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Dopo le Olimpiadi, l’inquinamento della Senna mette a rischio anche gli Europei: idrocarburi in acqua

L’inquinamento nella senna è tornato oltre i livelli d’allarme con European Aquatics che ha fermato tutti gli allenamenti di giovedì 6 agosto. Le prossime gare restano in programma ma sono attesi nuovi controlli.
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A due anni esatti dalle Olimpiadi di Parigi 2024, quando le polemiche sulla qualità delle acque della Senna dominarono le cronache per settimane, il fiume torna al centro delle controversie durante i Campionati Europei di nuoto in corso, con le sessioni di allenamento di giovedì 6 agosto che sono state cancellate. Il motivo ufficiale? Sono state trovate tracce di idrocarburi, petrolio e carburante, rilevate in superficie a monte dei siti di gara di Grenelle e Bir-Hakeim.

Il problema non è nuovo, ma ciclico e la maggior parte degli atleti, a partire dall’italiana Ginevra Taddeucci, splendida doppia medaglia d'oro nella 5 km e nella 10 km femminile in acque libere, non hanno risparmiato critiche nette su una situazione divenuta oramai sempre più inaccettabile.

Cosa è successo agli Europei e chi ha deciso lo stop degli allenamenti

I dispositivi di monitoraggio hanno individuato una piccola chiazza iridescente, una nappa di inquinamento che avrebbe derivato da monte che ha spinto l'European Aquatics, la federazione europea, ad annullare per precauzione tutte le sessioni di allenamento di nuoto in acque libere previste per la giornata di giovedì. Le autorità competenti e i vigili del fuoco sono subito intervenuti con barriere filtranti per contenere la sostanza, per ricorrere ai ripari e permettere il regolare svolgimento per le gare di venerdì, che restano sub iudice ma in programma. Domani ci sono i 3 km knockout maschili e femminili, mentre sabato si disputano i tuffi high diving e il relais misto 4×1500. European Aquatics ha comunicato che verranno effettuati nuovi test prima delle prove successive per verificare che i parametri rientrino negli standard richiesti.

Le parole di Taddeucci contro la qualità della Senna: "Era bella zozza"

Anche se i controlli precedenti avevano dato esito positivo, con chi aveva scherzato via social, scrivendo che la Senna "aveva un gusto più pulito rispetto al 2024", Ginevra Taddeucci era subito uscita dal coro dei complimenti. Prima dell’oro nella 10k in acque libere aveva già espresso chiaramente il suo disagio: "Sinceramente non è uno dei posti in cui avrei voluto tornare a gareggiare", aveva detto e dopo la gara ai microfoni di Rai Sport era andata ben oltre: "La Senna? Era bella zozza. Ho trovato di tutto: rami e foglie sugli occhialini, e poi tanta plastica. C’erano dei troiai indicibili. Meno male che dicevano fosse pulita, figurati se fosse stata sporca. Il campo gara di Parigi 2024, secondo me, era più pulito".

Dopo il secondo oro nella 5k ha poi ribadito la stanchezza fisica, con le critiche sulla qualità dell’acqua sono rimaste sullo sfondo di ogni dichiarazione, con parole quasi profetiche davanti a quanto è accaduto poche ore dopo che disegna la triste e preoccupante situazione attuale.

Un problema che si ripete nel circuito delle acque libere da troppo tempo

Purtroppo però la Senna non è un caso isolato perché già nel giugno 2026, alla tappa di Coppa del Mondo a Setúbal in Portogallo, più di dieci atleti si sono ammalati dopo le gare. Alcuni sono finiti in ospedale e anche lì, la voce di Taddeucci era risuonata alta, raccontando di aver passato "una notte intera a vomitare, sdraiata per terra". Gregorio Paltrinieri aveva scritto che "la qualità dell’acqua e la temperatura continuano a essere un problema e non cambia mai davvero niente" e anche il campione tedesco Florian Wellbrock e altri protagonisti del circuito avevano chiesto a World Aquatics maggiore tutela e scelte di sedi più sicure.

Altre lettere firmate dagli atleti più forti erano state inviate alla Federazione europea già nei mesi precedenti agli Europei in cui si chiedeva un eventuale piano B e controlli indipendenti. In quel caso European Aquatics aveva risposto con protocolli rafforzati, possibilità di analisi esterne e rimborso spese mediche in caso di patologie attribuibili all’acqua, ma la chiazza di idrocarburi di giovedì ha riacceso le polemiche.

Le prospettive negli Europei 2026: un film che si ripete

Le condizioni della Senna restano variabili e dipendenti da fattori esterni, come piogge, scarichi, correnti, e cambiano di volta in volta purtroppo, spesso, in peggio. Al momento la situazione sembrerebbe sotto controllo e le gare proseguiranno  secondo il calendario. Ma il messaggio che arriva dagli atleti è chiaro: due anni dopo le Olimpiadi, il ritorno sulla Senna non ha risolto i nodi strutturali, anzi. La qualità generale dell’acqua continua a essere un tema ricorrente nel nuoto di fondo, e le cancellazioni di allenamenti restano l’ultimo segnale di un problema che, di tappa in tappa, non sembra destinato a sparire. Senza tutele per la salute di atleti e atlete.

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