La notizia era apparsa nei giorni scorsi, come una semplice indiscrezione che via via ha preso consistenza fino a diventare un fatto acclarato. Tra gli insurrezionisti americani che lo scorso 6 gennaio hanno preso d’assalto il Congresso degli Stati Uniti a Capitol Hill era presente anche Klete Keller , campione di nuoto, medaglia d’oro ai Giochi di Atene e Pechino con la staffetta 4×200 stile libero. Lo ha riportato per primo in assoluto il sito USA "Swim Swam", secondo il quale il nuotatore sarebbe stato riconoscibile in alcuni scatti e in diverse riprese amatoriali e non. Alla fine, è arrivata la conferma della sua presenza d è scattata l'incriminazione oltre alla presa di  distanza da parte di tutto il settore nuoto americano.

Il campione di nuoto 38enne, due volte vincitore olimpico è stato alla fine incriminato da una corte federale per aver partecipato all’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, dove alcuni insurrezionisti avevano invaso il Congresso superando le strutture di sicurezza e creando gravissimi disordini a Capitol Hill. I capi di imputazione, così come per molti altri presenti nella rivolta del giorno dell'Epifania, sono resistenza a pubblico ufficiale, accesso non autorizzato in edifici pubblici e comportamento violento.

Tutti capi d'accusa che hanno portato dunque a mettere davanti alle proprie responsabilità Klete Keller che è stato identificato grazie a un video pubblicato su Twitter nel quale si lo si vedeva chiaramente scontrarsi con dei poliziotti all’interno dell’edificio. Il tutto, indossando una giacca della nazionale di nuoto americana. Immagini che hanno così fatto scattare l'indagine e la conseguente incriminazione cui dovrà rispondere in sede giudiziaria.

Ma per Keller è scattato anche il procedimento sportivo, con le parole di Sarah Hirshland, presidente del Comitato olimpico e paralimpico USA (USOPC), che ha utilizzato parole durissime per condannare quanto avvenuto lo scorso 6 gennaio: "Prima di tutto, condanno risolutamente i disordini al Campidoglio. Tutti gli atleti appartenenti al Team USA sanno che devono mantenere elevati standard di comportamento perché rappresentano il nostro paese sempre e ovunque. Tutto quanto accaduto a Washington è chiaramente al di sotto di tali standard e lo condanniamo apertamente".

Sarh Hirshland ha voluto prevenire anche facili critiche e polemiche su un eventuale atteggiamento censorio da parte del Comitato verso i propri iscritti: "Rispettiamo il diritto dei singoli e dei gruppi di manifestare pacificamente". Un chiarimento che comunque conferma la condanna per l'atteggiamento promosso da Keller: "Non possiamo in alcun modo giustificare le azioni poste in essere la scorsa settimana al Campidoglio"