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I tennisti hanno deciso la prima mossa che faranno per attuare il boicottaggio del Roland Garros

A Parigi i tennisti protesteranno per la ripartizione dei premi, un tema già toccato nelle ultime settimane da Sabalenka e Sinner: boicottano la conferenza stampa.
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La minaccia di boicottaggio del Roland Garros diventa sempre più reale: i grandi protagonisti del mondo del tennis protestano contro la distribuzione dei premi in denaro, chiedendo più tutele per tutta la categoria. Aryna Sabalenka è stata la prima a manifestare il malcontento della sua categoria, seguita a ruota da Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic che hanno parlato più volte della questione. Il numero uno al mondo aveva toccato l'argomento prima degli Internazionali di Roma, ma la vera protesta potrebbe concretizzarsi nel prossimo torneo sulla terra battuta.

Nelle ultime settimane è salita l'agitazione su questo tema e secondo L'Equipe il primo segnale verrà dato il prossimo venerdì, durante il classico Media Day che si tiene prima dell'inizio della competizione di Parigi. I tennisti vorrebbero limitare le conferenze stampa a soli quindici minuti, evitando le interviste personali per lanciare un primo segnale prima di passare al boicottaggio già minacciato più di una volta.

Anche Sinner ha protestato contro la distribuzione dei premi
Anche Sinner ha protestato contro la distribuzione dei premi

La prima protesta dei tennisti al Roland Garros

La presa di posizione avverrà tra qualche girono, prima dell'inizio della prossima competizione che si giocherà a Parigi. Nel Media Day del prossimi venerdì tutti i tennisti hanno accettato di limitare a 15 minuti le conferenze stampa, quelle in cui di solito si raccolgono gli stati d'animo e le impressioni prima dell'inizio di un torneo. La protesta del mondo del tennis comincerà dal Roland Garros come era stato annunciato nelle ultime settimane, quando le lamentele si sono fatte sempre più insistenti. Gli organizzatori si sono detti aperti al dialogo costruttivo e hanno preso atto della mossa che verrà attuata.

Perché chiedono più soldi

Sembra un paradosso, ma i grandi tennisti come Sinner e Djokovic si battono per chiedere più soldi. Lo fanno chiaramente in nome di tutti e non solo dei top players: chiedono più tutele e una ripartizione diversa del montepremi che a Parigi tocca cifre mostruose. Il problema è la percentuale che va ai giocatori, ossia meno del 15% degli introiti generali per i tornei del Grande Slam (i più ricchi del circuito), diversa dal 22% che invece ricevono per i Masters 1000. Vorrebbero allineare tutto a questo standard per dare più credito a chi scende in campo e aumenta la popolarità di questo sport.

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