Paltrinieri racconta le gare nella Senna: “Sotto è buio pesto, nuotavo tra acqua di fogna e gatti morti”

Gregorio Paltrinieri è un campione assoluto del nuoto e più in generale dello sport italiano. Tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei ha vinto oltre quaranta medaglie. Da quindici anni è protagonista, due anni fa alle Olimpiadi di Parigi ha vissuto un'esperienza per così dire molto particolare nuotando nella 10 km di fondo nella Senna. Un'esperienza che non dimenticherà mai. Fiume sporco all'inverosimile, che aveva creato discussioni ben prima della gara e ne produsse dopo, visto che una serie di atleti finirono in ospedale.
"Sott'acqua non vedevi niente. Non vedevo il mio gomito"
Parlando nel podcast Jeantoneria il formidabile nuotatore ha toccato diversi argomenti prima di finire sul tema de la Senna, il fiume di Parigi, dove ha nuotato alle Olimpiadi del 2024. Già dalla prima frase era chiaro dove si andasse a parare: "Se sei in Sardegna nuoti e vedi i pesci, se sei nella Senna a Parigi invece…". Con sagacia e simpatia il campione italiano lascia cadere la frase per poi proseguire e andare nel dettaglio: "Mettevi la testa sott'acqua e non vedevi niente. Buio pesto. Io non riuscivo a vedere il mio gomito".
Quando Paltrinieri si tuffò in mare per la finale olimpica sapeva di trovare un ambiente non proprio ideale. Lo sapevano tutti, organizzatori inclusi. Le polemiche che avevano preceduto l'evento non erano passate inosservate, con i nuotatori che ben sapevano di subire le conseguenze di un paio d'ore di nuoto in fiume sporco. Paltrinieri ne parlò anche con Fanpage.it. Ora ha spiegato anche nel concreto le difficoltà nel nuotare nella Senna: "Ci siamo buttati e abbiamo nuotato senza aver provato il campo gara e si può dire che è stata inadeguata per una finale olimpica. Il percorso era un rettangolo, facevi così lati contro e a favore di corrente".
"Con gli arbusti ci siamo scorticati completamente"
Difficoltà di natura differente. Perché i nuotatori si sono trovati a nuotare incrociando per così dire anche l'acqua di fogna e quando erano vicini alla banchina laterale si trovavano una sfilza di arbusti che venivano giù e che hanno prodotto ulteriori problematiche: "Con quegli arbusti ci siamo scorticati completamente. Era una location bella, ma per gli spettatori, scenografica, bello anche vedere migliaia di persone sulle sponde, ma non era adatta".

In Francia ci tornerà per gli Europei 2026 e per la terza volta nuoterà lì, anche prima delle Olimpiadi non visse un'esperienza memorabile: "A Parigi eravamo andati due anni prima delle Olimpiadi, in un affluente della Senna ci dissero: ‘Questo è il posto dove galleggerete e c'era un gatto morto sulla linea di partenza. Andarono con il retino e lo tirarono via'".
Le polemiche dei nuotatori per le gare delle Olimpiadi nella Senna
Delle grandi difficoltà del nuotare della Senna se n'era parlato ben prima delle gare, quando venne fuori la problematica, e soprattutto durante e dopo i Giochi Olimpici. Chi prese parte al Triathlon ebbe altrettante difficoltà. Ci furono atlete che finirono in ospedale per l'escherichia coli, la sfortunata fu Claire Michel, un'atleta del Belgio. Quando toccò alle azzurre Ginevra Taddeucci e Giulia Gabrielleschi il problema fu ancora molto più chiaro. Entrambe raccontarono cosa significa nuotare in quell'enorme fiume con la paura che qualcosa potesse accadere ancora in seguito, per fortuna nulla accadde.
E lo stesso Paltrinieri, tra le parole a caldo, e quelle di questo podcast, ne parlò pochi mesi dopo ricordando per filo e per segno l'amaro e duro percorso nella 10 km olimpica nella Senna. Insomma, considerando quello che è accaduto durante e dopo le gare. E considerando le parole di Paltrinieri, anche queste ultime, va da sé che disputare la gara olimpica del 2024 nella Senna era certamente affascinante, ma qualcosa di terribilmente sbagliato che ha rischiato di mettere a repentaglio la salute degli atleti.