Fils ha capito: “Jannik Sinner è diverso dagli altri grandi, giocare bene contro di lui non basta”

Arthur Fils sapeva a cosa andava incontro prima di giocare contro Sinner nella semifinale di Madrid. Tra il dire e il fare c'è di mezzo Jannik e infatti per il francese l'azzurro si è rivelato un ostacolo insormontabile. Nella sua carriera il 21enne ha avuto la possibilità di giocare contro grandi avversari, ma l'azzurro per sua stessa ammissione è un'altra cosa. E contro di lui anche giocare bene, può non essere sufficiente.
Fils e la consapevolezza di giocare contro Sinner
Il buon Arthur già in campo con il linguaggio del corpo e con sfoghi verso il suo angolo ("Mi sta uccidendo") ha dimostrato di non riuscire a trovare contromisure per contrastare il suo avversario. Qualcosa confermato poi anche dopo il match davanti ai microfoni per la sua ultima conferenza del Masters 1000. Fils infatti, pur riconoscendo le sue difficoltà nel servizio è rimasto molto impressionato: "Il mio servizio. Il mio servizio, i numeri sono stati piuttosto pessimi. Ma a parte gli scherzi, lui è un grande campione. Voglio dire, non perde una partita da Indian Wells, forse. Sta giocando alla grande, con tanta fiducia, colpisce la palla in modo pulito da entrambi i lati e serve molto bene".
Cosa ha capito Fils giocando contro Sinner
E qui veniamo alla frustrazione di dover fare i conti con qualcuno contro il quale anche sfoderare un buon tennis può non bastare: "Il primo set è stato ovviamente molto buono per lui, un po’ difficile per me. Ho dovuto abituarmi alla velocità della sua palla. È diverso: puoi affrontare ottimi avversari, e io ne ho affrontati, ma con lui è diverso. Quando entro in campo contro di lui, sento di giocare un buon tennis… ma non è sufficiente".
Il francese torna a casa e si prepara per gli Internazionali d'Italia con quale consapevolezza? Quella di dover fare un ulteriore salto di qualità attraverso il lavoro per provare ad avvicinarsi al livello di un top del calibro di Sinner: "Sicuramente esco dalla partita con parecchie risposte alle mie domande. Al di là del servizio, da fondo campo nel primo set lui era superiore. Era un ritmo a cui non ero abituato dall’inizio della mia stagione sulla terra. Poi però nel secondo set sono riuscito a trovare delle soluzioni, a variare un po’ di più, a essere più solido sulla diagonale di rovescio. È andata sempre meglio. Ma è un campione, ha una lunga serie di vittorie consecutive, quindi era chiaro che non sarebbe stato facile. È un’esperienza in più. Quando ci riaffronteremo, spero magari di nuovo in semifinale, in finale o nei quarti, in partite importanti, spero di aver imparato da questa sconfitta e di poter fare una partita migliore". Una lezione dunque da cui trarre grandi insegnamenti.