Klopp sulla panchina della Germania dopo il fallimento dei Mondiali: Nagelsmann a rischio esonero

La ricostruzione della nazionale tedesca deve partire dalla fondamenta, per voltare pagina e mettere fine a un ciclo che non ha portato crescita e risultati. Sul banco degli imputati è finito Julian Nagelsmann come prevedibile, indiziato numero uno per il fallimento dopo l'eliminazione ai Mondiali arrivata a sorpresa contro il Paraguay. E al suo posto in panchina non si esclude l'idea di Jurgen Klopp che per primo aveva chiesto grandi cambiamenti e che non si tirerebbe indietro davanti a una chiamata da parte della federazione, come riportato dall'edizione tedesca di Sky.
Dopo l'ultima avventura con il Liverpool ha deciso di allontanarsi dalla panchina e dedicarsi al ruolo di Global Sports Director di Red Bull, ma ha seguito questi Mondiali da una posizione privilegiata commentandoli per la tv tedesca. Conosce punti di forza e debolezze ella nazionale e possiede l'esperienza giusta per invertire la marcia, ma per far fronte alla crisi non serve soltanto un nuovo piano di gioco.

Klopp apre alla panchina della Germania
Dopo due anni senza squadra l'ex Liverpool sarebbe pronto a riprendere la carriera da allenatore, magari sulla panchina della Germania che si trova in un momento di grande rivoluzione. L'eliminazione inaspettata ai sedicesimi di finale dei Mondiali ha aperto ufficialmente la crisi all'interno della federazione tedesca che dovrà decidere le prossime mosse: Nagelsmann non fa un passo indietro e sta ai vertici decidere se optare per un cambio di panchina o continuare a dare fiducia all'attuale CT, modificando però approccio, moduli e uomini coinvolti.
L'alternativa è Klopp che non direbbe mai di no alla proposta. Ha fatto già sapere di essere interessato e il suo arrivo porterebbe grande entusiasmo a tutto l'ambiente, favorendo un cambio di passo. Ha seguito da opinionista il crollo della Germania e più volte ha bacchettato l'allenatore per le sue scelte: non dirà di no se dovesse essere chiamato in causa dalla federazione, ma la scelta definitiva spetterà comunque alla DFB.

L'arrivo di Klopp potrebbe non bastare
Ci sono riflessioni molto più profonde da fare dopo l'eliminazione contro il Paraguay, al primo turno della fase a eliminazione diretta. La Germania ha sbagliato al primo colpo, l'ennesimo fallimento dopo aver vinto i Mondiali nel 2014: a quel successo sono seguite due eliminazioni ai gironi e una ai sedicesimi, un crollo verticale che non può essere sanato solo da un nuovo allenatore. Klopp non è la panacea di tutti i mali perché la federazione tedesca ha a che fare con problemi molto più grandi.
Nagelsmann è stato criticato per la scelta dei giocatori, come Neuer al posto di Baumann o Woltemade scelto come rigorista: i nomi sono stati più importanti della forma e alla fine ha confezionato il disastro perfetto che ha portato all'eliminazione. La Germania non ha mai convinto, ma ha vissuto gli stessi problemi che si porta dietro dall'ultima decade. Nel 2018 aveva fallito con Low, nel 2022 con Flick e ora con l'ultimo CT che non è riuscito a cambiare marcia, segnale che non basta sostituire l'allenatore per mettere una toppa e permettere alla nuova generazione di calciatori di potersi imporre.