Valentino Rossi è tornato in pista nel GP d'Europa a Valencia dopo aver saltato le ultime due gare della MotoGP per la positività al Covid che lo ha costretto all'isolamento a Tavullia. Il rientro in gara del Dottore non è stato però dei migliori con la sua corsa che si è interrotta dopo appena cinque giri a causa di un problema alla sua Yamaha che si è spenta improvvisamente costringendo il 41enne marchigiano al ritiro ("Si è spenta di colpo. Avevo fatto un'ottima partenza, ma poi la moto si è fermata" ha spiegato nel post-gara).

Nonostante la giornata storta  il nove volte campione del mondo non ha perso il sorriso e, al termine della gara di Valencia, si è immediatamente congratulato con Davide Brivio, team manager della Suzuki che ha conquistato una doppietta nel GP d'Europa portando entrambi i suoi due piloti nelle prime due posizioni della classifica iridata con Joan Mir sempre più leader e Alex Rins secondo a 37 lunghezze di distanza quando mancano appena due gare alla conclusione del Mondiale 2020:  "Siete stati grandissimi – ha detto infatti il Dottore a Brivio in collegamento tramite i microfoni di Sky Sport –, complimenti per il grande lavoro che avete fatto. Bravissimi, momento magico per voi".

Dopo il bel siparietto con Davide Brivio il Dottore anche rassicurato il giornalista Guido Meda, costretto a commentare da casa il GP d'Europa dopo aver contratto anche lui il Covid-19, sul come ci si senta dopo esser guariti dalla malattia:  "Si ritorna normali, come prima – ha difatti detto Valentino Rossi rassicurando il telecronista della MotoGP –. Io sto piuttosto bene, avevo un po' di dolorini perché le MotoGP sono molto pesanti, ma sto bene. Anche se io durante l'isolamento mi sono allenato".

Infine Valentino ha concluso il suo intervento con un messaggio neanche troppo velato al reparto Motori della Yamaha in vista della prossima stagione (nella quale correrà per il team satellite Petronas mentre Quartararo prenderà il suo posto nella squadra ufficiale della casa di Iwata): "La nostra moto è sempre la più lenta e abbiamo anche problemi di affidabilità – ha sentenziato infatti il nove volte campione del mondo –. La Yamaha deve fare qualcosa perché o hai la moto più veloce di tutti e hai problemi, oppure se non sei la moto più potente devi sopperire con la continuità di prestazione".