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Zanzare in casa e sul balcone, l’esperto dell’ISS avverte: “È fondamentale eliminare l’acqua stagnante”

Dalle semplici abitudini che limitano i ristagni d’acqua ai repellenti più efficaci, passando per i falsi miti su citronella e piante aromatoche. Marco Di Luca, ricercatore dell’ISS, spiega come proteggersi dalle zanzare e perché basta davvero poco per favorire la proliferazione di questi insetti.
Intervista a Dott. Marco Di Luca
Ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Reparto di Malattie Trasmesse da Vettori e Zoonosi Virali Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità.
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Con l’arrivo dell’estate tornano anche le zanzare, sempre più diffuse e aggressive: c’è chi vuole evitare a tutti costi di essere punto e cerca di capire il miglior repellente cutaneo e chi invece ha paura dei possibili virus. Tra rimedi fai da te, dispositivi miracolosi e insetticidi, capire cosa funziona davvero non è semplice. Per questo motivo, Fanpage.it ha parlato con il Marco Di Luca, ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Reparto di Malattie Trasmesse da Vettori e Zoonosi Virali Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha spiegato quali strategie sono supportate dalla scienza e quali errori favoriscono invece la proliferazione di questi insetti.

Quali sono le misure più efficaci che si possono adottare in casa per ridurre la presenza di zanzare?

Le zanzare attraversano un ciclo di sviluppo che va dall’uovo all’adulto e che, nei mesi estivi, può completarsi anche in meno di 10 giorni. Le uova e gli stadi larvali si sviluppano in acqua, mentre gli adulti vivono e si riproducono nell’ambiente, prediligendo aree verdi e ombreggiate. Per deporre le proprie uova, le femmine hanno bisogno di un pasto di sangue e a tale scopo pungono l’uomo o altri mammiferi. In condizioni favorevoli, alcune specie, come la zanzara tigre, possono raggiungere densità molto elevate e diventare particolarmente fastidiose. Per eliminare le condizioni che favoriscono la loro proliferazione, in ambito domestico, dovremmo eliminare o almeno ridurre l’acqua stagnante. All’aperto, in giardini, balconi e terrazzi, è fondamentale svuotare almeno una volta a settimana tutti gli oggetti che possano riempirsi di acqua, come innaffiatoi, secchi, bacinelle, sottovasi, giochi dei bambini e ciotole per animali; meglio ancora sarebbe eliminarli o tenerli capovolti in modo da evitare possibili focolai larvali. Le raccolte d’acqua che non possono essere svuotate (ad esempio bidoni o grandi recipienti negli orti) dovrebbero essere coperte con coperchi o zanzariere a maglia fine. È inoltre importante mantenere pulite e funzionanti le grondaie, evitando accumuli di foglie o aghi di pino che possano creare ristagni, così come è necessario prestare attenzione costante a pozzetti e griglie di raccolta delle acque piovane. Proprio in questi ultimi casi, tra aprile e maggio, si consiglia di installare alle grate dei pozzetti zanzariere, preferibilmente metalliche e a maglia fine, per impedire alle zanzare di raggiungere l’acqua per deporvi le uova. Queste possono essere rimosse a fine stagione, tra fine ottobre e inizio novembre. Sebbene richiedano una pulizia periodica per garantire il corretto deflusso dell’acqua piovana, rappresentano una soluzione economica, duratura e consentono di evitare l’uso di insetticidi larvicidi.

Esistono anche altre opzioni?

In alternativa, sempre a partire dalla primavera è possibile trattare tombini e caditoie con prodotti larvicidi a base di Bacillus thuringiensis varietà israelensis (Bti) o con regolatori di crescita (IGR), sostanze selettive che agiscono principalmente sulle larve di zanzara. Questi prodotti devono essere applicati con regolarità per tutta la stagione, seguendo le indicazioni riportate in etichetta e ripetendo il trattamento dopo piogge abbondanti, almeno fino alla fine ottobre. Infine, nel caso di fontane o piccoli stagni ornamentali, può essere utile introdurre pesci che si nutrono di larve di zanzara, contribuendo così al controllo biologico della loro presenza. Per evitare di essere punti dalle zanzare, è utile adottare alcune semplici precauzioni. All’aperto, soprattutto al tramonto e nelle ore serali, è consigliabile indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo, preferibilmente di colore chiaro, e applicare repellenti cutanei sulle parti esposte. In assenza di vento, si possono utilizzare anche zampironi. Poiché le zanzare tendono a rifugiarsi nella vegetazione durante le ore più calde della giornata, la costante manutenzione del verde ha grande importanza, in quanto i giardini ben curati e regolarmente potati risultano meno ospitali per gli insetti. In casa, soprattutto ai piani bassi degli edifici, è opportuno installare zanzariere a porte e finestre. Anche l’uso di condizionatori o ventilatori può contribuire a rendere l’ambiente meno favorevole alla presenza delle zanzare. Piastrine e diffusori liquidi possono essere utilizzati, seguendo attentamente le indicazioni riportate in etichetta.

