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Gli oggetti ereditati che valgono una fortuna, Il Dongi di Cash or Trash: “Carte Pokémon e monete possono sorprendere”

Dai quadri ai libri passando per l’argenteria e persino un semplice cestino per la carta: molti oggetti ereditati possono nascondere un valore inaspettato. Il Dongi spiega quali dettagli controllare prima di buttare via qualcosa e perché non conta solo il valore economico, ma anche quello affettivo.
Intervista a Stefano D'Onghia (Il Dongi)
Perito del tribunale di Verona, proprietario del negozio di oggetti vintage Dongi Second Life Shop
Il Dongi
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Quante volte capita di svuotare la casa di un nonno o di una zia pensando che mobili, quadri, lampade o vecchi album fotografici siano soltanto ingombri? Eppure proprio tra quegli oggetti potrebbero nascondersi pezzi di grande valore economico, oltre che testimonianze di una storia familiare che rischia di andare perduta. Per capire da dove partire quando si eredita una casa e quali dettagli osservare prima di buttare via qualcosa, abbiamo intervistato Il Dongi, perito del tribunale di Verona, proprietario del negozio di oggetti vintage Dongi Second Life Shop, noto al grande pubblico per il programma televiso Cash or Trash- Chi offre di più?.

Quando si eredita una casa piena di oggetti, da dove bisognerebbe iniziare?

Gli eredi dovrebbero essere educati a prestare attenzione ai beni mobili: quando si riceve un’eredità si pensa subito ai soldi o agli immobili, ma i beni mobili raccontano davvero la vita di una persona. Dentro ci sono fotografie, lampade, quadri, specchi, libri: sono gli oggetti che custodiscono il percorso di chi ci ha preceduto. Io, ad esempio, salvo spesso le fotografie in bianco e nero perché molti eredi le lasciano lì o le buttano. Eppure hanno un valore affettivo enorme. Almeno uno di questi oggetti dovrebbe essere conservato, perché rappresenta la memoria della famiglia. Si sta perdendo il concetto di tramandabilità: è uno dei momenti di più bassa cultura che stiamo vivendo sotto questo aspetto. Anche un semplice album di figurine dovrebbe essere lasciato ai figli o ai nipoti, spiegando loro perché è importante. Ogni oggetto racconta qualcosa e merita di essere tramandato.

Oggi siamo abituati a comprare continuamente nuovi oggetti. Quanto incide questa mentalità?

Moltissimo. Siamo bombardati dal fast fashion e dalla cultura dell’usa e getta, gli oggetti perdono valore ai nostri occhi ancora prima di consumarsi. È un disastro, perché così perdiamo non solo beni che potrebbero avere un valore economico, ma anche pezzi della nostra storia.

Dal punto di vista economico, quindi, quali sono gli elementi da controllare prima di decidere se tenere o buttare un oggetto?

Bisogna verificare se appartiene a un determinato periodo storico, il suo stato di conservazione, l’eventuale presenza di un marchio, di una firma o di un designer. Anche il materiale è importante: bronzo, argento, oro, una tela antica o moderna. Sono tutti elementi che incidono sulla valutazione. Magari pensi che un oggetto non valga nulla e invece potrebbe arrivare anche a 100mila euro.

Ti è mai capitato che qualcuno stesse per buttare via un oggetto di grande valore?

Sì, ricordo una perizia in cui trovai un quadro appeso nella cucina di un appartamento che i proprietari volevano quasi regalarlo. Notai una firma piccolissima, quasi invisibile: era un’opera di Zoran Mušič che valeva decine di migliaia di euro. Sarebbe bastato prestare attenzione a quel dettaglio.

Ci sono altri esempi che ti hanno colpito?

Pochi minuti prima della nostra telefonata mi trovavo in una bottega dove era arrivato un mobile del ‘600, perfettamente conservato. Negli anni ’90 era stato acquistato per 42 milioni di lire, oggi vale circa 3000 euro. Quindi, è vero che il mercato è cambiato, ma sono comunque 3000 euro. Se qualcuno lo buttasse pensando che è solo un vecchio mobile commetterebbe un grande errore.

Quindi, quando si hanno dubbi, conviene rivolgersi a un esperto?

Sempre. Vale la pena investire qualche soldo per una perizia. Mi è successo anche recentemente in una casa piena di opere d’arte: tutti pensavano che il pezzo più prezioso fosse un quadro, invece era una rarissima lampada di Crespi. Da soli è facile non accorgersene.

Ci sono categorie di oggetti che trovi più spesso nelle case e che meritano particolare attenzione?

Nelle "case giuste", come le chiamo io, ci sono quasi sempre argenteria, libri, opere d’arte, mobili di design, lampade e gioielli; anche il mobile antico è molto frequente. Magari oggi il mercato vale meno rispetto a vent’anni fa, ma un mobile acquistato a cifre altissime può comunque valere diverse migliaia di euro. Per questo non bisogna mai decidere di liberarsene senza averlo fatto valutare.

Quali sono oggi gli oggetti da collezione che stanno registrando le maggiori rivalutazioni?

Sicuramente il collezionismo legato alle carte Pokémon, gli orologi di alta gamma, le auto d’epoca, la numismatica e l’arte moderna. Sono i settori che oggi stanno dando le soddisfazioni maggiori dal punto di vista economico.

Qual è l’oggetto più comune che può sorprendere per il suo valore?

Gli oggetti di industrial design. Penso, ad esempio, a un semplice cestino di plastica: lo guardi e sembra un oggetto qualsiasi, poi lo giri e trovi il marchio Kartell o la firma di Gino Colombini. A quel punto può valere anche 100 euro. Lo stesso vale per tante lampade degli anni ’70 che vedo spesso abbandonate accanto ai cassonetti. Gli oggetti sono tutti intorno a noi e sembrano quasi dirci: “Guardami, leggimi, capiscimi”. Prima di buttare qualcosa bisognerebbe fermarsi un momento e osservarla con attenzione.

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