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Il castello di Sammezzano torna in vita: acquistato per 18 milioni, le sue stanze suggestive riaprono dopo 30 anni

Colori vivaci, archi maestosi, scorci bianchi: il castello di Sammezzano è una piccola perla araba situata vicino a Firenze. Dopo anni di abbandono e chiusura, nel 2025 è stata acquistato dalla famiglia Moretti per 18 milioni di euro con l’obbiettivo di essere restaurato e riaperto al pubblico e i lavori sono finalmente iniziati.
A cura di Elisa Capitani
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Gli interni del castello di Sammezzano
Gli interni del castello di Sammezzano

Situato nel comune di Reggello, in provincia di Firenze, il castello di Sammezzano è una perla nascosta nel cuore della Toscana. Oltre a essere un eccezionale esempio di architettura moresca e soprattutto eclettica (secondo molte leggende avrebbe ben 365 stanze), ha anche una storia davvero antichissima, risalente all'epoca romana. Il castello come appare oggi è stato ideato e creato dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, che ci lavorò per parecchi anni ispirato dall'Orientalismo. Tuttavia, dopo secoli di crescita e centralità artistica, il castello è stato prima trasformato in un hotel e poi abbandonato per oltre 30 anni. Oggi, il castello è stato acquistato nel 2025 dalla famiglia Moretti, ed è in corso un progetto per il suo restauro con l'obiettivo di trasformarlo in un museo e albergo di lusso, rendendolo nuovamente accessibile al pubblico.

Dettaglio degli interni del castello di Sammazzano
Dettaglio degli interni del castello di Sammazzano

La storia del castello: da fortezza romana a inno arabo

Ci sono tracce dell'esistenza del castello di Sammezzano già in epoca romana, secondo le quali nel 780 Carlo Magno vi si sarebbe fermato di ritorno da un viaggio a Roma. Successivamente, la tenuta appartenne a famiglie nobili e molto importanti, passando di mano in mano: dagli Altoviti, ai Medici e infine agli Ximenes nel XVII secolo. Ma il momento chiave nella storia di questo castello fu nel XIX secolo, quando Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona decise di ristrutturarlo, trasformando la struttura medicea in un vero capolavoro moresco, con un labirinto di stanze decorate in modo davvero unico e suggestivo. Influenzato ed affascinato dall’Orientalismo, corrente artistica diffusa all'epoca e in particolare a Firenze, il marchese iniziò a modificare la struttura aggiungendo nuove aree, come la Sala d’Ingresso nel 1853, il Corridoio delle Stalattiti nel 1862, la Sala da Ballo nel 1867, e la Torre centrale del 1889. Dopo la sua morte il castello passò nelle mani della figlia Marianna fino al 1919 e in seguito, dopo decenni di abbandono, aste andate a vuoto e chiusure, è stato solo nel maggio 2025 che il complesso è stato acquistato dalla famiglia fiorentina Moretti, con l'obiettivo di restaurarlo e aprirlo come museo.

Sala dei pavoni, castello di Sammazzano
Sala dei pavoni, castello di Sammazzano

Gli interni: un connubio di colori e forme oniriche

Caratterizzato da interni eclettici, ricchi di colonne, maioliche e colori vivaci ispirati all'Alhambra di Granada e all'oriente, il castello di Sammezzano presenta 24 stanze al piano nobile, ognuna diversa dall'altra e progettata per stupire e riflettere la visione orientalista del marchese. Tra le più famose, la Sala dei pavoni, inserita dalla BBC tra le più belle al mondo, la Galleria delle stalattiti caratterizzata da muqarnas bianche e rosse, la Sala dei gigli e l'atrio di colonne bianche.

Dettaglio interni
Dettaglio interni

Gli esterni, il parco di 65 ettari

Il castello è poi accompagnato da un enorme parco storico che si estende per ben 65 ettari. Questo polmone verde ospita un notevole patrimonio botanico, tra cui diverse specie esotiche introdotte da Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona nel XIX secolo. Tra le piante più note, spiccano le enormi sequoie, alcune delle quali hanno anche oltre 150 anni di vita.

Facciata esterna del castello di Sammazzano
Facciata esterna del castello di Sammazzano

Il progetto di recupero del castello di Sammezzano

Dopo l’acquisto per 18 milioni di euro da parte della famiglia Moretti, il progetto di restauro del castello è stato organizzato da Maximilian Francis Fane e affidato all’architetto Tommaso del Buono. L’obiettivo è quello di preservare l’identità storica della villa e l’orientalismo senza rinunciare a una visione più contemporanea degli spazi. L’intervento ha interessato sia le strutture architettoniche sia gli aspetti decorativi, attraverso un lavoro di recupero accurato che ha coinvolto affreschi, pavimentazioni e dettagli originari. Il risultato è uno spazio che mantiene intatta la propria memoria architettonica, aprendosi però a nuove forme di ospitalità e utilizzo contemporaneo e, soprattutto preparandosi a riaprire al pubblico.

Dettaglio del castello di Sammazzano
Dettaglio del castello di Sammazzano
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