Elina Svitolina racconta il trucco di Monfils al primo appuntamento: “Se indovino la carta, cosa avrò?”

Elina Svitolina e Gael Monfils sono una coppia storica del tennis mondiale, formata peraltro da due Top 10: numero 3 lei nel 2017 (oggi è 7), numero 6 lui. Un rapporto solidissimo iniziato nel 2018 e coronato dal matrimonio del 2021 a Ginevra e poi dalla nascita della figlia Skaï l'anno dopo. Gael quest'anno è al passo d'addio, questo sarà il suo ultimo Roland Garros, ha avuto una wild card e affronterà al primo turno il connazionale Hugo Gaston. Il circuito perde un giocatore simpaticissimo, un istrione in campo (ne sa qualcosa Jannik Sinner, trascinato in risate incontenibili in un'esibizione di doppio misto giovedì), oltre che un lottatore indomito specialista in maratone tennistiche.
Alla vigilia del torneo parigino, la Svitolina ha scritto una lunga e bellissima lettera alla figlia – pubblicata su ‘The Players' Tribune' – in cui racconta la persona speciale che è suo padre Gael, ma anche il trucco di magia con cui riuscì ad avere il primo casto bacio sulla guancia: "Cara Skaï, tra pochi giorni accadrà qualcosa di davvero speciale, proprio qui a Parigi – è l'incipit – Hai solo tre anni, quindi sei ancora troppo piccola per saperlo. Ma ti scrivo questa lettera con la speranza che un giorno leggerai i pensieri di tua madre e allora capirai. Capirai perché tuo padre significa così tanto per così tante persone in tutto il mondo. Capirai perché la sua carriera è stata così straordinaria e perché il suo ultimo Roland Garros è un momento così bello".

Nella lettera, la 31enne tennista ucraina parla del Monfils tennista, spettacolare e trascinante per il pubblico, per poi arrivare all'anima più profonda del suo compagno: "Se guardi Gael giocare, ci sono momenti in cui ti connetti a qualcosa di più profondo dello sport. In cui pensi: ‘Ok, tennis… non si tratta solo di un giocatore che cerca di annientare un altro'. Nei momenti migliori, è pura magia. E tuo padre era il miglior mago. La sua creatività, la sua velocità, la sua intelligenza, la sua coordinazione… e diciamocelo, il suo sorriso adorabile. Con Gael, ti sembra che stia mettendo in scena uno spettacolo di magia, solo per te. E io lo so non solo per il suo tennis, ma anche dal nostro primo appuntamento! Lascia che ti racconti la storia".
Elina riavvolge dunque il nastro indietro di parecchi anni, fin dagli inizi della loro storia: "Quando ero una giovane tennista in Ucraina, conoscevo Gael Monfils solo per averlo visto in televisione. Inoltre, nel negozio del nostro circolo tennistico c'erano molte racchette in vendita, e una era un modello Prince con la sua foto sulla confezione di cartone. Se all'epoca mi aveste detto che avrei finito per sposare ‘il tizio sulla confezione Prince', credo che avrei risposto che non ci avrei creduto. Comunque, per anni per me è stato soprattutto quel tizio. Poi, alla fine, sono diventata anch'io una professionista e ho ingaggiato un allenatore francese, come Gael. È così che ci siamo conosciuti: nel 2017, a New York, su un campo di allenamento a Central Park, presentati da un amico in comune. Ma ero molto timida, quindi è stato solo un saluto. Poi, un anno dopo, ora ho 24 anni, ho vinto le WTA Finals a Singapore. E dopo la vittoria, sono andata a Parigi a festeggiare e ho pubblicato tutto su Instagram".

Lì ha preso la palla al balzo – è proprio il caso di dirlo – il 39enne francese: "Tuo padre vede il mio post e mi scrive dicendo che anche lui è a Parigi e che potremmo incontrarci mentre siamo fuori con i nostri amici. Così ci incontriamo, ma poi non mi rivolge quasi la parola per tutta la sera! A dire il vero, era sobrio. Mentre io… festeggiavo. Ma alla fine della serata, mentre esco dal bar, mi accompagna al taxi. E mi chiede se mi va di prendere un caffè con lui il giorno dopo. Io gli rispondo: ‘Certo!'. È difficile dire se il nostro caffè fosse ufficialmente un appuntamento, gli uomini possono essere vaghi su queste cose, ma credo che il fatto che fosse ‘informale' sia parte del suo fascino. Avevamo così tanto in comune, come due persone che vivevano una vita folle nel mondo del tennis, ed è stato bello poter parlare onestamente di quella vita. Ricordo di aver persino parlato del desiderio di avere figli… non proprio un argomento da primo appuntamento! Gli ho detto: ‘Probabilmente giocherò fino a 28 o 29 anni, poi mi prenderò una pausa, avrò un bambino e poi tornerò a giocare'. Credo che si impari molto su una persona dal modo in cui sa ascoltare, e tuo padre in quel momento è stato un ascoltatore davvero gentile. Mi sentivo come se potessi dirgli qualsiasi cosa. Quello che doveva essere un caffè veloce si è trasformato in un'intera giornata… a passeggiare per Parigi (ok, forse era un appuntamento) e a conoscerci meglio".
Il colpo di teatro Monfils lo aveva in serbo per la fine dell'appuntamento, esattamente come una delle sue giocate spettacolari in campo: "Poi, prima di salutarci, ho finalmente incontrato Gael il Mago. Parlo solo da mamma… non direi che sia sempre un buon segno se un ragazzo si presenta a un appuntamento con un mazzo di carte. Quindi tienilo a mente per il futuro. Però tuo padre era molto affascinante, mi ha fatto un gran sorriso mentre tirava fuori il suo mazzo di carte e mi diceva: ‘Bene, Elina. Ora ti mostro un trucco di magia. Cosa ottengo se indovino la tua carta?!'. Io ho risposto: ‘Ehm… non lo so… un abbraccio'. Poi mi sono sentita in imbarazzo per la mia risposta, quindi ho cambiato idea e ho detto ‘un bacio sulla guancia'. Ovviamente, appena ho detto così, Gael ha fatto un trucco incredibile e ha indovinato. Quindi gli ho dato un piccolo bacio sulla guancia e l'appuntamento è finito. Credo che qualche settimana dopo, praticamente convivevamo già. Tre anni dopo, ci siamo sposati".