindi possiamo dire che un trend che arriva dai social per quanto sembri sciocco può contenere una fonte di verità. Il limite della regola del 2-2-2 è però che propone una soluzione identica a coppie molto diverse. "Una coppia con due bambini piccoli e turni di lavoro sfalsati non vive lo stesso problema di una coppia di cinquantenni con i figli usciti di casa. Il principio è universale, la posologia no. Il mio consiglio, se proprio devo darne uno, è meno geometrico e più scomodo: ogni coppia dovrebbe trovare il proprio numero. Non il 2-2-2, non il 3-3-3 o qualsiasi altra formulazione pseudopsicocalcistica, ma il proprio. E soprattutto dovrebbe accorgersi del momento in cui smette di averlo, perché è quello il vero allarme. Una coppia che non riesce più a darsi un appuntamento, di solito, non ha smesso di amarsi: ha smesso di scegliersi. E quello, a differenza dei numeri, è qualcosa che si può ricominciare a fare in qualsiasi momento".