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Caso arbitro Rocchi

Quanto guadagnano gli arbitri in Serie A, il sistema che lega voti e compensi da migliaia di euro

L’inchiesta della Procura di Milano ha aperto una breccia nel mondo arbitrale italiano, scosso dalle indagini, dal malcontento interno e dai sospetti sui criteri di valutazione meritocratica. Qual è il sistema di voti che promuove o frena la carriera di un arbitro? Quanto guadagna un direttore di gara? E cos’è il “paracadute” del passaggio a video match official?
A cura di Maurizio De Santis
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Il sistema di valutazione degli arbitri e i guadagni che ogni fischietto mette in tasca a seconda dell'esperienza e del ruolo. I due aspetti tornano di stretta attualità, sotto la lente della magistratura, adesso che l'inchiesta della Procura di Milano ha alzato il coperchio su una dimensione finora impenetrabile. Nel mondo dell'AIA, ogni decisione presa in campo non è mai soltanto una scelta tecnica: è un gesto che si riflette su un intero procedimento analitico, carriera e introiti. Soldi, tanti soldi: dai 90 mila euro lordi di parte fissa ad altri 60-80 mila in gettoni che per un direttore di gara internazionale possono valere 150-180 mila euro annui (tanto per fare un esempio). Senza considerare gli eventuali extra per designazioni Uefa (3-5 mila euro a partita). E per quanto riguarda gli assistenti, le somme relative al compenso fisso vanno da un minimo di 8.000 euro a un massimo di 30.000 euro e così anche per VAR o AVAR.

Ecco perché non esistono margini di errore inermi e ogni prestazione viene trasformata in un voto che può cambiare il futuro professionale di un fischietto: un giudizio può incidere sulla classifica stagionale, compromettere la permanenza nella categoria e, nei casi estremi, portare alla dismissione. Ma ciò che rende questa sintesi ancora più rilevante è il suo impatto economico diretto: ogni posizione in graduatoria corrisponde a un livello di introiti, e ogni passo indietro può tradursi in una perdita potenziale di decine o centinaia di migliaia di euro, oltre che di prestigio.

È proprio dall'intreccio tra valutazione tecnica e conseguenze economiche che emerge la vera posta in gioco: non solo la carriera arbitrale, ma un equilibrio costante tra ansia da prestazione, timore di bocciature e sostenibilità professionale. Per questo la pressione sugli arbitri è altissima: ogni decisione può avere un riflesso diretto non solo sportivo, ma anche finanziario. E in questo solco, nella pancia del movimento, allignano malcontento e malesseri esplosi anche con le denunce recenti.

Come funziona il sistema di valutazione degli arbitri

La carriera arbitrale si basa su un sistema meritocratico controllato per tutta la stagione. Arbitri di Serie A e Serie B appartengono alla CAN (Commissione Arbitri Nazionale).

Gli organi di valutazione. Ogni gara viene analizzata da due figure principali:

  • un osservatore arbitrale (CON, Commissione Osservatori Nazionale), separata dalla CAN per garantire imparzialità. Valuta la prestazione allo stadio o tramite TV e redige un referto su aspetti: atletici, tecnici, disciplinari.
  • organo tecnico (designatore). Il designatore e i suoi vice analizzano la gara, si confrontano con l’arbitro nei raduni post-partita, possono confermare o modificare il giudizio dell'osservatore.
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I voti, le prestazioni misurate con una scala decimale

Le prestazioni sono misurate con una scala decimale. Si parte da una basa definita una prestazione "standard" (ovvero una partita diretta bene, senza sbavature evidenti e in cui l'arbitro fa ciò che ci si aspetta da lui) che equivale a un giudizio di 8.40 a una in cui va tutto storto fino a determinare una valutazione insufficiente. Più grave è l'errore o la somma di errori, più il voto scende. Vediamoli nel dettaglio:

  • da 8.50 a 8.70 prestazioni eccellenti, gare difficili gestite perfettamente
  • 8.40 prestazione standard (partita corretta senza errori rilevanti)
  • da 8.30 in giù prestazioni insufficienti
  • 8.20 e inferiori errori gravi che condizionano la gara.

Il ruolo del VAR nelle valutazioni

Il VAR non "salva" l'arbitro e può influire negativamente sul voto. Fattore, quest'ultimo, che inficia l'aspetto psicologico di un fischietto soprattutto se non ha abbastanza personalità da gestire – oltre alle sollecitazioni in campo – anche il rapporto con il collega in cabina di regia. Come può influire l'intervento del VAR sul voto:

  • errore grave corretto dal VAR l’arbitro prende comunque insufficienza (es.: 8.20)
  • arbitro al monitor che non corregge un errore evidente crollo del voto
  • VAR che non interviene su errore netto insufficienza sia per arbitro che per VAR
  • VAR che corregge l’errore valutazione positiva per il VAR

Le classifiche e le dismissioni a fine stagione

A fine stagione, tutti i voti vengono sommati per creare una media, che genera una classifica di merito. Gli arbitri che si piazzano agli ultimi posti vengono dismessi (ovvero licenziati o retrocessi ai ruoli inferiori) per "motivati profili tecnici". Altre dismissioni possono avvenire per limiti d'età, limiti di permanenza nel ruolo o dimissioni volontarie. Chi eccelle, invece, ottiene incarichi più prestigiosi o la nomina ad Arbitro Internazionale (FIFA).

