Citronella e bracciali antizanzare funzionano? Il dermatologo: “Protezione limitata, meglio repellenti DEET”

Con l’arrivo dell’estate aumenta la presenza delle zanzare, che scelgono le proprie vittime seguendo odori, sudore e anidride carbonica e non "il sangue buono" come affermano diverse credenze popolari. Visto anche un recente studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology secondo il quale il DEET, il repellente più usato al mondo, attirerebbe le zanzare, tornano dubbi e false credenze sui rimedi più efficaci per difendersi. Dai repellenti cutanei ai braccialetti antizanzare, fino alla citronella e agli oli essenziali, non tutte le soluzioni garantiscono la stessa protezione. A spiegare a Fanpage.it cosa dice la letteratura scientifica è Santo Raffaele Mercuri, primario in Dermatologia all'IRCCS Ospedale San Raffaele, che chiarisce quali prodotti sono davvero efficaci e perché, negli ultimi anni, la diffusione di specie invasive come la zanzara tigre ha assunto una maggior importanza per la salute pubblica.
Quali sono i metodi più efficaci per prevenire le punture delle zanzare e quali invece hanno scarsa efficacia secondo gli studi scientifici?
Il metodo più efficace, a livello individuale, è usare repellenti cutanei con principi attivi di efficacia documentata. Tra questi rientrano DEET, icaridina o picaridina, IR3535, PMD e olio di eucalipto citrato formulato come repellente, cioè “oil of lemon eucalyptus”, non il semplice olio essenziale fai da te. Le indicazioni internazionali di sanità pubblica raccomandano prodotti registrati con questi principi attivi, applicati secondo le istruzioni, perché sono quelli con migliore evidenza di protezione contro le punture di zanzara. È importante precisare che non conta tanto la parola “spray”, quanto il principio attivo, la concentrazione e il modo in cui il prodotto viene applicato. Uno spray con DEET, icaridina, IR3535 o PMD può essere efficace; uno spray “naturale” a base di essenze molto volatili può avere una durata breve e una protezione meno prevedibile. Anche la durata dell’effetto varia molto: in generale, concentrazioni maggiori garantiscono protezione più lunga, ma vanno sempre rispettate età, sede di applicazione e indicazioni del prodotto.
E per quanto riguarda le altre misure?
Le misure fisiche restano fondamentali: abiti chiari e coprenti, zanzariere, reti alle finestre, riduzione dei ristagni d’acqua in sottovasi, tombini, secchi, bidoni e piccoli contenitori. Questo è particolarmente importante per la zanzara tigre, Aedes albopictus, che si riproduce spesso in micro-raccolte d’acqua in ambiente urbano e periurbano. In Italia la prevenzione non riguarda solo il singolo individuo, ma anche il controllo dei focolai larvali intorno alle abitazioni.
I braccialetti antizanzare possono essere utili?
I braccialetti antizanzare hanno invece efficacia molto limitata. Il problema è semplice: possono eventualmente liberare sostanze repellenti vicino al polso o alla caviglia, ma non proteggono in modo affidabile tutta la superficie corporea esposta. In uno studio classico pubblicato sul New England Journal of Medicine, i braccialetti impregnati con DEET o citronella hanno protetto solo per pochi secondi. Quindi non li considererei una misura adeguata, soprattutto in aree o periodi in cui è importante prevenire davvero le punture.
E possiamo proteggerci anche con rimedi naturali come candele alla citronella o oli essenziali?
La citronella è un caso diverso: non è “falsa” in senso assoluto, perché alcune sostanze vegetali hanno attività repellente, ma l’efficacia pratica è spesso modesta e di breve durata, soprattutto quando viene usata in candele, spirali profumate o prodotti ambientali all’aperto. Inoltre il vento, la distanza e la quantità di superficie cutanea esposta riducono molto la protezione. Per questo non dovrebbe essere considerata equivalente a un repellente cutaneo registrato. Anche gli oli essenziali non diluiti o preparati artigianali possono dare irritazioni o dermatiti allergiche da contatto.