US Open 2026 di tennis

Tsitsipas, la vecchia storia delle pause in bagno lo insegue anche a New York: siparietto sul taxi

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Il tennista greco ha raccontato il dialogo surreale con un tassista che non lo ha riconosciuto: “Digli di smetterla con quei break come se stesse cercando Narnia”.

Stefanos Tsitispas si è trovato a parlare di Stefanos Tsitsipas senza che il suo interlocutore lo avesse riconosciuto. È successo a New York, a bordo di un taxi, pochi giorni dopo la sconfitta gli US Open contro Ben Shelton negli ottavi di finale. Il tassista gli ha chiesto se conoscesse il tennista, il greco ha preferito restare in incognito. "Siamo molto vicini", ha risposto, curioso di sapere quale fosse il senso di quella domanda. A quel punto il conducente gli ha affidato anche un consiglio: "Digli di smetterla con le pause per andare in bagno come se stesse cercando Narnia".

Le pause prolungate per andare in bagno erano diventate un caso nel tennis, tanto da provocare anche la reazione di Andy Murray agli US Open nel 2021. Successivamente l'ATP ha introdotto limiti più stringenti sulle bathroom break ma la vicenda ha continuato a essere un tormentone per il greco.

La battuta del tassista rispolvera una vecchia polemica

Quel vecchio argomento, oggetto di discussione nel circuito, è tornato di stretta attualità in un contesto e in un momento inattesi. Le pause abbastanza lunghe del greco per andare al bagno avevano suscitato polemiche: il greco era stato accusato di approfittarne anche come strumento di pressione psicologica nei confronti degli avversari: con quell'espediente un po' innervosiva, un po' ne spezzava il ritmo partita. La questione era esplosa soprattutto dopo il match contro Andy Murray che contestò pubblicamente la condotta del greco nel 2021.

Dopo quella partita, l'inglese dichiarò di aver "perso il rispetto" per l'avversario. In seguito ironizzò sull'accaduto: "Curiosità del giorno. Stefanos Tsitsipas impiega il doppio del tempo per andare in bagno rispetto a Jeff Bezos per volare nello spazio. Interessante".

Le proteste del britannico, però, non caddero nel vuoto: da allora, infatti, le norme relative al bathroom break sono state progressivamente modificate per limitarne la durata e rendere più difficile che uno stop necessario per bisogni fisiologici fosse usato come escamotage tattico. È in questo contesto che arriva dal passato che s'ineriscono l'affermazione del tassista e l'imbarazzo di Tsitsipas.

Tsitsipas si nasconde e decide di stare al gioco

La parte più divertente del racconto del greco è nello scambio di persona e nella sua reazione auto-ironica. "Il tassista a New York mi ha chiesto se conoscevo Stefanos Tsitsipas. Ho detto: Siamo molto vicini. Lui ha ha aggiunto: Bene… allora digli di smetterla di fare pause bagno come se stesse cercando Narnia. Mi sono tirato il cappuccio sulla testa e ho finto di essere un turista di Oslo". La scena fotografa bene quanto quel vezzo abbia accompagnato la carriera del tennista. E a distanza di anni basta la battuta di un tassista ignaro per riportarlo alla luce.

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