Sinner torna al J Medical, ora gli US Open sono appesi all’esito dei controlli: cosa succede al ginocchio
Jannik Sinner è tornato a Torino e questa volta dagli esiti dei controlli al ginocchio destro può dipendere la sua partecipazione agli US Open. Dopo aver festeggiato domenica il 25° compleanno, il numero uno del mondo ha ripreso il programma di recupero dall'infortunio che lo ha costretto a rinunciare agli ultimi due Masters 1000 prima dello Slam di New York.
Lunedì mattina Sinner è stato visto sui campi dello Stampa Sporting di Torino, dove ha potuto testare sul campo la risposta del ginocchio dopo le terapie delle ultime settimane. Parallelamente sono in programma nuovi accertamenti al J Medical, la struttura medica della Juventus alla quale l'azzurro si è affidato durante questo periodo. E saranno proprio gli esiti di questi controlli a stabilire definitivamente la sua presenza o meno a New York.
Perché Sinner ha saltato Montreal e Cincinnati e cosa succede ora
Il problema fisico accompagna Sinner ormai da settimane. Dopo il trionfo a Wimbledon aveva inizialmente rinunciato al Masters 1000 di Montreal spiegando di voler dare priorità alla propria salute e al recupero. Il ginocchio destro è però diventato successivamente un ostacolo concreto alla preparazione sul cemento americano.
Il 9 agosto è arrivato infatti anche il forfait al Masters 1000 di Cincinnati. In quel caso non c'erano più dubbi sulla causa: "Il ginocchio mi dà fastidio e non sono ancora pronto a giocare", aveva spiegato Sinner dopo essersi consultato con medici e staff, indicando gli US Open come obiettivo.
Da allora il numero uno del mondo ha proseguito tra fisioterapia, terapie e controlli a Torino, facendo base al J Hotel. Il nuovo passaggio sotto la Mole rappresenta dunque uno snodo fondamentale: non risulta al momento una diagnosi di una lesione grave, ma il fastidio è stato sufficiente per impedirgli di disputare due tornei consecutivi.
Il problema è anche sportivo. Se riceverà il via libera, Sinner arriverà agli US Open senza aver disputato neppure una partita ufficiale sul cemento americano. L'ultima volta che è sceso in campo risale infatti alla finale di Wimbledon del 12 luglio, vinta contro Alexander Zverev. Se dovesse debuttare al primo turno degli US Open, previsto tra il 30 e il 31 agosto, sarebbero trascorsi circa 50 giorni dalla sua ultima partita ufficiale. Un periodo di inattività decisamente insolito per il numero uno del mondo alla vigilia di uno Slam, soprattutto dopo aver rinunciato ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati.
L'intenzione del campione altoatesino resta quindi quella di partire per New York soltanto quando il ginocchio gli consentirà di competere al massimo livello. Prima, però, servirà la risposta definitiva degli ultimi test: la partecipazione agli US Open dunque, al momento, non può ancora essere considerata certa.