Jannik Sinner tornerà in campo nel 2027. Dopo la finale di Wimbledon non ha più giocato. L'annuncio del forfait ai tornei autunnali, su tutti le ATP Finals, ha catalizzato l'attenzione totale nel mondo del tennis, non solo in Italia. Da più parti si parla del problema al ginocchio, delle scelte fatte, anche dal suo staff, ma ci sono anche discussioni importanti sul suo futuro, non solo quello tennistico. Ma a latere, e manco tanto in realtà, c'è una notizia: Alexander Zverev diventerà il numero 1 della classifica ATP e soprattutto chiuderà il 2026 al comando. Questo è certo. Le discussioni sono iniziate e più d'uno lo ha definito il numero 1 più scarso nella storia del tennis, non è così, anche se è altrettanto certo che non sarà mai uno di più grandi di ogni tempo.
Il 2026 incredibile di Zverev: due Slam e numero 1
Come spesso accade la verità sta nel mezzo, con gli haters e i criticoni sempre pronti a tirare bordate, al netto di simpatia e antipatie. Alexander Zverev è insuperabile. Il 2026 lo consacra in modo totale nella storia del tennis: due Slam vinti e numero 1 del mondo, che toccherà per la prima volta nella peggiore delle ipotesi all'inizio di novembre. Di sicuro l'anno lo chiuderà al vertice. Onestamente, chi l'avrebbe mai detto a inizio stagione quando tutto sembrava pronto per un'altra annata con Sinner e Alcaraz dominatori.
È il settimo numero 1 ATP di fine anno dal 2004
La vulgata lo definisce già il peggior numero uno di sempre. È ovvio che se leggiamo i nomi dei sei tennisti che hanno chiuso al primo posto la stagione del tennis al numero 1 dal 2004 al 2025 è così. Perché Zverev sarà il settimo giocatore appena negli ultimi ventitré anni a chiudere al comando dopo Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Sinner e Alcaraz. Ma in assoluto sarà il trentesimo tennista al numero 1, e qui con ogni probabilità si può affermare che il peggior non lo è.
La splendida carriera di Zverev: tra Slam, oro olimpico, Finals e 1000 vinti
Ovvio che un dibattito vede discutere su posizioni differenti e ognuno può parteggiare per questo o quello, con i propri parametri. Se si pensa anche solo a chi è stato almeno una settimana davanti a tutti si può mettere Zverev davanti a Carlos Moya, Pat Rafter, Evgeni Kafelnikov e Marcelo Rios. Certo loro sul proprio cammino hanno trovato avversari straordinari e non hanno avuto vita facile, come il tedesco fino a maggio, quando veniva regolarmente battuto da Jannik o Carlos.
Ma Zverev, primo numero 1 tedesco dopo Boris Becker, a 29 anni vanta un palmares di tutto rispetto. Gli dicevano che mancava lo Slam: ne ha vinti due, il Roland Garros e gli US Open. Non male. In totale ha giocato sei finali. Poi aggiunge molto altro. Due vittorie alle ATP Finals (2018 e 2021, la prima disputata a Torino), la medaglia d'oro alle Olimpiadi (Tokyo 2021) e una sfilza di tornei 1000, per la precisione sette. Due volte campione a Madrid e Roma, una all'Open del Canada, Cincinnati e Parigi. Sette titoli in cinque tornei diversi. Non male. Negli altri almeno in semifinale è arrivato. Bilancio pesante.
Il paragone con Hewitt, Roddick e Kuerten
Confrontandolo con chi ha avuto una carriera simile alla sua, ed è stato numero 1 year end come Lleyton Hewitt, Andy Roddick e Guga Kuerten. Hewitt è stato 80 settimane numero uno, ha vinto due Slam: gli US Open 2001 e Wimbledon 2002, sfruttando prima un Sampras senza energie e poi un tabellone miracoloso. Ha vinto le ATP Finals, che avevano un altro nome, e due tornei 1000.
Roddick ha vinto un solo Slam, ma è stato sfortunatissimo perché sulla sua squadra ha trovato Roger Federer sulla sua strada, lo piegò in tre finali a Wimbledon. Kuerten invece ha vinto uno Slam in più di Zverev, tre, tutti al Roland Garros, ed è stato un grande specialista del rosso: cinque tornei 1000, più le Finals. Guga meraviglioso personaggio che ha fatto del bene al tennis, però è durato molto poco. Zverev da una decina d'anni è al vertice, costante continuo, sempre o quasi il primo degli altri, adesso è il primo vero e vi resterà per almeno tre mesi.