Ferrari, Qualifiche Sprint F1 a Miami con rimpianto: Norris in pole, Kimi Antonelli salva la Mercedes

Lando Norris partirà dalla pole position nella Sprint Race del GP di Miami della Formula 1 2026. Il pilota della McLaren ha chiuso davanti a Kimi Antonelli, capace di portare la Mercedes in prima fila dopo una giornata iniziata con qualche problema tecnico, e a Oscar Piastri, che completa il quadro molto positivo della squadra campione in carica. Quarta posizione per Charles Leclerc, settimo Lewis Hamilton: la Ferrari aveva dato segnali importanti per tutto il venerdì, ma si è persa proprio nel momento decisivo delle Qualifiche Sprint.
È questa la fotografia più chiara della prima giornata del weekend di Miami: Ferrari competitiva, ma non ancora abbastanza pulita quando conta. Il monegasco era stato il più veloce nell'unica sessione di prove libere, davanti alla Red Bull di Verstappen e alla McLaren di Piastri, con Hamilton quarto e Antonelli quinto dopo un problema alla power unit che gli aveva impedito di completare un giro con gomme soft. La SF-26 aggiornata sembrava poter aprire il fine settimana con un segnale politico prima ancora che tecnico. Invece, in SQ3, il colpo lo ha dato la McLaren.

La pole di Norris pesa perché arriva in un weekend in cui tutti aspettavano la risposta degli inseguitori alla Mercedes. La McLaren aveva portato a Miami un pacchetto molto importante, definito nei giorni scorsi come una macchina quasi completamente rinnovata da Andrea Stella, e il primo verdetto della pista le restituisce subito una posizione forte. Il campione del mondo in carica, dopo una FP1 meno leggibile, ha messo insieme il giro giusto in 1:27.869, battendo Antonelli di 222 millesimi. Piastri, terzo, conferma che la McLaren non è soltanto veloce con una macchina, ma ha trovato una base competitiva su entrambe le vetture.
Per la Ferrari, invece, resta una sessione a due facce. Leclerc era stato il riferimento anche in SQ2, chiudendo davanti a Piastri e Hamilton, e per larghi tratti aveva dato la sensazione di poter lottare per la pole della Sprint. Il quarto posto finale, dietro entrambe le McLaren e alla Mercedes di Antonelli, non cancella i segnali incoraggianti del pacchetto portato a Miami, ma ridimensiona l'entusiasmo. La Ferrari è cresciuta, sembra avere più carico e una macchina più efficace sul giro secco, ma non è ancora riuscita a trasformare questa crescita in una prima fila.
Il discorso è più delicato per Hamilton. Il sette volte campione del mondo era stato vicino a Leclerc nelle libere e molto competitivo nella parte centrale della Sprint Qualifying, ma in SQ3 è scivolato al settimo posto. È un risultato che pesa soprattutto nel confronto interno: la Ferrari aveva bisogno di entrambe le macchine davanti per capitalizzare gli aggiornamenti, invece si ritrova con una prima fila mancata da Leclerc e con Hamilton dietro anche a Verstappen e Russell. Non è un disastro, ma è il segnale che la SF-26 aggiornata ha ancora una finestra di utilizzo stretta.

Il dato più interessante, però, riguarda Kimi Antonelli. La Mercedes non sembrava la macchina dominante vista nelle prime tre gare della stagione. Il 19enne bolognese aveva avuto problemi nelle libere, Russell non era apparso perfettamente a suo agio e lo stesso pilota italiano aveva spiegato alla vigilia che Mercedes non aveva portato grandi novità, a differenza di Ferrari, McLaren e Red Bull. Eppure, quando la pista ha assegnato la griglia della Sprint, il leader del Mondiale è rimasto lì: secondo, davanti a Piastri, Leclerc, Verstappen, Russell e Hamilton. È il modo migliore per limitare i danni in un weekend che sulla carta poteva essere più complicato per la W17.
Anche Red Bull ha mostrato segnali ma non una svolta. Verstappen quinto tiene la squadra dentro il gruppo dei primi, ma non cambia ancora il quadro del Mondiale. La RB22 è arrivata a Miami con un pacchetto corposo: nuove soluzioni su ali, fondo, pance, cofano, sospensione posteriore e soprattutto una nuova ala posteriore con elemento superiore rotante, una soluzione che richiama la cosiddetta ala "Macarena" già vista sulla Ferrari. La prestazione, però, per ora è rimasta a metà: abbastanza per stare davanti a una Ferrari, non abbastanza per contendere la pole a McLaren e Antonelli.
Alle spalle dei big, la sessione ha dato qualche indicazione interessante anche sul centro gruppo. Franco Colapinto ha portato l'Alpine in ottava posizione, davanti alla Red Bull di Isack Hadjar e all'altra vettura del team francese di Pierre Gasly. Restano fuori dalla top ten Audi, Haas, Williams e Racing Bulls, mentre Aston Martin e Cadillac sono apparse ancora in difficoltà: in SQ1 sono stati eliminati Lawson, Ocon, Perez, Bottas, Alonso e Stroll, con il canadese senza tempo dopo un bloccaggio pesante.
Miami, però, non è soltanto una qualifica Sprint. È il primo weekend dopo le modifiche regolamentari introdotte dalla FIA per correggere alcune criticità emerse nelle prime gare della nuova Formula 1: meno energia recuperabile in qualifica, interventi sul superclipping e un limite al boost per ridurre differenze di velocità eccessive. Proprio per questo la sessione di prove libere del venerdì era stata allungata a 90 minuti, in un fine settimana Sprint in cui normalmente il tempo per capire la macchina sarebbe molto più ridotto.
Il primo verdetto, quindi, è chiaro ma non definitivo. La McLaren ha vinto il venerdì con Norris, Kimi Antonelli ha confermato il peso specifico del leader del Mondiale, la Ferrari ha mostrato una macchina più competitiva ma ha lasciato per strada l'occasione più importante. Per Leclerc e Hamilton la Sprint diventa già un test: non basta più dire che gli aggiornamenti funzionano, ora serve dimostrarlo anche quando davanti ci sono punti da prendere e una Mercedes che, pure nei giorni meno brillanti, riesce comunque a mettere Antonelli in prima fila.