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La storia del tortellino di Cristina Cati, il disegno usato da Ikea senza autorizzazione

Si chiama Tortellino con ingredienti ed è l’illustrazione firmata da Cristina Cati che è finita in tribunale, il motivo? Ikea l’ha utilizzata nei suoi store senza autorizzazione e ora è tenuta a risarcire l’artista.
A cura di Valeria Paglionico
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Ikea, il colosso svedese dell'arredamento low-cost, è finito al centro di una questione legale molto originale: nel 2021 aveva aperto un nuovo negozio a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, e al suo interno aveva esposto un'illustrazione raffigurante un tortellino, il simbolo per eccellenza della città emiliana. L'artista Cristina Cati riconobbe quel disegno fin dal primo sguardo, visto che a realizzarlo era stata proprio lei. Da lì decise di portare il brand in tribunale e oggi, dopo ben 5 anni di attesa, è riuscita a spuntarla.

L'illustrazione usata senza autorizzazione da Ikea

Cristina Cati è un'illustratrice bolognese che collabora col progetto/brand Modoro, realizzando le stampe che decorano accessori e complementi d'arredo per la cucina. Tra i suoi disegni iconici c'è l'opera Tortellino con ingredienti, che raffigura un tortellino enorme con sotto dei riquadri colorati che fanno riferimento ai prodotti che servono per realizzarlo, dalla farina al ripieno. È proprio questa illustrazione che è stata utilizzata senza consenso da Ikea nel 2011. Ad accorgersene fu una followers dell'artista che, dopo aver visto l'immagine nel nuovo store bolognese del marchio, la contattò per complimentarsi della collaborazione. Cristina, cosciente del fatto che non aveva mai dato alcuna autorizzazione al brand svedese, verificò personalmente la questione e si rese conto di non essere stata neppure citata. A quel punto non potè fare a meno di portare la questione in tribunale, accusando Ikea di violazione del diritto d'autore.

Tortellino con ingredienti di Cristina Cati
Tortellino con ingredienti di Cristina Cati

Il traguardo raggiunto da Cristina Cati

Sebbene in molti provassero a dissuaderla dal portare avanti la causa contro un simile colosso commerciale, Cristina non si lasciò influenzare e continuò a difendere il suo lavoro. Affidatasi all'avvocato Lavinia Savini, inizialmente propose al brand un accordo amichevole ma in cambio le venne offerta solo un'esigua somma di denaro per chiudere il prima possibile la questione. A quel punto l'accaduto è stato portato davanti al giudice della sezione civile del Tribunale di Bologna, che ha riconosciuto al 100% le ragioni dell'autrice: la grafica esposta nello store di Casalecchio è una sua "opera d'ingegno" tutelata dalla legge sul diritto d'autore e Ikea è tenuta a risarcirla. Cristina non potrebbe essere più entusiasta del risultato e non solo per una mera questione economica: è riuscita a difendere il suo lavoro, dietro il quale ci sono fatica, idee, tentativi, ricerca e lo sviluppo di un linguaggio personale.

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