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Caso Pantani, Procura di Trento chiede archiviazione su stop al Giro del 1999 e la morte: “Fu lasciato solo”

La Procura di Trento ha chiesto l’archiviazione per l’indagine sulla morte di Marco Pantani avvenuta nel 2004, concludendo che avvenne perché “Il Pirata fu lasciato solo”. Stop alle indagini anche sulla “presunta associazione a delinquere di stampo mafioso” relativa al Giro d’Italia 1999 a seguito dei fatti di Madonna di Campiglio.
A cura di Alessio Pediglieri
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La Procura di Trento ha chiesto l'archiviazione per l'indagine sulla morte di Marco Pantani avvenuta nel 2004. Questa è la richiesta da parte della pm Patrizia Foiera, che ha messo nero su bianco 150 pagine di verbale evidenziando che oramai è tutto quasi inutile "per identificare i responsabili e attribuire le responsabilità, secondo la ragionevole previsione di condanna condizionata anche dal tempo trascorso non hanno agevolato un riscontro logico-probatorio alle dichiarazioni all'epoca rese". Dunque, è trascorso troppo tempo, non sono emersi teste determinanti e altri protagonisti di quella drammatica vicenda non ci sono più. Determinando la conclusione che Pantani si ritrovò "solo, tecnicamente e oggettivamente solo". Richiesto anche lo stop alle indagini su possibili infiltrazioni mafiose relative al Giro d'Italia 1999 a seguito dei fatti avvenuti a Madonna di Campiglio.

Nella richiesta di archiviazione, Patrizia Foiera, ha dunque chiesto che si ponga fine all'ultima indagine, ha sottolineato soprattutto "l'invalicabile ostacolo del decorso del tempo rispetto a fatti risalenti al 1999 e l'impossibilità di una legittima previsione di accertamento di responsabilità e conseguentemente di condanna". Tra le carte pubblicate sulla richiesta si legge anche la considerazione conclusiva per cui questo epilogo: "Importanti chiavi di lettura del puntiglioso lavoro investigativo della procura di Trento possono essere l'inadeguatezza e la mancanza di professionalità di chi aveva il dovere di proteggere e tutelare quel ‘patrimonio' che era costituito da Marco Pantani […] Marco non tradiva la parola data, per nessun prezzo".

La relazione della Procura sull'archiviazione: "Una solitudine che lo isolò da tutto e tutti"

"La sua stella nasceva in quegli anni nei quali se da un lato gli inquirenti indagavano nel mondo sportivo sulla diffusione dell'uso di sostanze cosiddette dopanti, […] dando così luogo a un clima incandescente di ribellioni, singole o corali. Pantani, forte delle sue vittorie" continua la relazione della pm che indica il principale problema della presunta causa della morte di Marco Pantani, "era investito dai compagni e dello stesso team della Mercatone Uno, egli solo, di una sorta di leader della ‘rivolta'". Da quanto riportato nei verbali della Procura, che ha ascoltato anche il procuratore anti-doping, "Pantani era solo, tecnicamente e oggettivamente solo, […] Una solitudine che, accompagnata alla vulnerabilità sia dell'uomo sia dello sportivo è risultato averlo portato velocemente a isolarsi dalle relazioni sociali, a diminuire in modo drastico i propri allenamenti, a non vincere più, allontanandosi dal ciclismo".

Le inchieste dopo la morte di Marco Pantani: tre, tra il 2004  il 2021, tutte archiviate

Sotto la lente della Procura, c'era l'ombra della camorra che sarebbe intervenuta per negare la vittoria al Giro d'Italia del 1999 con il dramma che si consumò la mattina del 5 giugno di 26 anni fa, quando a Madonna di Campiglio, il Pirata, al comando della classifica, venne fermato da un controllo ematico che lo escluse dalla corsa. I fatti di Madonna di Campiglio, riportati alla luce dalla Commissione antimafia, avevano convinto in un primo momento il gip di Trento a disporre la riapertura delle indagini, con intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a nuove assunzioni di testimonianze e ad acquisizioni dei device in uso a collaboratori di giustizia e acquisizioni di atti da altre procure.

Dopo la morte di Pantani, avvenuta nel 2004, ci furono ben tre inchieste giudiziarie che hanno cercato di fare luce sulle cause. La prima inchiesta (2004) portò la morte come classificata per assunzione volontaria della sostanza favorita dal comportamento criminale di terzi. Nel 2014, si aprì una seconda indagine, per omicidio. Fu basata sullo stato della stanza nel Residence Le Rose e particolari inediti, ma venne poi archiviata nel 2016, ritenendo l'ipotesi "una mera congettura fantasiosa" e confermando il decesso per assunzione volontaria di cocaina e antidepressivi. Infine, una terza inchiesta del 2021.

L'ultima nacque a seguito delle frasi di Fabio Miradossa, uno dei pusher arrestati che confessò: "Marco è stato ucciso". Poi le indagini della Commissione Antimafia che incluse anche le parole di Renato Vallanzasca sul mondo delle scommesse della Camorra contro  la possibile vittoria di Pantani al Giro. Giunse alla conclusione che non ci fossero elementi né possibili sospettati per l'ipotesi di omicidio, portando all'attuale richiesta di archiviazione.

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