Cambio di stagione senza stress, l’esperta: “Perché è importante iniziare dai cassetti”
L'autunno è iniziato e, complici le temperature che stanno finalmente cominciando a scendere, è arrivato il momento di pensare al tanto temuto cambio di stagione. Il più delle volte viene vissuto come un incubo, come qualcosa di faticoso e di stressante che tiene impegnati per interi weekend, durante i quali si rimane chiusi in casa avviliti e sommersi da abiti e oggetti. La verità, però, è che si tratta di un approccio sbagliato. Abbiamo chiesto consiglio a Sara Asmundo, special organizer di APOI – Registro Associati: ecco quali sono i trucchi da usare e gli errori da evitare per affrontare il cambio di stagione nel modo giusto.
Fare il cambio di stagione viene solitamente considerato un incubo, per quale motivo lo si vive tanto male?
Sì, è vero, è stressante, ma perché le persone nel momento attuale di vita non hanno tempo da dedicargli e quindi di solito si prendono tutta una giornata per farlo. Questo secondo me è l'errore più grande che si può commettere: non pianificare e pentirsi a metà giornata di aver cominciato un'impresa simile. Il mio consiglio è pianificare il cambio di stagione "a blocchi di tempo", non facendolo tutto insieme ma dedicandogli, ad esempio, due ore alla volta ogni giorno, suddividendo il lavoro per categoria. Chiaramente bisogna ritagliarsi questi spazi si ha più tempo, quando si è più produttivi, magari la mattina, la sera, nel weekend.
Quali sono gli errori più comuni che andrebbero evitati?
L'errore più comune è tenere le cose su cui si è in dubbio. Consiglio di creare una scatola "del forse", a cui dare anche una data di scadenza: se entro quel giorno non si è mai aperta, allora sicuramente il suo contenuto si può eliminare perché non si userà più. Un altro errore grande è conservare le cose che sono rimaste macchiate perché la macchia si impregna e non va più via. I capi andrebbero pre-trattati prima di essere riposti nell'armadio.
Da dove bisogna cominciare il cambio di stagione?
Io consiglio di fare un cassetto alla volta o una categoria alla volta. Ad esempio, se oggi ho solo mezz'ora, sistemo tutti i pantaloncini: li tolgo dalla zona in cui erano, controllo che non abbiano macchie e che non siano rotti e comincio a ordinarli per metterli via. Da evitare i contenitori di plastica, all'interno dei quali si crea umidità, meglio, invece, le buste in tessuto traspirante.
Come gestire scarpe, borse e oggetti più ingombranti?
Anche lì ci sono dei contenitori, degli organizer in tessuto che sono perfetti, ormai ne fanno veramente di tutti i tipi, l'importante è che siano piatti, così da poter essere messi sotto il letto. Per le borse è importante non inserirci dentro la carta per mantenere il volume: ci sono degli insetti, i pesciolini d'argento, che si nutrono di carta e che finiscono per mangiare tutta la borsa, quindi sarebbe meglio utilizzare magliette o lenzuola di scarto per mantenerle gonfie. Anche qui sono da evitare i contenitori di plastica perché rovinano i tessuti a lungo andare, sono consigliati solo se bisogna conservare sintetici.
Quali sono i capi che più spesso conserviamo inutilmente?
Gli abiti da cerimonia: ci spendiamo un po' di più e ci dispiace toglierli dopo averli utilizzati solo una volta, ma la verità è che non li indosseremo per un altro evento, visto che poi le "foto parlano". Conserviamo inutilmente anche i capi di una o due taglie più piccole. Nella nostra mente tornare alla taglia precedente diventa una sfida ma, anche quando ci riusciamo, ci rendiamo conto che magari la moda è cambiata, quindi non mettiamo lo stesso quell'abito conservato. Per concludere, anche gli abiti per bimbi vengono conservati inutilmente, in questo caso per una questione emotiva. Spesso si ripongono in cantina e nel giro di pochi anni si rovinano, a quel punto capiamo che sarebbe stato meglio darli a parenti o persone che ne avevano bisogno.
Ci sono dei trucchi davvero utili che possono rendere il lavoro meno faticoso o stressante?
Quando sta arrivando l'autunno, bisogna cominciare a mettere via le cose estive. Dopo averle lavate, bisogna pensare se verranno o meno indossate ancora. È necessario, inoltre, chiedersi, se sono ancora nel proprio stile, se fanno ancora sentire a proprio agio. Stessa cosa vale per gli abiti per bambini: bisogna chiedersi se l'anno successivo saranno o meno ancora della giusta taglia. Consiglio anche di creare una "zona di transizione", che può essere anche una sedia, un comò, dove lasciare tutti i capi da valutare. Anche i capi per la mezza stagione avrebbero bisogno di una zona dedicata, come i cardigan e i trench, a cui, dunque, si può "accedere" facilmente quando si verifica qualche sbalzo termico. Ad ogni cambio di stagione, inoltre, sarebbe bene cambiare anche le grucce, che aiutano molto con lo spazio. Quelle sottili in velluto sono perfette, mentre invece da evitare sono quelle in acciaio delle lavanderie.
Come gestire i ricordi e gli oggetti dal valore affettivo da cui non ci vogliamo separare?
L'ideale è creare una scatola dei ricordi, inserendoci dentro gli album, le fotografie, le lettere scritte a mano e tutti gli oggetti piccoli che hanno un valore affettivo. Per quanto riguarda le cose voluminose, consiglio di conservarle sottovuoto in una scatola più grande. Si può fare così, ad esempio, per le pellicce. In alternativa si può provare anche a dargli una seconda vita, riutilizzandoli in una veste attuale oppure mettendoli in vendita online Per peluche, bambole e accessori per bambini, invece, si possono fare delle fotografie e conservarle, così che non si perde il ricordo ma si guadagna spazio.