Zverev diventa numero uno e risponde a chi parla dell’infortunio di Sinner: “La salute fa parte del tennis”
Alexander Zverev ce l'ha fatta e lunedì diventerà ufficialmente il nuovo numero uno del mondo. Dopo la vittoria su Griekspoor in quel di Vienna il tennista tedesco ha ricevuto i complimenti della sala stampa, rispondendo alle domande sul suo nuovo status. Una stagione trionfale per lui che si è preso i primi due Slam della carriera e la vetta del ranking. Nelle valutazioni però non può non pesare il periodo di stop che hanno dovuto affrontare sia Sinner che Alcaraz. Lo sa bene Sascha che ne ha parlato apertamente riconoscendo il valore dei suoi due principali avversari e le difficoltà affrontate contro di loro. C'è però qualcosa in cui lui pensa di essere stato migliore rispetto ai colleghi, ovvero il fatto di aver fatto un lavoro specifico per cercare di restare in forma il più possibile.
Zverev e il lavoro per evitare gli infortuni
Il discorso di Zverev è chiaro: anche la componente fisica dev'essere considerata nelle valutazioni su un tennista e il fatto che nel lavoro per migliorarsi si dedichi del tempo a questo. Pur non dicendolo apertamente il tedesco sente di essere stato superiore sia a Sinner che Alcaraz in questo aspetto, senza essere costretto a fermarsi: "Molte persone possono dire: ‘Sì, ora è lì ed è diventato numero uno al mondo solo a causa degli infortuni degli altri'. Ma la forma atletica, l'essere fisicamente integri, è una parte importante di questo sport. Ne è una parte enorme. Quando faccio la mia off-season, con quattro settimane di allenamento a dicembre, faccio circa cinque o sei ore di preparazione atletica al giorno e gioco da un'ora a un'ora e mezza a tennis. Questo significa che la proporzione pende molto più sulla parte fisica che sul tennis. E lo faccio esattamente per restare in forma, per non infortunarmi e per sentirmi ancora al top nel quinto set proprio come nel primo".
Sascha riconoscere il valore di Sinner e Alcaraz a regime
Certo Zverev non può fare a meno di riconoscere che con un Sinner e un Alcaraz al top si fa molto dura. Quanto accaduto in avvio di stagione ne è la prova: "Nella prima metà dell'anno ho perso contro Jannik, credo quattro o cinque volte di fila. A livello di tennis, quando era in forma, era il miglior tennista al mondo, senza dubbio. Ma penso di aver avuto la stagione migliore. E non l'ho battuto nemmeno una volta, su questo non ci piove. Fino a Wimbledon avevo la sensazione di non avere idea di come batterlo. Da Wimbledon in poi credo di aver avuto un'idea più chiara e abbiamo anche giocato una partita lottata. Ma, come ho detto, credo che la preparazione atletica e la salute facciano parte dello sport del tennis".
E c'è una frase che certifica il tutto nel migliore dei modi, soprattutto in merito al sorpasso a Jannik Sinner: "Nei primi sei mesi dell'anno ho perso quattro o cinque volte contro Jannik. E non c'è assolutamente dubbio che lui fosse il miglior giocatore al mondo; in quel momento mi batteva ripetutamente. Sarei un idiota a sedermi qui e dire di essere stato bravo quanto Jannik. Non ero nemmeno il secondo miglior giocatore, quello era Carlos. Ma poi lui non ha potuto competere, e allora sono diventato il secondo miglior giocatore al mondo. Ripeto: faccio cinque o sei ore di preparazione atletica e gioco forse un'ora o un'ora e un quarto a tennis. Il mio obiettivo principale nella off-season è solo l'allenamento fisico, restare in forma e in salute".
Zverev si dimentica del suo infortunio?
Il problema è che per quanto si possa preparare tutto nei dettagli anche nella off season bisogna fare i conti con quello che accade durante i tornei e Zverev dovrebbe saperlo bene visto che nel 2022 rimediò un grave infortunio alla caviglia. Certo si trattò di un problema di natura traumatica e non legata allo "stress", però anche quello era impossibile da mettere in conto preventivamente. La sua teoria dunque sulla capacità di preservarsi dagli infortuni può essere valida solo in parte. Quello che tutti si augurano comunque anche per giovare del miglior spettacolo possibile è il repentino ritorno dei tre "moschettieri" subito in campo. D'altronde lo sa anche Zverev: "E non vedo l'ora che Jannik e Carlos tornino in salute per poter competere con loro per molti, molti anni a venire. Non solo l'anno prossimo, ma per tanti anni, e spero di riuscire a tenere il passo di quei due".