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Roland Garros

Raducanu si contrappone a Sinner e agli altri tennisti al Roland Garros: “Non si gioca solo per soldi”

Emma Raducanu va controcorrente rispetto alla “protesta dei 15 minuti” di Sinner e dei big sui ricavi al Roland Garros. Parole perentorie della britannica.
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Al Roland Garros è stata ormai ribattezzata come "la protesta dei 15 minuti". Jannik Sinner, Aryna Sabalenka e anche gli altri big hanno deciso di limitare le loro conferenze stampa a soli 15 minuti per protestare contro la ripartizione dei ricavi nei tornei dello Slam. C'è però chi dice no, come Emma Raducanu. La tennista britannica attuale numero 37 del mondo, ha deciso di intrattenersi senza limiti di tempo davanti ai microfoni rispondendo così alle domande sulla sua scelta controcorrente: "Giocare gli Slam non riguarda necessariamente solo i soldi".

Raducanu non aderisce alla protesta dei 15 minuti al Roland Garros

Dopo essersi aperta sui suoi problemi del passato legati anche alla pressione per essersi ritrovata a vincere gli US Open giovanissima, nel 2021, Emma Raducanu non si è fermata nel rispondere alle domande: "Perché non dovrei voler parlare con voi per più di 15 minuti? Non capisco". Perplessa la classe 2002 che ha dimostrato di rispettare ma non condividere la presa di posizione dei suoi colleghi: "Per me fa parte di quello che facciamo. Capisco ovviamente la posizione dei giocatori rispetto ad altri sport, capisco che la percentuale sia più bassa, ma io sono stato concentrata soprattutto sul cercare di tornare a un livello alto e competitivo".

Emma Raducanu dice di non pensare solo ai soldi

Pensa solo a giocare e a ritrovare il suo miglior tennis, la Raducanu, che però ha un'idea precisa sulla questione economica, per lei secondaria: "Per me giocare uno Slam non riguarda necessariamente solo i soldi. Credo che contino molto di più il prestigio, la storia del torneo. Sono queste le cose che hanno più valore per me. Quindi sì, sono semplicemente grata di essere ancora una volta in uno Slam". Parole che vanno a ridimensionare dunque il clamore generato dagli interventi di Sinner e degli altri giocatori.

Cosa aveva detto Jannik Sinner

Sicuramente questo intervento potrebbe alimentare ulteriori polemiche anche perché la questione della ripartizione dei montepremi sembra essere arrivata al punto di svolta. Proprio le parole del numero uno del ranking sono state perentorie e sottolineano il vero nodo cruciale della vicenda: "Capisco chi parla di boicottare, da qualche parte bisognerà cominciare nella conferenza. Più di un anno fa i top 10 giocatori ATP e le top 10 WTA hanno scritto una lettera: non riguarda solo i giocatori più alti in classifica, ma tutti. E non abbiamo ricevuto risposta. L'avessero fatto i top di un altro sport, avrebbero ottenuto già un incontro… Ora non e' solo una questione di soldi, ma anche di rispetto. Senza di noi non si farebbero questi tornei, e ovviamente e' grazie a questi tornei che noi tennisti possiamo esprimerci al meglio: su questo sono molto neutrale. Ma vediamo cosa succederà in futuro". E chissà se arriveranno risposte per Emma.

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