Zverev si squaglia al momento del sorpasso su Sinner, poi trova la solita scusa: “Faceva freddo”

Immagine
Sascha Zverev deve ancora rimandare il sorpasso a Jannik Sinner in vetta alla classifica mondiale: se ne parlerà (forse) dopo la finale di Vienna. Dopo aver perso a Pechino con Djokovic, il tedesco si è esibito in un suo grande classico: trovare una scusa per la sconfitta.

Sascha Zverev ha mancato la prima possibilità di superare Jannik Sinner al numero uno della classifica ATP: il 29enne tedesco, che quest'anno si è sbloccato a livello di Slam vincendo Roland Garros e US Open, poteva farlo aggiudicandosi il prossimo torneo 1000 di Shanghai, ma doveva prima vincere anche il 500 di Pechino, approfittando ovviamente del prolungarsi dell'assenza dai campi dell'altoatesino e anche di quella precedente, ugualmente lunga, di Alcaraz. Tuttavia al momento del dunque è tornato il ‘vecchio Zverev', quello che si squaglia contro i campionissimi, che lo dominano prima di tutto dal punto di vista della personalità e del carisma, e che poi accampa scuse di ogni tipo per giustificare la sconfitta.

È successo anche nei quarti di finale a Pechino, dove Sascha ha affrontato l'immortale Novak Djokovic: il 39enne serbo ha perso il primo set, ma non ha mollato un'unghia, rimontando e imponendosi al terzo, pur trovandosi di fronte uno Zverev devastante al servizio (80% di prime palle e ben 19 ace). Dopo la partita Nole, che in semifinale se la vedrà con Medvedev, ha spiegato di aver giocato "probabilmente la miglior partita dell'anno insieme alla semifinale vinta in Australia contro Sinner", gonfiando il petto per aver dimostrato di essere ancora competitivo ai massimi livelli: "Sono questi i momenti per cui continuo a giocare, la motivazione è enorme quando devi affrontare i migliori, e lui in questo momento è il più forte al mondo. Questa stagione è stata dura per varie ragioni, ho dei problemi di salute che non riguardano la resistenza fisica e sto combattendo per superarli".

Dal canto suo Zverev ha tirato fuori l'ennesimo alibi per la sconfitta: "Per me è stato difficile mettere a segno molti colpi vincenti perché faceva piuttosto freddo e la palla non rimbalzava molto. C'erano 11 gradi, ho cercato di essere il più aggressivo possibile ma è andata così – ha detto, rendendo poi merito al suo avversario – Penso che Novak abbia giocato una delle sue migliori partite dell'anno, questo è certo. Il livello era altissimo e ha giocato al suo meglio. Credo che il suo gioco da fondo campo sia stato praticamente lo stesso di cinque anni fa. Voglio dire, non ha sbagliato quasi nulla. Penso che abbia mostrato un livello molto, molto diverso da quello che ha mostrato negli ultimi due mesi".

Immagine
Zverev esce a capo chino dal campo dopo la sconfitta con Djokovic a Pechino

Il campionario delle scuse di Zverev quando perde: c'è di tutto

Le "scuse" di Zverev quando perde sono diventate ormai un classico: dopo le sconfitte cita condizioni di gioco, palle, campo, temperatura o altro, anche quando poi aggiunge che non è la ragione principale o che l'avversario ha giocato meglio, togliendogli in ogni caso parte del merito. Freddo e umidità, ma anche campi e superfici: dopo la sconfitta di quest'anno a Roma con Darderi, Zverev è sbottato definendo il campo del Foro Italico "il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato in tutta la mia vita, inclusi i tornei Junior, Futures o gli allenamenti", accusando i rimbalzi irregolari sulla terra rossa, ma anche "il vento forte" (che peraltro c'era per tutti e due, come poi gli ha fatto notare Luciano).

Sullo stesso tema dei campi, c'è anche la dichiarazione dello scorso anno circa il fatto che gli organizzatori dei tornei starebbero deliberatamente uniformando le superfici per favorire lo stile di gioco di Sinner e Alcaraz: "Odio quando è sempre la stessa storia… so che gli organizzatori stanno andando in quella direzione perché ovviamente vogliono che Jannik e Carlos facciano bene in ogni torneo, ed è quello che preferiscono". Sinner dal canto suo aveva risposto che non sono lui e Alcaraz a fare i campi…

Un match perso con lo stesso Jannik è poi finito in un'altra scusa di Zverev, che dopo la finale di Madrid dello scorso maggio – in cui è stato distrutto in meno di un'ora – ha eccepito che "si sarebbe dovuto giocare in notturna, così sarebbe stato più giusto per entrambi i giocatori". E ancora, Sascha spesso ha citato problemi fisici e malanni vari, come la scivolata durante la finale di Wimbledon persa ancora con Sinner a luglio, o anche i viaggi e il calendario fitto. Intanto per il numero uno se ne parla eventualmente dopo la finale di Vienna. Se ci arriva.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views