Col tempo le cinture di sicurezza sono diventate un elemento chiave della sicurezza in auto.
in foto: Col tempo le cinture di sicurezza sono diventate un elemento chiave della sicurezza in auto.

La cintura di sicurezza continua a non piacere agli italiani: quattro su dieci non usano quelle anteriori, con una media che cresce al Sud, dove ad allacciarla è appena un automobilista su tre. Più di un italiano su due non usa invece le cinture di sicurezza posteriori che rimangono residuali. Questi i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità sull’uso dei sistemi di sicurezza in auto nell’ambito del progetto Ulisse finanziato dal Ministero delle Infrastrutture.

Cinture, 4 italiani su 10 non le usano

Differenze importanti si evidenziano tra Nord e Sud: l’utilizzo delle cinture di sicurezza anteriori è più basso nel Meridione, dove la percentuale che le indossa si ferma al 36,3% contro il 67% del Centro e l’82,6% del Nord. Il dettaglio sui comportamenti nelle diverse regioni fa però emergere profonde disparità: anche in Lombardia e Veneto le usano soltanto due persone su dieci. In compenso, a Bolzano e Trento i conducenti sono ligi all’obbligo di allacciare le cinture: in centro le usa il 70% degli automobilisti, mentre a Napoli, Bari e Reggio Calabria le trasgressioni sono la normalità. Lo studio completo, anticipato da Corriere della Sera, sta per essere pubblicato sulle riviste di settore, unico nel suo genere per l’ampiezza del campione analizzato – monitorato il 17% parco auto circolante in Italia.

Male anche i seggiolini auto

Non depongono bene neanche per i dati sui seggiolini. Più della metà del campione (il 55,9%) non li usa quando trasporta i bimbi in auto, con il punto interrogativo su cosa accadrà a marzo con l’applicazione delle multe per la mancata installazione dei sistemi antiabbandono. In compenso, il casco, il cui obbligo è in vigore dal 1992, è indossato dalla quasi totalità dei motociclisti: 100% al Nord, 99,6% al Centro e 94% al Sud.

Se ci fosse più rispetto delle norme del Codice della Strada sull’uso dei dispositivi di sicurezza, rileva il coordinatore dello studio, l’epidemiologo Marco Giustini, si riuscirebbe a ridurre drasticamente il numero di vittime sulle strade – si calcola che ogni anno si potrebbero risparmiare 327 morti per incidenti stradali, stabili da alcuni anni su un bilancio di 3.300 vittime. A fare la differenza potrebbero essere campagne di comunicazione e iniziative su cinture e e seggiolini auto. “L’operazione – ha commentato Giustini – sarebbe oltretutto a costo zero. Basterebbe diffondere meglio le informazioni sui vantaggi di proteggersi. Se tutti diventassimo osservanti come gli svedesi conteremmo tante vittime in meno sulla strada”.