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Kimi Antonelli tormentato dal suo unico difetto anche dopo Miami: “Partenze inaccettabili”

Kimi Antonelli ha vinto anche il GP di Miami di F1 2026, firmando la terza vittoria consecutiva e un nuovo record storico. Ma il pilota Mercedes non riesce a godersi del tutto il momento: le partenze restano il suo punto debole e lo tormentano.
A cura di Michele Mazzeo
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La terza vittoria consecutiva avrebbe dovuto consegnargli soltanto il sorriso. Invece Kimi Antonelli, dopo il trionfo nel GP di Miami della Formula 1 2026, è rimasto aggrappato anche a ciò che ancora non funziona. Il pilota della Mercedes ha firmato un altro pezzo di storia, ma non riesce a togliersi dalla testa lo stesso difetto che lo accompagna dall'inizio del Mondiale: le partenze.

A Miami il 19enne bolognese ha vinto ancora, dopo Cina e Giappone, consolidando il primato nella classifica piloti F1 2026 e allungando sul compagno di squadra George Russell. Prima della gara aveva già scritto un record pesantissimo: tre pole position consecutive dalla prima in carriera, come erano riusciti a fare soltanto Ayrton Senna e Michael Schumacher. Poi è arrivato anche il successo in gara, il terzo di fila, a confermare che il suo avvio di stagione non è più soltanto una sorpresa.

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Il giovane leader del mondiale però non ha voluto caricare troppo quel paragone. "È una statistica interessante, ma non voglio pensarci troppo", ha spiegato dopo la gara. La linea è la stessa tracciata da Toto Wolff, che da settimane prova a proteggerlo da un entusiasmo diventato enorme. Kimi sta vincendo, ma resta un pilota giovanissimo. E gli errori, prima o poi, arriveranno.

Il problema è che a Miami l'errore si è visto subito. Nella Sprint Antonelli aveva perso sei posizioni al via. In gara ne ha perse due. Meno grave, ma comunque troppo per chi parte davanti e deve difendersi da McLaren, Ferrari e Red Bull su una griglia ormai più compatta rispetto alle prime gare. "Sì, oggi a dire il vero non è stato così male. Penso di aver perso due posizioni, nella Sprint ne ho perse sei, quindi un po' meglio. Ma comunque no, non è accettabile", ha ammesso.

È qui che si vede la differenza tra il risultato e il modo in cui il classe 2006 lo sta vivendo. Leadership nel mondiale consolidata, sfida con il compagno di squadra vinta nettamente, tre pole e tre vittorie consecutive e record storico, ma nella sua analisi resta soprattutto quell'unico difetto. Perché con distacchi ridotti una partenza sbagliata può cambiare una gara intera. "Penso che soprattutto in un weekend come questo, in cui i distacchi sono molto più ravvicinati, può davvero cambiare la gara", ha infatti spiegato.

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La Mercedes, per ora, si è presa gran parte della responsabilità. Wolff ha chiarito che il problema non riguarda soltanto il pilota emiliano, ma il modo in cui il team sta gestendo frizione, grip e procedure. Anche Russell ha faticato nelle partenze, segnale che a Brackley devono intervenire in fretta. La differenza è che su Kimi ogni dettaglio pesa di più, perché parte spesso davanti e perché il confronto con la storia è già diventato inevitabile.

Antonelli, però, non si nasconde dietro la squadra. Durante la pausa forzata di aprile si è allenato a lungo al simulatore proprio sulle partenze, lavorando sul rilascio della frizione. "Di partenze ne avrò fatte 100/150 al simulatore, al punto che mi faceva male l'avambraccio", ha raccontato. Dal Canada dovrebbe arrivare anche una modifica alla leva della frizione, pensata sulle sue indicazioni.

Non è una questione tecnica, o almeno non solo. È anche mentale. Kimi lo ha detto senza cercare alibi: "Non ho ancora quella fiducia per essere costante in questa fase. Ho ancora un po' di incertezza, quindi è un aspetto importante che deve essere migliorato". A Miami è riuscito comunque a rimettere insieme la gara, a restare calmo dopo il via complicato e a vincere nonostante la pressione di Norris. Ma il tema resta aperto: per la Mercedes e per lui, già dal Canada, le partenze saranno uno dei primi aspetti da sistemare.

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