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Bublik confessa amaramente: “Tutti i tennisti si sono arresi a Sinner e Alcaraz. Incluso me”

Bublik senza filtri sul dominio di Sinner e Alcaraz: “Nei Grand Slam sono inarrivabili, ci siamo arresi tutti”
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Il torneo di Wimbledon ha confermato le attuali gerarchie nel tennis. Jannik Sinner resta imbattibile quando sta bene, e l'unico che può tenergli testa sembra essere l'assente Alcaraz con Zverev che nonostante la crescita e l'entusiasmo per il Roland Garros, non riesce a scavalcare il muro italiano. Niente di nuovo dunque nel circuito anche per Sasha Bublik che sa bene cosa significa affrontare i big. Mai banale il kazako nelle sue analisi del momento tennistico con la sottolineatura di quello che è lo stato d'animo diffuso soprattutto nei confronti di Sinner e Alcaraz.

Bublik e le gerarchie del tennis, Sinner e Alcaraz inarrivabili

Innanzitutto Bublik è stato uno dei pochi a togliersi la soddisfazione di battere Sinner sull'erba nel 2025 ad Halle. Nonostante tutto piedi per terra per l'attuale numero 11 del mondo che a Tennis Magazine ha dichiarato: "Per battere Sinner ad Halle devi avere molta fortuna, e lo dico del tutto sul serio. Nei Grand Slam, dove Sinner e Alcaraz sono al loro meglio e perfettamente preparati, non hai praticamente alcuna possibilità". 

I tennisti si sono arresi

Il fatto di partire sfavoriti non dovrebbe comunque incidere sull'atteggiamento degli avversari dei due campioni. Eppure secondo Sascha, sono tanti i tennisti che non hanno la mentalità giusta per provare a tenere testa a Jannik e Carlos: "Ho la sensazione che gli altri giocatori si siano arresi, me compreso, tra l'altro. Questo cambia i tuoi obiettivi". Insomma ci vuole grande spirito e intelligenza per affrontare sia Sinner che Alcaraz, e allo stesso tempo consapevolezza dei propri mezzi. Per questo Bublik sa bene fin dove può spingersi pur dimostrandosi sempre pronto a dare tutto: "Di recente ho parlato con il mio allenatore: una vittoria in un Grand Slam è quasi irraggiungibile quando entrambi i giocatori sono in piena forma. Quindi il mio obiettivo è raggiungere i quarti di finale, forse una semifinale; a quel punto tornerò a casa contento. Devi renderti conto che non sei Novak Djokovic. Non vincerai i Grand Slam come Rafael Nadal o Roger Federer. Devi imparare ad accettare le sconfitte e a superarle senza che influenzino il tuo rendimento".

Sinner e Bublik dopo gli US Open
Sinner e Bublik dopo gli US Open

Le differenze tra il tennis del passato e quello attuale

Ancora una volta, infatti il giocatore 29enne ha raccontato come siano cambiati i tempi rispetto al passato, con ragazzi molto competitivi nel circuito. C'è una bella differenza rispetto a qualche anno fa per Sascha: "I ragazzi di diciassette e diciotto anni di oggi mi distruggerebbero rispetto a quando ne avevo diciannove. Sarebbe ridicolo. Dieci anni fa c'era gente nel circuito, anche tra i primi 20, con lacune incredibili. Questo non esiste più. Oggi ci sono atleti perfetti: servono a 220 km/h, piazzano il dritto sulla linea, si muovono con estrema precisione. Non c'entra nulla con il passato. Gaël Monfils ha fatto di recente un paragone brillante: in termini di atletismo e professionismo, i cambiamenti sono enormi tanto quanto il passaggio tecnico dalle racchette di legno".

Parole che ci restituiscono un Bublik molto maturo che va contro il luogo comune di un ragazzo che gioca in modo scanzonato. Alexander ci tiene a difendere la sua immagine: "Il fatto che io prenda sul serio altre cose oltre al tennis non significa che non prenda il tennis sul serio. Si hanno 19 anni una volta sola, ed essere un tennista di successo a quell'età comporta molti vantaggi. Colpivo bene la palla, alla gente piacevo, ero felice. Ma fa parte della vita: crescere e maturare. Rendersi conto che si tratta di una professione, in cui una stagione fantastica può garantire dieci anni di sicurezza finanziaria".

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