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Kimi Antonelli interrompe la conferenza stampa a Miami: “Prima di tutto ho io una domanda per te”

Nel media day del GP di Miami, Kimi Antonelli ha sorpreso tutti interrompendo Tom Clarkson prima di rispondere alle domande: il leader del Mondiale F1 gli ha chiesto della Maratona di Londra.
A cura di Michele Mazzeo
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Kimi Antonelli arriva al GP di Miami di Formula 1 2026 nella posizione più scomoda e insieme più esaltante possibile: da leader del Mondiale, con la Mercedes davanti a tutti e con George Russell, suo compagno di squadra, come primo inseguitore in classifica. Eppure, almeno a giudicare da quanto accaduto nel media day, la pressione sembra scivolargli addosso con una naturalezza sorprendente.

Durante la conferenza stampa ufficiale della F1, il pilota italiano della Mercedes ha infatti interrotto per qualche secondo il copione abituale delle domande. Quando il giornalista britannico Tom Clarkson ha preso la parola, Antonelli lo ha anticipato con una frase che ha spiazzato tutti: "Beh, prima di tutto ho io una domanda per te". A quel punto il bolognese, davanti a Carlos Sainz e Isack Hadjar, ha cambiato ruolo: da intervistato a intervistatore.

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Il tema non era la Mercedes, né la lotta per il titolo, né il nuovo formato Sprint del weekend di Miami. Antonelli voleva sapere della Maratona di Londra corsa da Clarkson pochi giorni prima. Un momento leggero, quasi fuori contesto, che ha però raccontato bene la serenità con cui il 19enne sta vivendo un avvio di stagione pesantissimo sul piano sportivo.

Antonelli ha aperto il siparietto fermando Clarkson prima ancora che potesse formulare la domanda: "Ho sentito che hai fatto la Maratona di Londra. Com'è andata?". Il giornalista ha risposto con ironia: "Beh, sono ancora qui". A quel punto il pilota Mercedes ha rilanciato sorridendo: "Sei ancora qui, quindi è già positivo", con Clarkson che ha confermato: "È positivo". Antonelli è poi entrato ancora di più nel ruolo di intervistatore chiedendogli se fosse andato "sotto le due ore". Clarkson ha replicato: "No, non sono andato sotto le due ore, no. Incredibile che ce ne siano stati due sotto le due ore. Per me è stata una grande esperienza". Ma il bolognese non si è fermato lì e gli ha chiesto anche: "Ok, sì. Che scarpe usavi?". A quel punto Clarkson, ormai diventato l'intervistato e evidentemente imbarazzato, ha provato a chiuderla con un sorriso: "Scarpe? Voglio dire… magari ne parliamo dopo". Antonelli ha accettato la deviazione chiosando con un "Ah sì, sì, ok. Interessante".

Il riferimento non era casuale. Clarkson ha corso la Maratona di Londra insieme a Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo di Formula 1, in un'iniziativa benefica legata a due realtà molto vicine al mondo dei Gran Premi: il Grand Prix Trust, che sostiene il personale della F1 nei momenti di difficoltà, e la Brain & Spine Foundation, fondata anche dall'ex responsabile medico della F1 Sid Watkins per aiutare le persone colpite da patologie neurologiche. Vettel e Clarkson si erano posti l'obiettivo di raccogliere 5.000 sterline (circa 5.850 euro) ma hanno superato il traguardo arrivando a oltre 8.800 sterline, cioè più di 10.300 euro. Anche per questo la domanda di Antonelli ha avuto un effetto ancora più curioso: nel pieno di una conferenza sul GP di Miami, il leader del Mondiale ha spostato per qualche istante l'attenzione dalla pista alla maratona solidale corsa da uno degli ex campioni più amati del paddock.

Un siparietto durato pochi secondi, ma sufficiente per alleggerire una conferenza in cui il 19enne bolognese era inevitabilmente uno dei protagonisti più attesi. La Mercedes si presenta a Miami da squadra di riferimento: ha vinto le prime tre gare della stagione e arriva al primo weekend Sprint dell'anno con entrambi i piloti in piena lotta per il titolo. Il giovane emiliano, dopo i successi in Cina e Giappone, guida il Mondiale con nove punti di vantaggio su Russell.

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Il pilota italiano però ha evitato qualsiasi tono trionfalistico. Ha spiegato di aver sfruttato la lunga pausa per guidare e prepararsi, tra GT3, kart, test Pirelli e simulatore, ma ha anche chiarito che il margine della Mercedes potrebbe ridursi proprio a Miami, dove molti team porteranno aggiornamenti importanti.

Antonelli ha parlato con prudenza della lotta con Ferrari, McLaren e Red Bull, insistendo sulla necessità di pensare a una gara alla volta. Un approccio che vale ancora di più in un weekend Sprint, con una sola sessione di prove libere (estesa a 90 minuti) e pochissimo tempo per trovare il giusto assetto.

Il sorriso con cui ha messo Clarkson sotto interrogatorio, però, dice forse più di molte risposte. Kimi Antonelli è arrivato a Miami con addosso il peso della classifica, della Mercedes e di un confronto interno già delicatissimo con Russell. Ma per qualche istante ha preferito parlare di scarpe da corsa. E in una Formula 1 che spesso prova a controllare ogni parola, anche questo è un piccolo segnale.

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