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Riaperte le indagini sulla morte di Matilde Lorenzi, un perito ricostruirà le cause del decesso

Il giudice per le indagini preliminari ha nominato un secondo perito per analizzare la cartella clinica di Matilde Lorenzi: dovrà fare chiarezza sulle cause della sua morte, avvenuta il 28 ottobre 2024.
A cura di Ada Cotugno
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È stata riaperta l'inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi, la sciatrice della nazionale italiana juniores morta il 28 ottobre 2024 in ospedale a Bolzano dopo una caduta in allenamento. La famiglia ha chiesto nuove indagini dopo lo sfortunato incidente che l'ha portata via a 19 anni e al momenti risultano due persone indagate. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, Ivan Perathoner, ha nominato un secondo perito per analizzare la cartella clinica dell'azzurra e stabilire quali siano i traumi riportati, gli effetti che hanno avuto e le possibilità di sopravvivenza.

Si riapre l'inchiesta su Matilde Lorenzi

L'udienza è stata fissata per il prossimo 28 settembre e lì saranno ascoltati i periti nominati dal giudice. L'ultimo è Osvaldo Chiara, specializzato in traumi, che dovrà chiarire le cause della morte di Lorenzi: dovrà analizzare la cartella clinica, in particolare la tac total body, per stabilire quali effetti hanno avuto su di lei i traumi e le ferite riportate e se ci sarebbero stati margini di sopravvivenza. Il secondo perito è stato nominato sulla richiesta del medico legale Mario Gulisano per fare chiarezza sulle cause del decesso della 19enne.

Matilde Lorenzi è morta a 19 anni dopo una caduta in allenamento
Matilde Lorenzi è morta a 19 anni dopo una caduta in allenamento

La caduta fatale è avvenuta nel corso di un allenamento in Val Senales, su una pista dove si allenano anche dei ragazzini, molto più giovani di lei, e dove Lorenzi non sarebbe dovuta essere in quel momento. Le indagini sono state riaperte dopo la memoria depositata dalla sua famiglia con allegate due consulenze, compresa quella che riguarda le misure di sicurezza non idonee. Al momento ci sono due indagati, il
responsabile della sicurezza sulle piste e degli impianti di
risalita del comprensorio Alpin Arena Senales, e l'allenatore e
preparatore della pista di slalom gigante dove si stava allenando la sciatrice in quei giorni.

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