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Caso arbitro Rocchi

Caso Rocchi, l’esperto: “La bussata al VAR? L’illecito sportivo non è una qualsiasi violazione”

A Fanpage.it l’avvocato di Diritto dello Sport, Paco D’Onofrio, ha ricostruito i prossimi passaggi dell’inchiesta penale che vede indagato l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, delineando i tempi della giustizia federale e i reali rischi per il sistema arbitrale.
Intervista a Dott. Paco D’Onofrio
Avvocato di Diritto dello Sport
A cura di Vito Lamorte
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L'inchiesta penale che coinvolge l'ex designatore Gianluca Rocchi della Procura di Milano sta facendo ‘traballare' il calcio italiano. Al centro del fascicolo penale, e federale, vi sarebbero presunte pressioni per influenzare le designazioni arbitrali, in un clima di tensioni interne all'AIA già scossa da precedenti scandali gestionali, e "bussate/codici" irrituali nella sala VAR di Lissone in occasione delle partite.

La posizione dell'ex designatore, iscritto nel registro degli indagati in concorso con terzi, apre scenari complessi sulla distinzione tra irregolarità procedurali e illecito sportivo. In questo clima di incertezza e "nebulosità" mediatica, a Fanpage.it l'avvocato di Diritto dello Sport, Paco D’Onofrio, ha cercato di fare chiarezza sui possibili sviluppi giuridici e sulle scadenze della giustizia sportiva.

Lo scenario sembra del caso Rocchi è, al momento, molto nebuloso. Nelle ultime ore si parla di nuovi possibili indagati nel sistema arbitrale. Che impressione ha?
"L'impressione è che sia un'indagine ancora nella fase iniziale, in pieno divenire. È una situazione molto fluida e le prossime settimane saranno decisive per capire se la Procura federale abbia già elementi per decidere o se attenderà gli sviluppi dell'indagine di Milano"

Quali saranno i prossimi passi dal punto di vista giudiziario? Immagino ci sia un iter preciso.
"Sì, piuttosto definito. Bisogna però distinguere: l'indagine penale avrà tempi medio- lunghi. L'indagine sportiva, invece, segue il Codice federale: dal momento della notitia criminis, la Procura federale ha 60 giorni per formulare il deferimento o archiviare".

L’avvocato Paco D’Onofrio.
L’avvocato Paco D’Onofrio.

Si può andare oltre questi 60 giorni?
"Eccezionalmente sì. Può essere prorogata di altri 40 giorni per casi complessi, arrivando a 100. Con l'autorizzazione della Procura Generale del CONI si possono aggiungere altri 20 giorni, arrivando a un massimo di 120 giorni. Al momento la Procura federale ha richiesto gli atti a Milano, ma quel fascicolo continuerà ad arricchirsi con nuovi interrogatori ed elementi di prova".

Si fa un gran parlare dell'episodio della "bussata al VAR". Che differenza passa, a livello giuridico, tra una semplice ingerenza e l'dolo specifico?
"Questa è la chiave. Bisogna stare attenti: l'illecito sportivo non è una qualsiasi violazione. Si configura solo quando c'è la volontaria, lucida e consapevole alterazione del risultato per determinare un beneficio a favore di qualcuno. Un'indebita ingerenza, invece, è una semplice irregolarità procedimentale. Se io busso alla porta di qualcuno perché ho un'idea tecnica diversa che voglio esprimere, ma senza la volontà di alterare un risultato per un vantaggio ingiusto, non è un illecito. È, al più, un'irregolarità e le sanzioni cambiano drasticamente".

Qual è il rischio reale in termini di sanzioni?
"L'ingerenza irregolare comporta solitamente una responsabilità individuale e qualche breve periodo di inibizione. L'illecito, invece, è grave: comporta punti di penalizzazione fino alla retrocessione. Per il singolo, il Codice federale prevede almeno 4 anni di squalifica e 50.000 euro di ammenda. Inoltre, l'illecito genera responsabilità oggettiva e coinvolge più soggetti; non puoi farlo da solo, ecco perché il PM scrive ‘in concorso con terzi'".

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Si è parlato dell'effettiva alterazione del risultato e della sola volontà di indirizzarlo in merito alle partite sotto l'occhio del ciclone. Ma, tornando indietro nel tempo, la Cassazione ha stabilito il perimetro preciso del reato di frode sportiva, che non richiede l’alterazione effettiva del risultato, bensì la semplice volontà di indirizzare fraudolentemente l’esito sportivo e l’idoneità dell’accordo a poter incidere. Bisogna tenere in considerazione questa sentenza, è corretto?
"Esatto. Anche in ambito federale, il tentativo è già ricompreso nella norma che punisce l'illecito consumato. L'effettivo
verificarsi dell'evento può essere solo un'aggravante"

Molti invocano lo spettro di "Calciopoli". C’è un nesso reale?
"Il richiamo ai precedenti ingolosisce mediaticamente, ma ogni processo è a sé. È come quando dici di un giovane calciatore è ‘il nuovo Messi': rischi di portargli sfortuna e l'accostamento lascia il tempo che trova. Certo, il tema delle designazioni esplose con Calciopoli, ma io mi limiterei a questo caso specifico e aspetterei di vedere le carte che arriveranno da Milano".

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Parliamo del rischio commissariamento. Riguarderebbe solo l'AIA o l'intera FIGC?
"Il commissariamento della Federazione è una decisione prevalentemente politica. Si fa quando non ci sono più i presupposti perché l'azione di governo federale prosegua. Considerando che le elezioni sono già convocate per il 22 giugno, mi chiedo cosa potrebbe fare un commissario in meno di due mesi. L'AIA è un discorso a parte.
Tecnicamente, non vedo un nesso immediato tra questa inchiesta e un commissariamento federale, a meno di valutazioni politiche diverse che sono sempre possibili. Ma in questo momento è difficile fare ipotesi".

Meglio avere un approccio prudente su tutta la vicenda, ancora poco chiara, insomma…
"Assolutamente. Un serio approccio dovrebbe limitarsi a spiegare le regole e i passaggi futuri, senza dare verità precostituite o peggio attribuire responsabilità. L'auspicio è che tutto sia andato regolarmente, anche se ogni indagine porta fatalmente con sé dei rischi per i soggetti indagati. Bisogna essere cauti finché non ci sono sentenze".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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