E invece gli errori più comuni che favoriscono la proliferazione delle zanzare nelle abitazioni e nei giardini?

La maggior parte delle persone, pur essendo ormai informata sulle corrette norme di gestione degli spazi domestici, man mano che la bella stagione avanza tende a non condurre con costanza le azioni di contrasto alle zanzare. Questo calo di attenzione compromette l’efficacia delle misure adottate. Ad esempio, lasciare porte e finestre aperte, pur dotate di zanzariere, può vanificare la loro funzione di barriera e consentire l’ingresso delle zanzare in casa. Un altro errore frequente, soprattutto nelle abitazioni estive, è non svuotare le piscine al termine della stagione. Anche quando vengono coperte con teli, se non ben tesi, questi possono favorire la formazione di ristagni d’acqua dopo le piogge, creando ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare. Allo stesso modo, risulta problematico il mancato smaltimento di alcuni rifiuti, come lattine, barattoli o copertoni, che possono trattenere anche minime quantità d’acqua, sufficienti per lo sviluppo larvale. Un rischio maggiore può però derivare da pratiche ritenute, a torto, efficaci, come l’installazione nei giardini di sistemi automatizzati di diffusione di insetticidi. Questi dispositivi, infatti, oltre a nebulizzare continuamente sostanze potenzialmente dannose per la salute umana, per l’ambiente e per le specie non bersaglio, possono favorire nel tempo la selezione di popolazioni di zanzare resistenti agli insetticidi. Si parla spesso dell’impiego del rame da inserire nei sottovasi o nei vasi di fiori, ad esempio nei cimiteri. In effetti, pochi grammi possono ostacolare la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve; tuttavia, la sua efficacia tende a ridursi nel tempo, poiché, ossidandosi, diminuisce il rilascio di ioni nell’acqua. In ogni caso, per ottenere risultati realmente efficaci, è fondamentale un impegno collettivo in modo che le attività utili siano applicate dal maggior numero possibile di persone. È infatti sufficiente che un singolo trascuri l’eliminazione dei potenziali focolai nel proprio giardino per compromettere gli sforzi dell’intero vicinato.

Molti ricorrono a rimedi tramandati dalla tradizione, come la citronella o le piante aromatiche. C’è un fondamento scientifico?

Piante come il geranio, la citronella o alcune aromatiche, tra cui lavanda, rosmarino e basilico, emettono sostanze volatili con un lieve effetto repellente nei confronti delle zanzare. Tuttavia, il loro potere “barriera” in giardino è generalmente modesto e non sufficiente a garantire una protezione efficace. Tuttavia la ricerca scientifica si rivolge anche a queste piante, da cui vengono estratti e concentrati oli essenziali, studiati sia per l’uso come repellenti cutanei sia per una possibile azione larvicida. Nel complesso, però, la loro efficacia repellente risulta spesso inferiore e meno duratura rispetto a quella dei repellenti di sintesi. Anche per quanto riguarda l’impiego come larvicidi, i risultati sono promettenti, ma al momento non ancora del tutto comparabili con quelli dei prodotti biologici disponibili in commercio. Per quanto riguarda invece rimedi di uso comune, come i fondi di caffè, allo stato attuale non esistono evidenze scientifiche solide che ne dimostrino l’efficacia. I pipistrelli vengono spesso indicati come strumento per contrastare le zanzare, in particolare la zanzara tigre, perché si nutrono proprio di insetti. Pur essendo personalmente favorevole all’installazione di bat-box in ambito urbano e periurbano, è però importante sottolineare che questa misura, da sola, non è in grado di risolvere il problema. Le zanzare rappresentano infatti solo una quota minima della dieta dei pipistrelli, che preferiscono insetti più grandi e nutrienti, come le falene. Va inoltre considerato un aspetto ecologico: i pipistrelli, attivi prevalentemente al crepuscolo e di notte e capaci di volare a diversi metri dal suolo, difficilmente entrano in contatto con la zanzara tigre, specie diurna che vola tipicamente a bassa quota, spesso all’altezza delle caviglie, e che rappresenta una specie estremamente molesta e aggressiva.

Quali sono i repellenti che hanno dimostrato una maggiore efficacia e come andrebbero utilizzati correttamente?

