Chiusa la sua ultima stagione con la McLaren, Carlos Sainz si è già calato nella nuova realtà Ferrari. Il pilota spagnolo nella tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta nel kartodromo di famiglia ha difatti fatto un bilancio del suo ultimo anno in Formula 1 ma anche raccontato alcuni retroscena riguardo all'accordo con il Cavallino (la trattativa è stata avviata al ritorno dall'Australia il 15 marzo) e soprattutto quali sono state le sue emozioni vissute nel suo primo giorno da ferrarista quando ha indossato per la prima volta la tuta rossa ed è salito sulla monoposto.

A proposito di ciò infatti Carlos Sainz ha così descritto il suo primo approccio con la squadra di Maranello: "Era una tuta ufficiale e senza sponsor, ma fatta su misura così mi calzava bene. A quel punto ho detto: ‘Sta succedendo davvero'. Quindi ho indossato la tuta rossa, mi sono seduto e, non avendo il mio casco, ho dovuto indossare quello di Marc Gené. Non c'era lo specchio, peccato! Ma poi mi sono visto nelle foto sui social: sono rimasto piuttosto colpito, è stato un giorno speciale".

Tra le tante cose il 26enne madrileno ha anche parlato di quali sono i suoi obiettivi per questa sua nuova avventura con la scuderia del Cavallino: "Ogni volta che sogni la Ferrari sogni di vincere. Sono parole che vanno di pari passo, e il mio sogno è sempre stato quello di vincere con loro. Sarà complicato e ovviamente darò tutto per cercare di realizzarlo ma la strada è ancora lunga, c'è una ristrutturazione in corso e bisognerò migliorare parecchio per mettermi nelle condizioni di vincere un giorno, ma è l'obiettivo finale e quello che cercherò di fare".

A proposito delle gerarchie in squadra e del fatto che Mattia Binotto abbia annunciato che sia lui che Charles Leclerc partiranno alla pari, Carlos Sainz ha dichiarato: "Lo sapevo già, quando firmo so cosa firmo. Vado alla Ferrari a parità di condizioni con il mio compagno. Sono lì per aiutare, come in McLaren. La squadra viene prima di tutto, poi in pista tenti di battere chiunque. Con Charles andiamo d'accordo da quando è arrivato in F1 e spero continuerà ad essere così anche ora. È più serio e silenzioso di Lando (Norris, ndr) questo è certo, ma anche io lo ero".