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Hamilton accusa il muretto Ferrari dopo il disastro in Ungheria: “Non dovevamo fare quella sosta”

Lewis Hamilton contesta la strategia scelta dalla Ferrari durante la Virtual Safety Car: la sosta tardiva gli è costata il podio e ha aperto la strada alla penalità. Vasseur ammette la lunga serie di errori commessi a Budapest.
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Il disastro della Ferrari nel GP d'Ungheria della Formula 1 2026 si chiude con Lewis Hamilton che contesta apertamente la scelta decisiva del muretto. Il britannico era secondo dietro il vincitore Lando Norris, con pneumatici ancora in buone condizioni, quando durante la Virtual Safety Car è stato richiamato ai box all'ultimo momento. Una fermata che gli ha fatto perdere due posizioni in pista (da Verstappen e da Antonelli), lo ha esposto alla penalità per eccesso di velocità in pit-lane e gli ha tolto un podio che riteneva possibile difendere.

"Decisamente non penso che avremmo dovuto fare la sosta. La chiamata è arrivata proprio un attimo prima dell'ingresso in pit-lane e non ho avuto tempo di discutere", ha spiegato il sette volte campione del mondo a Sky Sport. "Devi fidarti che sia stata presa una decisione, ma col senno di poi i miei pneumatici erano assolutamente a posto. Probabilmente avrei perso comunque nei confronti di Max, ma penso che avrei potuto mantenere almeno il terzo posto. E poi ho aperto la porta alla penalità che ho preso alla fine" ha poi proseguito il 41enne di Stevenage.

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La sosta che costa il podio a Hamilton

La decisione arriva nel momento peggiore. Hamilton, dopo l'uscita di scena di Piastri si ritrova secondo alle spalle del leader Norris, rientra ai box sotto VSC, torna in pista appena davanti a Kimi Antonelli ma deve restituirgli la posizione perché il bolognese era davanti alla linea di riferimento. Poco dopo arriva la sanzione di cinque secondi per aver superato il limite in pit-lane: una penalità che gli costa anche il quarto posto, passato nelle mani del compagno di squadra Leclerc.

È soltanto l'ultimo episodio di una gara nella quale la Ferrari ha sbagliato praticamente ogni fase. Il monegasco perde terreno al via dopo essere partito in prima fila, il britannico non sfrutta la gomma soft nuova dal lato pulito della pista, entrambe le SF-26 vengono indirizzate verso una strategia a tre soste su un circuito dove sorpassare è complicato e il vantaggio della posizione in pista è fondamentale.

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Vasseur ammette tutti gli errori della Ferrari

A certificare la gravità della prestazione è stato lo stesso Frederic Vasseur: "Oggi abbiamo commesso troppi errori. Partenze sbagliate, scelte errate di gomme e soste ai box mal gestite". Un'ammissione che fotografa una domenica nella quale la Ferrari aveva il passo per giocarsi almeno il podio, ma ha trasformato ogni occasione in un problema.

Leclerc ha chiuso quarto soltanto grazie alla penalità del compagno (anche questa scelta, in ottica mondiale, può far storcere il naso, dati i due punti tolti ad Hamilton che in questo momento è il primo inseguitore in classifica del leader Kimi Antonelli), mentre il sette volte iridato ha accompagnato la critica alla strategia con una parte di autocritica: "Le ultime tre gare per me non sono state grandi. Tante penalità, devo lavorare sodo per non dare loro (i commissari FIA, ndr) l'opportunità di comminarne altre". Ma a Budapest l'errore più pesante non è arrivato dal pilota: la Ferrari ha chiamato una sosta non necessaria e ha buttato via il podio.

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