I repellenti cutanei agiscono interferendo con i recettori olfattivi delle zanzare, “mascherando” gli odori emessi dall’uomo e rendendone meno percepibile la presenza. È consigliabile utilizzare esclusivamente prodotti contenenti principi attivi ad azione repellente registrati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) o Biocidi. Tra i più diffusi si trovano il dietiltoluamide (DEET), l’icaridina o picaridina (KBR 3023) e l’IR3535 (AMP), disponibili in diverse formulazioni per uso topico, come spray, lozioni o creme. L’efficacia e la durata della protezione dipendono principalmente dalla concentrazione del principio attivo. Sono inoltre molto utilizzati prodotti a base di olio di eucalipto citrato (PMD), di origine vegetale. In generale, è importante leggere attentamente le istruzioni d’uso e adottare alcune precauzioni: evitare l’applicazione su mucose, occhi e pelle lesa o irritata, e non eccedere nelle quantità. I diffusori elettrici, a piastrine o a liquido, contengono insetticidi piretroidi, come ad esempio la pralletrina. Vengono utilizzati in ambienti chiusi, dove creano una barriera protettiva; tuttavia, è necessario spegnerli e arieggiare i locali prima di soggiornarvi. Le zanzariere installate su porte e finestre rappresentano, se integre e ben montate, la soluzione di protezione meccanica più sicura, economica e a impatto ambientale nullo. Offrono una barriera continua contro le zanzare, sia diurne sia notturne, e possono essere utilizzate anche per proteggere letti e culle.

Si sono diffusi anche dispositivi a ultrasuoni e altri prodotti che promettono di tenere lontane le zanzare. Esistono prove scientifiche sulla loro efficacia?

Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un’efficacia nel disturbare le zanzare da parte dei dispositivi a ultrasuoni, siano essi da polso, applicazioni per smartphone o apparecchi da presa elettrica. Le zanzare, infatti, individuano l’ospite principalmente attraverso segnali olfattivi, il calore corporeo e soprattutto l’anidride carbonica emessa con la respirazione. Non possiedono recettori sensibili agli ultrasuoni tali da interferire con questi meccanismi di ricerca dell’ospite. Numerosi studi di laboratorio (3), condotti su prodotti disponibili in commercio, non hanno evidenziato alcuna riduzione significativa dell’attività di puntura né un’effettiva interferenza nella capacità di localizzare l’ospite, sia per la zanzara tigre (Aedes albopictus) sia per la zanzara comune (Culex pipiens).

Quali precauzioni dovrebbero adottare le famiglie con bambini piccoli, anziani o persone sensibili alle punture?

I bambini, gli anziani, le persone fragili o immunocompromesse e, più in generale, tutti i soggetti sensibili, necessitano di una protezione maggiore dalle punture di zanzara. Questo non solo per gli effetti causati dalle sostanze irritanti presenti nella saliva di questi insetti, ma soprattutto per il rischio legato alla possibile trasmissione di virus, come quelli della dengue, chikungunya e zika, trasmessi dalla zanzara tigre o il virus della West Nile, il cui vettore è invece la zanzara comune. Oltre a proteggere porte e finestre con zanzariere, è importante schermare anche culle, lettini e passeggini utilizzando teli in tulle o apposite reti protettive. È inoltre consigliabile indossare abiti chiari, leggeri e, per quanto possibile, coprenti. I repellenti possono essere utilizzati all’aperto, scegliendo prodotti con principi attivi e concentrazioni adeguate all’età, evitando eccessi o usi impropri e attenendosi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Ad esempio, il KBR 3023, anche a basse concentrazioni, garantisce una buona efficacia ed è meno irritante rispetto ad altri repellenti, risultando quindi adatto anche all’uso nei bambini. In particolare, per i bambini tra i 2 e i 12 anni sono preferibili prodotti non spray, con concentrazioni non superiori al 10%. Le applicazioni non devono superare le due al giorno. Nei bambini più piccoli, inoltre, il prodotto non va applicato sulle mani poiché queste ultime vengono portate frequentemente alla bocca. Non è consigliabile alcun repellente per proteggere i neonati; per le donne in gravidanza, soggetti fragili o con allergie importanti è raccomandabile confrontarsi con il proprio medico o con il farmacista. Per coloro che si recano per turismo o per lavoro in aree ove circolano malattie a trasmissione vettoriale, è consigliabile consultare un medico di medicina dei viaggi e portare con sé repellenti con principi attivi ad alta concentrazione.

Guardando alle indicazioni dell’ISS, quali sono i consigli più importanti da seguire?

Una strategia proattiva di prevenzione prevede sia misure finalizzate a limitare la proliferazione delle zanzare, sia azioni mirate a prevenire il contatto tra uomo e vettore. Le attività di controllo dovrebbero essere prioritariamente indirizzate alle forme larvali, mediante l’impiego di principi attivi biologici (come Bti o IGR), selettivi per le zanzare e caratterizzati da un impatto ambientale minimo o nullo. L’utilizzo di prodotti adulticidi, non selettivi e potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute, deve essere limitato a situazioni di emergenza, quali la circolazione di patogeni trasmessi da vettori o la presenza di elevate densità di zanzare, come previsto dal Piano di Sorveglianza vigente. Tali interventi devono in ogni caso essere affidati esclusivamente a ditte di disinfestazione autorizzate e adeguatamente qualificate.

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