Gli oggetti vintage che potrebbero valere di più nel 2026 secondo Ada Egidio di Cash or Trash

Il mercato del vintage continua a crescere e, accanto alla passione per il collezionismo, aumenta anche l’interesse di chi cerca oggetti capaci di conservare o accrescere il proprio valore nel tempo. Dalle lampade d’autore alle insegne pubblicitarie d’epoca, passando per il modernariato del XX secolo e i complementi d’arredo firmati dai grandi designer, il 2026 potrebbe offrire interessanti opportunità per chi desidera investire in pezzi vintage di valore. Dopo averci dato alcuni consigli su come arredare con oggetti vintage anche le case più piccole, Ada Egidio, esperta di antiquariato e volto noto del programma Cash or Trash- Chi offre di più?, ci ha raccontato quali categorie stanno registrando la crescita più significativa e quali nomi continuano a rappresentare una garanzia per il mercato, per capire quali saranno le tendenze più promettenti e su quali oggetti puntare.
Quali caratteristiche rendono un oggetto un buon investimento nel tempo?
Sicuramente il nome del designer o dell’artista è fondamentale, perché è ciò che permette all’oggetto di mantenere il proprio valore. Quando c’è un designer importante alle spalle, la quotazione tende a rimanere stabile nel tempo. Per questo credo che investire su nomi affermati sia sempre una scelta valida.
A questo proposito, quali designer consigli di tenere d’occhio?
Per quanto riguarda le ceramiche, Gio Ponti e Rometti sono tra i nomi più richiesti. Nei complementi d’arredo, invece, Alessi e Kartell collaborano con alcuni dei designer più importanti del settore. Philippe Starck e i fratelli Campana, per esempio, sono figure di grande rilievo. In generale, parliamo sempre di nomi molto prestigiosi, che continuano a essere apprezzati dal mercato.

Quali sono gli oggetti vintage che potrebbero aumentare di valore nel 2026? Su cosa conviene investire?
Sicuramente ci sono dei trend che quest’anno stanno crescendo molto. Ho notato un forte incremento dell’interesse per il design, soprattutto per l’illuminazione e per i pezzi firmati. In questi casi il nome del designer è fondamentale, a volte persino più del gusto personale. Può capitare che un oggetto non si adatti perfettamente all’arredamento di una casa, ma venga comunque acquistato perché porta la firma di un designer importante e viene visto come un investimento.
Parliamo quindi di oggetti concreti. Hai citato l’illuminazione: quali altri articoli stanno andando bene?
Oggetti di design che abbiano una funzione, come complementi d’arredo. Basti pensare, per esempio, alle creazioni di Alessi firmate da Philippe Starck. La sua celebre teiera, ad esempio, non era particolarmente funzionale perché piuttosto complessa da utilizzare, ma era talmente bella che moltissime persone l’hanno acquistata e conservata come oggetto di design e complemento d’arredo, anche quando la funzione pratica passava in secondo piano.

Anche le insegne e gli oggetti pubblicitari, quindi?
Assolutamente sì. Inoltre, gli oggetti pubblicitari stanno vivendo un momento di grande ascesa. Avere un’insegna vintage, che sia in latta smaltata o luminosa, dà una forte personalità agli ambienti.
Ci sono decenni o stili che nel 2026 saranno particolarmente ricercati?
Secondo me il modernariato, quindi lo stile che ha visto il suo massimo splendore nel XX secolo, è uno di quei settori che non tramonta mai. Il mobile da mestiere, così come gli arredi industriali, continuano a funzionare molto bene. In particolare, gli oggetti e gli arredi degli anni ’50 e ’60 restano tra i più ricercati e credo che stiano tornando ancora più in auge.