Quanto guadagnano gli arbitri

Gli arbitri della CAN sono liberi professionisti che percepiscono compensi suddivisi in due voci principali: una parte fissa (diritti di immagine/compenso base legato all'esperienza) e un gettone di presenza per ogni singola gara diretta, oltre ai rimborsi (vitto, alloggio, viaggio).

Compensi fissi annuali (lordi). La parte fissa dipende esclusivamente dall'anzianità nel ruolo e dallo status dell'arbitro:

  • Internazionali 90.000 euro
  • Esperti (più di 50 gare A) 60.000
  • Intermedi (meno o 50 gare A) 30.000
  • Neo-promossi 20.000
  • Assistenti 8.000 – 30.000
  • VAR specialisti 8.000 – 30.000

Gettoni di presenza a partita (lordi). Al fisso si aggiunge la diaria per la singola partita diretta, che varia in base alla competizione (Serie A, B o Coppa Italia). Agli importi si aggiungono sempre i rimborsi per le spese di viaggio, vitto e alloggio:

  • Serie A
    Arbitro 4.000 euro
    Assistente 1.400
    VAR 1.700
    AVAR 800
    Quarto ufficiale 500
  • Serie B
    Arbitro 2.000
    Assistente 700
    VAR 800
    AVAR 400
    Quarto ufficiale 200

In buona sostanza, un arbitro di spicco e internazionale designato per 15-20 gare di Serie A all'anno percepisce i 90.000 euro fissi più circa 60.000 – 80.000 in gettoni, percependo introiti totali tra i 150.000 e i 180.000 euro all'anno (escluse le gare europee pagate direttamente dalla UEFA, che forniscono ulteriori gettoni molto redditizi, tra i 3.000 e i 5.000 a partita).

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Il timore della valutazione negativa e la perdita economica

Ecco perché una valutazione negativa può portare alla dismissione e quindi a una perdita economica molto significativa sul lungo periodo. Un esempio può aiutare a fare una stima. La carriera di un arbitro in CAN può durare fino ai 45 anni (salvo recenti deroghe per chi è in quota internazionale o per meriti eccezionali). Se un arbitro di 32 anni, arrivato in CAN da due stagioni, viene dismesso per valutazioni negative, non perde solo i 70 mila – 80 mila euro euro di quell'anno (tra parte fissa, gettoni e indennità) ma vede svanire un potenziale di carriera di almeno 10-12 anni ad alti livelli.

Cosa vuol dire? Tradotto in soldoni, ammesso che il livello resti di fascia intermedia senza mai riuscire a compiere il balzo a internazionale, sfumeranno qualcosa come 800 mila euro circa in guadagni futuri nei prossimi dieci anni.

Quanto guadagna un arbitro che occupa un ruolo dirigenziale

Quando un arbitro entra nei quadri dirigenziali o tecnici, il meccanismo retributivo cambia a seconda dell'incarico. Vediamo nel dettaglio quanto percepiscono il designatore CAN, il presidente AIA e i vertici associativi:

  • il designatore CAN (Responsabile Organo Tecnico): ha un ruolo manageriale e tecnico di elevata responsabilità, gestendo le nomine per i campionati professionistici più importanti d'Italia. Contrattualizzato con la FIGC-AIA, il compenso si aggira intorno ai 200 mila euro lordi all'anno.
  • il presidente dell'AIA e i vertici associativi: l'AIA è un'associazione inquadrata all'interno della FIGC, la carica di Presidente e quelle del Comitato Nazionale non prevedono stipendio fisso. Per questi ruoli (inclusi i presidenti regionali o sezionali), si parla di indennità di carica e rimborsi spese su base annua, di 30.000 – 40.000 euro.

Il paracadute col passaggio a VMO (Video Match Official)

Un arbitro dismesso non riuscirà mai più ad ambire a determinate cifre ma potrebbe ‘accontentarsi' di una soluzione minore dal punto di vista economico, considerati gli importi dimezzati: il passaggio a VMO (Video Match Official). Escluso dal ruolo sportivo centrale, il direttore di gara viene "salvato" e inserito nel gruppo dei VAR specialisti. Un modo per non disperdere le professionalità (non tutti possono essere bravi a gestire un match) e, al tempo stesso, restare nel mondo arbitrale con una soddisfazione diversa. In questo caso, il fisso crolla (massimo 30.000 euro per i più esperti) e si guadagnano solo i gettoni da VAR (1.700  euro in Serie A). In sintesi, si passa da 150.000 euro potenziali a 60.000 – 70.000 massimi. Per fortuna o purtroppo.

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