Lucrezia Stefanini mostra gli effetti di un controllo antidoping nel tennis: “Vi sembra normale?”

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La tennista italiana Lucrezia Stefanini denuncia in un post sui social quanto accadutole dopo un controllo antidoping: “L’addetta ha continuato a muovere l’ago cercando la vena e ho ancora l’ematoma”

Lucrezia Stefanini è una tennista italiano, ha 28 anni, è di poco fuori la top 100 WTA. Ai recenti US Open si è ben comportata, ha superato le qualificazioni ed ha superato al primo turno l'ucraina Yastremska, prima di arrendersi in due set nel derby con Jasmine Paolini. Ora è in Colombia per un torneo minore, da lì ha pubblicato su Instagram una stories nella quale mostra i sengi di un controllo antidoping effettuato proprio a New York. L'addetto non è riuscito a trovare la vena e le ha lasciato un enorme livido sul braccio: "Mi chiedo: è normale che controllo venga effettuato in questo modo?".

Il controllo antidoping di Stefanini a New York

Sul campo gli US Open di Stefanini sono andati davvero bene, però a New York è accaduto qualcosa di tutt'altro che piacevole che letteralmente la giocatrice italiana porta e per qualche giorno ancora porterà sulla sue pelle. In una stories su Instagram la tennista ha denunciato gli effetti di un controllo antidoping, un controllo che tutt'ora le ha lasciato dei segni.

Praticamente, come protocollo impone, in una mattinata della scorsa settimana gli addetti dell'antidoping hanno bussato alla stanza di Stefanini per farle il prelievo. L'addetta non è riuscita a trovare la vena, ha insistito per effettuare il prelievo e il risultato dell'ago in movimento ha prodotto un ematoma, che tutt'ora è sul braccio della tennista.

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I segni sulla pelle, il racconto di quanto successo in una stories di Lucrezia Stefanini.

"Dopo una settimana ho ancora l'ematoma"

La tennista italiana ha raccontato per filo e per segno quanto le è accaduto la scorsa settimana e come sta adesso, ponendosi anche una domanda importante, rivolgendola alla WTA. Cioè se tutte le giocatrici hanno lo stesso trattamento: "Una settimana fa, allo US Open, durante il controllo antidoping, l'addetta non è riuscita a trovare la vena e, invece di cambiare approccio, ha continuato a muovere l'ago all'interno del braccio nel tentativo di trovarla. Il risultato? Questo bellissimo ematoma che, a distanza di una settimana, è ancora qui. Mi chiedo: è normale che un controllo antidoping venga effettuato in questo modo? E soprattutto, è lo stesso trattamento riservato a TUTTE le giocatrici?".

La domanda che si pone Stefanini

Chiaramente provocatoria Stefanini che correttamente denuncia la sua situazione che, senz'altro, oltre a essere fastidiosa e anche dolorosa e penalizzante per chi quel braccio deve utilizzarlo per giocare. L'infermiera non è stata paziente, ha commesso un errore e la domanda finale che si pone è chiara: "Per tutte le giocatrici il trattamento è questo?".

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