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Perché il culmine dell’orgasmo si chiama piccola morte: “C’è un distacco della coscienza”

La fase di abbandono totale che segue il culmine dell’orgasmo è chiamata “piccola morte”. Benché sia un’espressione un po’ romanzata, descrive bene il momento.
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Intervista a Dott. Matteo Merigo
Psicoterapeuta e sessuologo
A cura di Giusy Dente
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Nel 2007 il coreografo Jirí Kylián nell'illustrare Petite Mort, una delle sue creazioni più sensuali ed evocative, spiegava:

È un modo poetico e stranamente significativo di descrivere l'estasi di un rapporto sessuale. In francese e in poche altre lingue questa sensazione viene definita: piccola morte. E forse è così, che nel momento del piacere (o nel momento in cui potenzialmente creiamo una nuova vita) ci viene ricordato il fatto che le nostre vite hanno una durata relativamente breve e che la morte non è mai troppo lontana da noi.

Questa espressione sicuramente romanzata, che ha ispirato scrittori e artisti, trova comunque riscontro nella sessuologia, che in effetti riconosce la presenza di una fase di abbandono che può essere descritta in questo modo. Ne abbiamo parlato col sessuologo Matteo Merigo, per capire cosa accade davvero al corpo e alla mente in quella fase.

Che cos'è l'orgasmo

Partendo da una definizione di orgasmo, il sessuologo ha esplorato questo mondo complesso e misterioso. "L'orgasmo è una risposta fisiologica e psicologica al piacere sessuale. Arriva in una fase di ascesa continua, che si chiama climax, durante il quale arriva questa liberazione di una tensione (fisiologica e psicologica): non solo c'è una risposta muscolare, ma anche rilascio di endorfine". Si possono classificare diverse tipologie. Per quanto riguarda le donne normalmente si parla di orgasmi: vaginale, clitorideo, del punto G, anale, misto. Si parla anche di orgasmo mentale, che si raggiunge invece senza specifica stimolazione delle zone sessuali primarie.

A proposito proprio del mondo femminile, l'esperto ha specificato: "La maggior parte delle donne prova orgasmo clitorideo, anche quello che dicono di provare orgasmo vaginale. Quella è una zona che innerva anche la parte vaginale, ma è lì che si prova piacere. La zona del punto G resta un grande mistero: da un punto di vista fisiologico è un insieme di cellule che si trova nella prima parte della zona del clitoride. È impossibile da toccare col pene, si tocca solo con le dita. Il punto G dell'uomo è la zona prostatica, che si tocca solo con stimolazione anale".

La principale differenza tra orgasmo maschile e femminile, è che il primo è associato all'eiaculazione. Ma non solo. Il dottor Matteo Merigo ha aggiunto: "Solo per gli uomini si parla di periodo refrattario, la fase in cui è difficile se non impossibile raggiungere un secondo orgasmo, cosa che per le donne non esiste. Anzi, le loro sensazioni possono essere di multiorgasmo: più orgasmi all'interno del rapporto".

Cosa succede al corpo durante l'orgasmo

Ci sono diverse fasi che portano all'orgasmo: "La prima è quella dell'eccitazione: c'è la prima risposta del corpo e coinvolge aumento pressione sanguigna, aumento battito cardiaco, modulazione della respirazione, rilascio di endorfine e ossitocina. La seconda parte è il plateau: il corpo continua a modificarsi col turgore dei genitali e aumentano le sensibilità nelle varie aree. Poi arriva l'orgasmo vero e proprio. Nella risoluzione si torna a livelli di norma".

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Che cos'è la piccola morte

La fase conclusiva dell'orgasmo comprende poi la cosiddetta piccola morte: "È uno stato in cui la coscienza viene modificata, come se si stesse provando realmente una sorta di morte. È un termine romanzato, ma estremamente descrittivo: descrive quelle fasi neurofisiologiche presenti durante l'orgasmo. Si attiva il cervello, il sistema nervoso. Ipotalamo e iposfisi sono coinvolti nel rilascio di ormoni e neurotrasmettitori. In questa fase c'è un distacco della coscienza che dura per un brevissimo periodo, ma tra le varie cose diminuisce anche la sensazione del dolore all'interno della fase del piacere".

Ma non è tutto, c'è anche una seconda lettura: "L'interpretazione è ampia: da una parte descrive la perdita di coscienza temporanea durante il piacere estremo. Il piacere, raggiungendo il culmine, dà una sensazione di sgancio dal sé e dalla realtà. Ma suggerisce anche un senso di rinascita, dà l'idea di una ricostruzione, di una ripartenza dopo l'espressione dell'orgasmo".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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