Choremance: la nuova tendenza è darsi appuntamento al supermercato per conoscersi facendo spesa

C'è chi si trova a tal punto a proprio agio nel mondo del dating da riuscire a combinare anche più incontri nella stessa giornata. È forse un'esagerazione, perché in quel caso l'appuntamento diventa quasi un lavoro, una routine in cui si fa difficile individuare persone che valga la pena conoscere. Ma consente comunque di darsi più occasioni: si parla di stack dating. Viceversa, c'è chi inorridisce all'idea di passare una serata a cena con uno sconosciuto, a cui concedere del tempo prezioso da sottrarre a qualcosa di più costruttivo e interessante. Sono i soggetti che magari trovano più produttiva la tecnica del choremance, che sta prendendo sempre più piede come alternativa alla prima modalità, la quale richiede maggiore investimento di tempo ed energie.
Il choremance parte da un presupposto: quando si va a un appuntamento, soprattutto con uno sconosciuto beccato online o su una app, si punta a fare bella impressione, si cerca di mostrare la parte di sé migliore. Questo ha ben poco a che vedere con la quotidianità, con l'ordinarietà: è un contesto stra-ordinario. Ecco perché molti preferiscono impostare l'uscita già in modo molto quotidiano, facendo attività normali, banali per così dire. Il choremance prevede, infatti, che gli appuntamenti siano abbinati a compiti di tutti i giorni come preparare il pranzo o portare a spasso il cane o ancora fare la spesa. Condividere da subito esperienze di questo tipo innescherebbe una connessione particolarmente autentica: si resta coi piedi per terra, non si cerca di fare colpo a tutti i costi, ci si guarda per ciò che si è senza trucco e senza inganno.
Forse i single stanno cominciando a impostare i loro appuntamenti dando la priorità alla sostanza piuttosto che alle apparenze, evitando le chiacchiere inutili e concentrandosi subito sulle cose importanti: la marca preferita di pizza surgelata al supermercato, il modo in cui ci si prende cura dell'animale domestico, se si preferisce cucinare pasta lunga o pasta corta! Insomma, a tutti quegli aspetti che ci si troverà comunque ad affrontare prima o poi e che tanto dicono di una persona.
Niente cene romantiche a lume di candela in posti che costano un occhio della testa, ma la scoperta di com'è davvero la persona nelle piccole cose, senza make-up e senza "il vestito buono", perché ci si può presentare anche in tuta. Si tratta di mettersi nella comfort zone della quotidianità e di mostrarsi subito nella propria forma più vera, per fare insieme cose normali che permettano di conoscersi su aspetti rilevanti, con sincerità. In questo modo ci si leva di dosso anche una buona parte di pressione e ansia da prestazione.
In primo piano c'è la persona non il suo avatar da occasione, quindi è tutto reale e realistico: la praticità prima di tutto. Sia mai che il destino ci metta davanti qualcuno che mangia la marca di yogurt che detestiamo! Forse questa tendenza non sostituirà mai del tutto l'idea classica e tradizionale di appuntamento, ma dimostra quanto si è maggiormente disposti a farsi vedere per come si è davvero, tenendo un passo indietro la versione truccata e ben vestita che tiriamo fuori solo per una cena e che poi cessa per sempre di esistere.