US Open 2026 di tennis

Sabalenka regala un’intervista impossibile agli US Open: “Non ho capito niente di quello che hai detto”

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Sabalenka non sente nulla nell’intervista sul campo: “Con il tetto chiuso e durissima”. Il problema dell’acustica tormenta ancora l’Arthur Ashe.

Aryna Sabalenka sapeva bene che nel match contro Taylor Townsend agli US Open avrebbe fatto i conti anche con il pubblico, schierato comprensibilmente dalla parte dell'atleta di casa. I tifosi americani pero, a detta della stessa numero uno al mondo, sono stati molto corretti, al punto da stupire la giocatrice: "Non mi aspettavo che foste cosi e che a tratti tifaste anche per me". I rumori dell'Arthur Ashe non hanno creato problemi alla bielorussa in campo, al contrario di quanto accaduto invece durante la consueta intervista post-partita. Aryna ha dovuto faticare e non poco per portare a termine la chiacchierata con Laura Robson, proprio a causa dell'acustica infernale dell'impianto. Un problema che si era gia proposto piu volte a New York.

E riuscita a rispondere a quasi tutte le domande una soddisfatta Sabalenka, che nel finale si e dovuta pero arrendere alle condizioni ambientali. Prima si e portata il dito all’orecchio cercando di far capire la situazione alla sua interlocutrice e poi, mentre quest’ultima continuava a parlare, e scoppiata a ridere imbarazzata. Impossibile andare avanti o provare a rispondere a casaccio: "Scusami ma non ho capito più una sola parola di quello che hai detto". Con gesti plateali ha provato ad allontanarsi dal microfono invitando Robson a parlarle da vicino per riuscire a cogliere le parole. Niente da fare per l'ex giocatrice, che e andata avanti finche Aryna non le si è avvicinata spiegando divertita di non poter andare avanti così.

Risate prolungate per la regina del ranking che, dopo aver recuperato la posizione, ha provato comunque a chiudere il siparietto. Tra un sorriso e l'altro, la surreale intervista della giocatrice bielorussa è stata portata a termine con un liberatorio: "Ce l'abbiamo fatta". Anche Sabalenka si iscrive cosi al club dei tennisti che hanno avuto notevoli problemi di questo tipo a Flushing Meadows. In passato era toccato a Ben Shelton sfogarsi con Annabel Croft ("Non capisco niente, l’acustica e tutta sballata"), mentre ancora piu diretta era stata Madison Keys ("Non si sentiva un c…").

Ma come mai c'e questo problema di acustica in quello che e lo stadio piu grande del tennis mondiale? L'Arthur Ashe e noto per essere l'impianto più capiente e rumoroso del circuito, e le cose peggiorano ulteriormente quando il tetto rettagolare viene chiuso. Senza uno sfogo verso l'alto, ogni suono resta intrappolato all'interno creando un effetto eco continuo. Il tennista in campo, sprovvisto di auricolari, fa un'enorme fatica a percepire la voce dell'intervistatore diffusa dagli altoparlanti, dato che il suono si perde nel brusio della folla. Oltre alla nota questione dell'odore di marijuana sulle tribune, quello del rimbombo acustico resta un altro snodo logistico da risolvere per gli organizzatori. Curiosamente, Sabalenka ha finito per pagare dazio a entrambi.

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