Vasseur ci ha messo un attimo per sottolineare l’errore di Hamilton: sembrava quasi non aspettasse altro
Il Gran Premio di Singapore poteva essere una grande occasione per Lewis Hamilton, che invece al traguardo è arrivato sesto. Una delusione. Un podio mancato per una sua scelta, strategica, sbagliata alla grande.Un post gara da assente per Lewis che non ha avuto la possibilità di spiegare ufficialmente né di difendersi. Perché dall'altra parte, la Ferrari, nella persona del ‘boss' Vasseur non ha perso tempo nel dargli tutta la colpa per la scelta errata. Sarà il classico scaricabarile (molto italiano) ma non è bello vedere un intervento così netto, che probabilmente è figlio delle tante parole delle ultime settimane.
La scommessa persa da Hamilton a Singapore
Un sabato splendido. Una gara Sprint vecchio stile, un secondo posto frutto di una partenza da re. L'idea della pole position, che a Singapore vale mezza vittoria, ma sul più bello un paio di sbandatine ed è solo terzo posto, per giunta dietro Leclerc. La gara è poco divertente. Hamilton resta dietro a Max e Charles e sa di non avere la possibilità di superarli, a meno di una strategia differente, o di un imprevisto. Lui ha la gomma gialla, dunque metterà la rossa e si ferma prima. Quando Leclerc si ferma gli è davanti. In quel momento Hamilton è più veloce, ci prova in modo sottile a dire che era più veloce. Nessuno ‘swap'. Niente cambio di posizione.
Quando al giro 39 la Virtual entra in pista a causa della vettura di Stroll, la Ferrari chiama entrambi i piloti ai box. Leclerc si ferma, Hamilton no. Un'altra scommessa, ‘a gamble', come disse in Malesia quando si ritrovò con gomme d'asciutto sul bagnato. Quella volta ha vinto un podio. Stavolta lo ha perso. Lewis decide di non fermarsi. Finalmente un pilota che decide, come accadeva una volta. Di giri ne mancano 23. Pensa e spera di poterli beffare tutti, a parte Max, tornato a gareggiare in un mondo a parte. Non è stato così. A uno a uno lo passano Leclerc, Antonelli, Norris e all'ultimo pure Piastri.
Le scuse di Lewis, le parole di Vasseur: "Non date la colpa alla squadra"
Tagliato il traguardo Hamilton è stato subito chiaro, si è scusato con la squadra per la sua scelta. Podio gettato al vento, punti importanti in realtà, punti persi, più per lui che per la Ferrari che comunque ha allungato su McLaren e Red Bull e non può raggiungere la Mercedes. La signorilità di Lewis è venuta fuori. Un campione lo si vede anche in questo.
Dall'altra parte, però, non c'è stata la stessa signorilità. Sgombrando il campo da dubbi: è chiaro che Vasseur deve ribadire le parole di Lewis e anche un minimo sottolineare l'errore, anche se ha cambiato versione più volte. La sostanza del suo discorso sta in una frase: "Non date la colpa alla squadra".
L'affondo di Vasseur
E certo, verrebbe dire, diamola al capro espiatorio, a quello che quantomeno ci ha provato, sulla sua pelle, ad azzardare e che da un po' di tempo non sembra proprio sulla stessa linea di Vasseur, al quale quasi non è parso vero poter per una volta passare dall'altra parte, quella del ‘ve l'avevo detto io', del ‘avete capite che non sbagliamo tutto noi', ‘che la nostra squadra è messa troppe volte in croce'. Fred non ha perso tempo nel rimarcare l'errore di Hamilton, mentre mai o quasi ha ammesso quelli della squadra. Anche da queste situazioni, che non sono infinitesimali, si capisce se c'è o meno autorevolezza.
Qualche sassolino ci può anche stare, per carità, il team principal poi deve anche tirare le orecchie ai suoi ‘cavallini' ma in questo caso le parole sono sembrate puntute per Lewis, che ancora una volta non è parso totalmente sostenuto dalla sua Scuderia, che dal vertice sembrava quasi non vedesse l'ora di sottolineare una mancanza di chi, tecnicamente, per quello che conta, è in lotta clamorosamente per arrivare secondo nel Mondiale.