Montoya: “Leclerc ha aperto il vaso di Pandora. Si sente superiore agli ordini del muretto Ferrari”

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L’ex pilota di Williams e McLaren torna su quanto accaduto al GP d’Olanda e nel farlo Montoya usa parole di fuoco verso Charles Leclerc.

Questa è la settimana del Gran Premio di Monza, la settimana più amata dai tifosi della Ferrari, che a questo giro sogna in grande. Perché la chance di fare il colpo grosso c'è, anche se l'ultimo weekend è stato senza podio e con una doppia polemica finale. Hamilton se l'è presa con il team per la strategia, prima di fare ammenda, mentre Leclerc non è stato proprio tenero con il compagno di squadra. Le vicende di Zandvoort sono state commentate da Montoya, l'ex pilota di F1 che ha puntato il dito contro Leclerc che si sentirebbe, secondo il colombiano, superiore agli ordini del muretto della Rossa.

Montoya durissimo su Leclerc

Parlando con un media colombiano, commentando l'evoluzione della gara d'Olanda, Juan Pablo Montoya, pilota che ha avuto una breve ma intensa e indimenticabile carriera in Formula 1, ha puntato il dito sul monegasco parlando di quanto successo durante la gara di Zandvoort. La disamina del sudamericano è netta e le parole per Leclerc non sono proprio gentili: "Quello che ha fatto Leclerc non obbedendo all'ingegnere ha aperto il vaso di Pandora, un orribile vaso di Pandora, perché è come stesse dicendo alla squadra: ‘Sono al di sopra dei vostri ordini e, se non sono d'accordo con qualcosa, non lo farò.' E questo non può succedere. È terribile. È terribile perché crea una brutta atmosfera all'interno del team e genera drammi nella squadra".

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Juan Pablo Montoya è stato pilota di Williams e McLaren.

Il parallelo tra Ferrari e Mercedes

Montoya non risparmiandosi di fatto dice che ritardando il pit stop quando il box glielo aveva chiesto, con Hamilton vicinissimo e con gomme fresche ha in primis danneggiato il compagno di squadra e soprattutto ha mandato un messaggio diretto, come a dire: io sono al di sopra degli ordini del muretto e del team. L'ex pilota continuando il discorso mostra le differenze con quanto accaduto in casa Mercedes, dove Toto Wolff ha ordinato a Russell di lasciar passare Kimi Antonelli, tutto effettuato in modo pulito.

Chiaramente quanto dice Montoya è forte, ma è anche vero che in un momento come questo con la Ferrari non tecnicamente in lotta per il titolo Mondiale (nel piloti e nel costruttori) ma con la chance di cogliere risultati di livello, non solo a Monza, ci sarebbe bisogno unità d'intenti forte, invece di una lotta interna, tra i due piloti e il team, e bisognerebbe accogliere gli ordini del muretto, anche se non di buon grado.

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