Come fa il Galatasaray ad avere Leao e Osimhen, il meccanismo distorto delle “squadre di stato” in Turchia

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Come fa il Galatasaray a permettersi giocatori come Osimhen e Leao? Il club turco ha costruito un modello capace di sfidare economicamente i grandi club europei.

Victor Osimhen e Rafa Leao insieme sembravano un attacco possibile soltanto in Premier League, Arabia o in uno dei top club europei, invece giocheranno a Istanbul. Il Galatasaray ha costruito una coppia offensiva che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata impossibile per una squadra turca, anche per quelle che giocano abitualmente la Champions League, eppure con l'arrivo del portoghese è diventata realtà. La Turchia ha superato anche l'appeal del calcio inglese che davanti a certe offerte perde tutta la sua forza.

La coppia d'attacco del Galatasaray è l'esempio più lampante di quello che sta accadendo nel calcio turco e nel suo mercato, diventato più ricco di quello europeo: Osimhen è stato acquistato dal Napoli per 75 milioni di euro, Leao è appena arrivato dal Milan per circa 50 milioni ed entrambi guadagnano cifre importantissime. Due attaccanti nel pieno della loro carriera, reduci da esperienze di alto livello che hanno accettato di allontanarsi dai campionari più blasonati seguendo la scia dei soldi, ma senza rinunciare alla Champions come accade per chi va in Arabia Saudita.

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Osimhen è arrivato al Galatasaray nel 2024

Perché il Galatasaray ha così tanti soldi

Negli anni il Galatasaray è diventato un vero e proprio marchio in Turchia: può contare su una tifoseria enorme, uno stadio da oltre 50mila posti e la capacità di trasformare ogni grande acquisto in un evento commerciale. In pochi anni le sponsorizzazioni sono cresciute così come i ricavi legati al merchandising, schizzato alle stelle dopo l'arrivo dei primi grandi nomi. Inoltre partecipa ogni anno alla Champions League e può contare su quelle entrate che hanno un peso enorme. Per questo garantire 30 milioni di euro netti all'anno solo di stipendi a Osimhen e Leao non diventa un problema. Questo meccanismo si innesca nelle quattro grandi di Turchia, Galatasaray, Fenerbahce, Besiktas e Trabzonspor, le uniche capaci di mettere a segno grandi colpi e che per molti sono diventate "squadre di stato".

Non funziona come in Arabia Saudita, dove alcune squadre sono gestite dal fondo sovrano, ma godono di rapporti particolari con il governo che negli anni gli ha garantito degli accordi con le banche pubbliche nei momenti di difficoltà: l'esempio recente è il 2018, nel pieno della crisi economica turca, con l'intervento di Erdogan che ha trovato un accordo sanare i debiti delle quattro grandi squadre e dare una mano anche con gli stadi. L'impatto del calcio in Turchia è troppo grande per essere ignorato e lo stato è coinvolto anche nei movimenti delle grandi squadre, al costo di accumulare debiti con le banche in un circolo vizioso che sembra insostenibile per il futuro.

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Il Galatasaray e le altre grandi squadre turche possono contare su tifoserie importanti

L'appeal del calcio turco

Per mettere in atto tutta la macchina bisogna avere i nomi giusti e convincere i giocatori a sposare i progetti delle squadre turche. il Galatasaray è quella di punta e negli anni ha portato a Istanbul grandi nomi del calcio europeo: l'ultimo in ordine di tempo è stato Leao che ha preferito la Turchia addirittura alla Premier League, un caso fino a qui unico ma che potrebbe diventare le norma. I 12 milioni all'anno di stipendio non l'hanno lasciato indifferente e non ha neanche dovuto rinunciare a giocare la Champions League, un altro dei punti di forza di questi club.

C'è poi il discorso legato alla tassazione degli ingaggi che lì è molto più conveniente rispetto all'Italia. Il vantaggio sta nel fatto che le squadre si intestano la ritenuta del 20% prevista sugli ingaggi dei calciatori della Super Lig e, nel caso degli stipendi elevati come quelli di Leao e Osimhen, entra in gioco la dichiarazione annuale e l'aliquota effettiva può salire verso il 35-40%. I calciatori quindi hanno un vantaggio economico non indifferente, un altro fattore che permette a realtà come il Galatasaray di colmare il divario con i club dei campionati più ricchi.

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