Zverev riscrive la finale di Wimbledon persa con Sinner: “Giocavo meglio di lui, poi sono scivolato”
Alexander Zverev è nei quarti dello US Open, dove affronterà l'olandese Botic van de Zandschulp, con un cammino che sembra spianato verso la finale contro il redivivo Carlos Alcaraz. Il 29enne numero due al mondo spera che aver rotto il ghiaccio nei tornei del Grande Slam vincendo il Roland Garros sia il viatico per conseguire altri successi dello stesso livello, che possano accrescerne lo status nella storia del tennis. Intanto a Zverev è rimasto l'amaro in bocca per non aver fatto l'immediato bis quest'anno a Wimbledon, dove è stato battuto in quattro set da Jannik Sinner dopo aver vinto il primo. Un match che secondo il tedesco è stato condizionato in maniera decisiva dalla sua caduta sul 3-3 e palla break nel terzo set: "Fino ad allora stavo giocando meglio io".
Zverev ha affidato le sue recriminazioni alla chiacchierata fatta a New York – a margine del torneo di Flushing Meadows – con John McEnroe, che si era complimentato con lui per la prestazione messa in campo: "Ho fatto la telecronaca del match e ho pensato che tu abbia giocato benissimo. È stata una partita altamente competitiva. Sei stato molto aggressivo, forse il più aggressivo che ti abbia mai visto giocare, certamente su quella superficie. Penso che, tutto sommato, tu dovessi essere estremamente felice anche di quel risultato".
L'alibi di Zverev per la finale persa a Wimbledon con Sinner: tutto è cambiato dopo la caduta
Sascha ha replicato ‘riscrivendo' la finale di Wimbledon dal suo punto di vista. Ovvero non una partita vinta da Sinner – che ha splendidamente doppiato il successo dello scorso anno – ma un match perso da lui e non per ragioni strettamente tennistiche, bensì per la mala sorte che gli ha fatto perdere l'equilibrio su una palla corta di Jannik proprio nel momento decisivo che poteva far svoltare il confronto a suo favore, la palla break sul 3 pari nel terzo e un set pari: "Sì, ero felice di essere arrivato in finale a Wimbledon ovviamente, ma ero comunque un po' arrabbiato per aver perso la partita, perché sentivo che mi fosse un po' sfuggita di mano, dato che avevo vinto il primo set".
"Ho perso il secondo set al tie-break – ha continuato Zverev nella sua disamina – e poi nel terzo set ho avuto delle palle break per andare avanti di un break (in realtà una sola, appunto quella sul 3-3, ndr), e non avevo ancora perso il servizio in quella partita fino a quel momento. Sentivo di essere lì, e sentivo persino di stare giocando meglio di lui in quel momento. Poi sono scivolato… sono scivolato e le due ossa del mio ginocchio hanno urtato l'una contro l'altra, e dopo ho fatto fatica a servire. Non riuscivo più a darmi la spinta verso l'alto, quindi lui ha iniziato a rispondere molto di più al mio servizio. C'erano molti più scambi sui miei turni di battuta e lui ha finito per vincere il terzo e il quarto set, ma sento comunque che quella partita avrei potuto vincerla".
L'amarezza per quello che avrebbe potuto essere è mitigata dall'acquisita consapevolezza di un nuovo livello raggiunto: niente adesso appare precluso per il tedesco. "Ovviamente vincere Wimbledon è una delle cose più grandi nel tennis, ma mi va bene così, perché sento che avrò altre occasioni, e se continuo a fare le stesse cose, spero di sollevare il trofeo un giorno", ha concluso Zverev.