Jannik Sinner ritarda la partenza per gli Stati Uniti, ancora fisioterapia e dubbi su Cincinnati

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Ancora fisioterapia al J Medical per Jannik Sinner, che ha posticipato la partenza per Cincinnati. Ora la sua partecipazione al torneo 1000 pare leggermente in bilico.

Era dato in partenza per Cincinnati e invece Jannik Sinner è ancora in Italia, precisamente a Torino dove da qualche giorno si sta curando al J Medical, dove lo segue Luca Semperboni. Niente trasferte quotidiane da Monte Carlo, non è troppo distante ma sono tre ore di macchina. Jannik si appoggia all'albergo della Juventus, è stato anche immortalato in un selfie con un tifoso. Soprattutto si cura al ginocchio prima comunque di partire per gli Stati Uniti, nel mezzo la decisione più importante: giocare o meno il torneo di Cincinnati, che sia in campo ora è meno scontato, ma non è affatto improbabile.

Sinner in dubbio per il 1000 di Cincinnati

Vive una situazione di stasi Jannik Sinner che sembrava sul punto di partire verso Cincinnati e invece il volo è rimandato, magari solo di ventiquattro ore. Il problema al ginocchio destro non è grave e tutto, secondo i rumors, procede, ma i tempi sono stretti, pur se non strettissimi, visto che nella peggiore delle ipotesi nell'Ohio giocherà il giorno di Ferragosto. Il dubbio non è amletico: giocare o non giocare. Il punto è giocare per preparare gli US Open, ma con quale rischio?

Perché sarebbe utili giocare Cincinnati

Dopo il break, le diverse visite e la ripresa, quanto converrebbe a Sinner giocare Cincinnati? Dal punto di vista tecnico tanto, perché dal 1990 ad oggi nessun tennista ha mai vinto gli US Open senza giocare uno dei tornei estivi preparatori. Ma è anche vero che il numero 1 del tennis ha abbattuto svariati tabù e per questo potrebbe anche cercare di allenarsi ancora senza forzare.

Cincinnati, che ha vinto nel 2024, è un torneo storico, lo hanno vinto tutti i big, si gioca sul cemento, in un luogo anche caldissimo. Perché davvero lì si va in ebollizione, altro particolare non da poco. Ma il training non riguarda solo il campo, ma tutto il contorno, che poi a New York prevede anche partite tre su cinque.

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