Ferrari, la lotta interna tra Hamilton e Leclerc complica la rimonta: muretto sotto accusa, ora serve chiarezza
La Ferrari lascia Zandvoort con un risultato al di sotto delle aspettative e con qualche interrogativo in più anche sul rapporto tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il quarto e quinto posto conquistati dai due piloti in Olanda non raccontano soltanto le difficoltà incontrate dalla SF-26 sul circuito olandese, ma anche una gestione della gara che ha alimentato evidenti tensioni all'interno del box.
La Rossa era arrivata nei Paesi Bassi con l'obiettivo di rilanciare la propria stagione dopo la pausa estiva. Gli aggiornamenti portati sulla monoposto avrebbero dovuto permettere alla Ferrari di avvicinarsi a McLaren e Mercedes, ma già dalle prove è emerso un quadro differente. La vettura ha faticato soprattutto sul giro secco e ha evidenziato problemi nel portare gli pneumatici nella finestra ideale di funzionamento.
Hamilton e Leclerc sono così partiti dalla terza fila, rispettivamente quinto e sesto, ritrovandosi subito costretti a una gara di rimonta. Il passo della Ferrari era migliore rispetto a quanto lasciato intendere dalla qualifica, ma la conformazione del tracciato rendeva particolarmente complicati i sorpassi. Le due partenze non hanno offerto ai ferraristi l'opportunità di recuperare terreno.
Hamilton-Leclerc, la lotta interna complica la rimonta
Il momento più delicato è arrivato nella seconda parte del Gran Premio. Con strategie differenti, Hamilton e Leclerc si sono ritrovati a lottare direttamente per la posizione e il muretto Ferrari ha scelto di lasciarli liberi di confrontarsi in pista: una decisione che, invece di favorire la rimonta della squadra, ha finito per far perdere tempo prezioso a entrambi.
Il problema non è soltanto la battaglia tra i due compagni di squadra, inevitabile quando entrambi sono alla ricerca del miglior risultato possibile, ma a far discutere è soprattutto la gestione della situazione da parte del muretto, apparso poco tempestivo nel valutare l'evoluzione della gara e nel coordinare due strategie diverse. Lewis non ha lesinato bordate verso gli ingegneri mentre Leclerc dopo il traguardo ha affiancato il compagno scuotendo la testa e si è sfogato via radio, ma l’audio è stato silenziato.
Il risultato è stato un confronto interno che ha aumentato il nervosismo proprio nel momento in cui la Ferrari avrebbe avuto bisogno della massima collaborazione: Hamilton e Leclerc hanno continuato a spingere fino alla bandiera a scacchi, ma il tempo perso nella loro sfida ha complicato ulteriormente la possibilità di raggiungere il podio.
La rimonta finale avrebbe potuto regalare alla Ferrari almeno una soddisfazione in più, ma la Virtual Safety Car provocata dai detriti in pista ha vanificato le ultime possibilità di attacco. La Rossa si è dovuta accontentare del quarto e del quinto posto, mentre resta la sensazione che con una gestione più efficace delle strategie il risultato avrebbe potuto essere migliore.
La tensione tra Hamilton e Leclerc va quindi letta all'interno di un quadro più ampio. Non ci sono elementi sufficienti per parlare di una vera e propria frattura tra i due, ma a Zandvoort è emersa chiaramente la difficoltà di gestire una coppia di piloti competitivi quando la macchina non permette di lottare per le prime posizioni.
Per la Ferrari il problema non è soltanto riportare la SF-26 nelle condizioni migliori ma sarà altrettanto importante evitare che la rivalità interna si trasformi in un ulteriore ostacolo. Hamilton e Leclerc hanno entrambi ambizioni importanti e, quando la vettura consente di giocarsi il podio, ogni secondo perso può diventare decisivo. A Maranello servirà quindi maggiore chiarezza dal muretto e una gestione più precisa delle situazioni in cui i due piloti si ritrovano fianco a fianco.