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Carlo Pernat: “Bezzecchi e Martin non si parlano più. L’atmosfera nel box Aprilia è pessima”

Il manager della MotoGP ha spiegato cosa c’è dietro la crisi della Casa di Noale e del pilota italiano. “Dopo l’Ungheria è andato tutto storto, il vaso si è rotto”.
La crisi di Marco Bezzecchi, il pilota Aprilia conta di riprendersi a Silverstone.
La crisi di Marco Bezzecchi, il pilota Aprilia conta di riprendersi a Silverstone.

Marco Bezzecchi è tornato in pista ieri, quasi venti giorni dopo l'operazione alla clavicola necessaria per ricomporre la frattura subita a causa della caduta al Sachsering. "Farfalle nello stomaco", ha scritto su Instagram il driver Aprilia che s'è rimesso in sella alla RSV4 per saggiare di nuovo l'asfalto in compagnia di Valentino Rossi (compresi altri corridori dell'Academy) e con una data cerchiata in rosso. Il ‘Bez' conta d'esserci il 9 agosto per la ripresa del Mondiale di MotoGP a Silverstone, in Gran Bretagna. La domanda è: come ci arriva alla luce della crisi che l'ha precipitato da leader al quarto posto nel Mondiale? E, soprattutto, come ci arriva la stessa Aprilia? La situazione nel suo Team s'è fatta spigolosa per le storie tese con con Jorge Martin e i rapporti ridotti al minimo tra i membri di una scuderia spaccata: da un lato l'italiano e dall'altro lo spagnolo.

"Si guardano male… i piloti non si parlano e nemmeno gli ingegneri di gara. Atmosfera pessima, il vaso si è rotto", le parole del manager Carlo Pernat che raccontano cosa sta succedendo dietro le quinte della Casa di Noale e circoscrive le cause del difficoltà di Bezzecchi a due ragioni essenziali: convivere con la pressione di Martin all'interno di Aprilia (fattore praticamente inesistente l'anno scorso) e reggere al confronto con Marc Marcquez nel duello per il titolo iridato. Nel corredo accessorio del crollo ci sono anche le cadute, gli errori, la squalifica di Brno e infine l'infortunio che hanno dato alla stagione una piega negativa.

Cosa è successo in Aprilia e perché il clima è precipitato

Quanto accaduto al Balaton Park (in Ungheria) è stato come scoperchiare il vaso di Pandora: il contatto tra Martin e Bezzecchi ha incrinato definitivamente gli equilibri all'interno del team. Da quel momento la tensione è cresciuta, alimentata anche dalle ambizioni iridate di entrambi i piloti e dal fatto che Martin lascerà Noale a fine stagione per approdare in Yamaha.

Le settimane successive hanno soltanto aggravato la situazione. Martin si è reso protagonista anche del duro confronto con il team manager Paolo Bonora, sfogando pubblicamente tutta la sua frustrazione, mentre Bezzecchi ha iniziato una serie di weekend da incubo: la squalifica di Brno, le cadute di Assen e Sachsenring e il conseguente infortunio alla clavicola, che lo ha costretto a fermarsi.

Da leader del Mondiale al 4° posto: la stagione cambiata in poche settimane

Un filotto di tre vittorie nel Mondiale 2026 (Buriram, Goiânia e Austin) aveva fatto di Aprilia la moto da battere e dato una forte spinta alle ambizioni di Bezzecchi nella classifica piloti. Il successo dell'italiano al Mugello sembrava l'apoteosi e la conferma di una leadership ma è stato il canto del cigno: da allora s'è aperta una crisi irreversibile, con Marc Marquez che ha colmato rapidamente il gap vincendo 3 delle ultime 4 gare e adesso è a -18 da Martin. Jorge è in cima alla graduatoria, ‘Bez' è costretto a rincorrere dalla 4ª posizione.

Il pilota Aprilia è passato dall'essere leader del Mondiale al 4° posto.
Il pilota Aprilia è passato dall'essere leader del Mondiale al 4° posto.

Secondo Pernat, tutto questo ha completamente cambiato il volto del box. Per l'esperto manager non si tratta soltanto di una questione tecnica, ma soprattutto psicologica: Bezzecchi si trova improvvisamente a gestire una pressione doppia che nella passata stagione non aveva mai conosciuto. "L'anno scorso tutta Aprilia era con Bezzecchi. Era il riferimento assoluto della squadra – ha spiegato a SpeedWeek -. Oggi invece deve convivere con la pressione di Jorge Martin all'interno del team e con quella di Marc Marquez nella lotta mondiale. È una situazione completamente diversa. Prima la squadra era come una bolla di champagne: tutto andava per il meglio. Dopo l'Ungheria, è andato tutto storto".

E se davvero "il vaso si è rotto", servirà molto più di una clavicola guarita per tornare a lottare per il titolo mondiale.

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