Perché Barella viene fischiato a Cagliari ogni anno: lui ha fatto tutto il possibile per evitarlo
Passano gli anni ma il copione per Nicolò Barella a Cagliari non cambia. Anche questa volta, in occasione della trasferta vincente dell'Inter all'Unipol Domus, il centrocampista nerazzurro è stato sonoramente fischiato. Ancora una volta, dunque, il classe 1997, cagliaritano doc, ha ricevuto un'accoglienza non piacevole nella sua città, venendo beccato sin dal riscaldamento e poi a più riprese durante il confronto. Una situazione che ormai Barella conosce bene visto che si ripete dal 2019, anno in cui ha lasciato la squadra rossoblù per trasferirsi all'Inter.
Certo, non tutto il pubblico presente nella casa della squadra sarda ha beccato Barella, che ha ricevuto anche gli applausi di chi gli riconosce il legame con la sua terra. La maggior parte dei tifosi del Cagliari, però, non gli ha perdonato l'addio nel 2019, quando colui che era stato anche il più giovane capitano della storia del club decise di misurarsi con una nuova esperienza per lottare per altri obiettivi più prestigiosi. Non ci fu un vero e proprio episodio scatenante ad alimentare il malcontento dei sostenitori sardi, che non apprezzarono la partenza a soli 22 anni, con buona pace del ricco tesoretto incassato dal club. Da allora ecco i fischi ripetuti e costanti. D'altronde la piazza cagliaritana sognava di avere un altro Gigi Riva, ovvero una bandiera capace di rifiutare anche offerte prestigiose per restare nell'isola (o sull'isola). Situazioni d'altri tempi.
Barella non è né il primo e sicuramente non sarà l'ultimo a ritrovarsi in queste situazioni. Il calciatore ha sempre ribadito che la narrazione della sua cessione è stata distorta. Dal suo punto di vista, infatti, non si è trattato di una partenza a zero né verso una compagine "nemica", avendo aspettato che la squadra si salvasse prima di lasciare. Un concetto ribadito anche in diverse interviste, già nel 2019: "Si è parlato troppo del mio passaggio all’Inter. Evidentemente a qualcuno non è piaciuto né il trasferimento né il mio silenzio. […] Non mi interessa quel che si può pensare. So come sono fatto e so perché ho scelto l’Inter".
Nonostante tutto però il copione continua a ripetersi costantemente con Barella che ha ulteriormente spiegato di aver anche rifiutato determinati club proprio per rispetto degli stessi suoi ex tifosi del Cagliari (vedi il Napoli, ndr): "La narrazione di quando sono andato via da Cagliari è stata distorta, mi spiace sia stata raccontata in maniera sbagliata. Per me Cagliari è il mio sangue, l’Inter è entrata nel mio cuore e nella mia vita. Avevo tante opportunità per andare via da Cagliari, più di un paio. Molte mie scelte sono state dettate dal fatto che non potevo andare in certe squadre perché la rivalità tra tifoserie". E proprio per questo Barella dal canto suo in campo ha cercato sempre di mantenere un comportamento impeccabile nonostante i fischi. Un sorriso, oppure finta di nient, per Nicolò Barella che quando poi ha trovato il gol contro la squadra della sua terra lo scorso aprile ha deciso di non esultare, scusandosi proprio con i suoi ex tifosi presenti al Meazza. Eppure non è bastato.